Improvvisando (How deep is the ocean)

IMG_20170814_230135.jpg

Sei in Francia per una settimana, stasera al telefono mi hai detto che ti manco a dire il vero manchi anche a me e come sempre nella nostra storia, improvvisiamo, prendo un aereo giovedì e vengo da te per 3 giorni e ripartiamo insieme. Facciamo un supplemento di vacanza e di amore. Lasciamo fluire le cose leggere e potenti come la cascata di Isola d’iri che abbiamo visto insieme la scorsa settimana

L’amore mio
mi chiede:
“qual è la differenza
tra me e il cielo?”

La differenza
è che
se tu ridi
amore mio-
io dimentico il cielo.

Nizar Qabbani

Leaving

cof

Lungarno Pisa Agosto 2017

Amo l’inglese, la stessa parola può significare cose molto diverse, to play, suonare, giocare. To leave, lasciare , partire. E’ sempre questione di punti di vista, ed alla fine suonare è anche giocare e partire anche un po lasciare qualcosa indietro.

Partiamo.

Ogni volta che di notte
leggo il mio corpo
indosso il suo corpo,
mi stupisco leggendo il suo amore:
la notte non può che essere
i suoi tratti,
i suoi segreti, non può che
essere il suo nome.

Adonis

On Air : Leaving una mia versione di un brano bellissimo di Richie Beirach.

 

Over the rainbow (somewhere)

moon-rainbow-2004-hawaii

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno « scusi » nella ressa?
un « ha sbagliato numero » nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso giocava con loro.

Non ancora pronto del tutto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando una risata
con un salto si scansava.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Wisława Szymborska

On Air: Over the rainbow

E la luna bussò

luna

Io la luna l’ho sempre sognata.

Ho già prenotato per noi due una stanza
nella casa della luna
dove passare il fine settimana, amore mio,
gli alberghi del mondo non mi soddisfano,
l’albergo dove mi piace alloggiare è la luna
ma lì, amore mio, non accettano un ospite
che viene senza una donna:
ci vieni con me…
o mia Luna, sulla luna?

NIZAR QABBANI

On Air : E la luna bussò improvvisazione

2046

Un tempo, quando uno aveva un segreto da nascondere, andava in un bosco. Faceva un buco in un tronco e sussurrava lì il suo segreto. Poi richiudeva il buco con del fango, così il segreto sarebbe rimasto sigillato per l’eternità.

E questo è il mio albero ora. Giornate magiche quelle trascorse. Sei nella mia vita, nella mia casa, nei miei spazi che sembrano da sempre nostri. Il nido l’avevo preparato con  cura, senza esagerazioni, ore a parlare, a guardare film,  a scherzare, a ridere come due bambini, la notte a risvegliarsi per fare l’amore.

Ti ho mostrato il mio posto segreto, quella piazza in mezzo ai monti da cui tutto sembra distante, il tempo sembra fermo, e c’erano i miei due amici alberi che hanno visto la mia vita, e giuro mi sembrava mi sorridessero ieri sera mentre ero con la testa sulle tue gambe e tu mi accarezzavi la testa.

Mi fai intravedere un’altrove di amore, un’altrove di futuro, e sia quello che deve essere, perchè mi sembra tutto semplice e naturale. La nostra storia è piena di semplicità e di eventi che sembrano inevitabili. Ed alla fine è vero  con te la notte è più notte, il blu più blu. Ho capito di poter vivere da solo, ma con te è meglio.

Nella vita il vero amore si può mancare, se lo si incontra troppo presto o troppo tardi.

Tempo de amor

La parte razionale a volte ci dice che sarebbe tanto bello vivere in pace, senza mettersi in gioco, senza soffrire senza desiderare, senza piangere.

Ma il tempo della pace ottenuta in questo modo è una pace finta dove niente accade nel bene e nel male. Ah mundo enganador

Non esiste niente di più triste di un ibernazione per non vivere l’amore, pentirsi, conformarsi, quando si ama ci si mette dentro tutto, la paura, la gioia, è naturalmente un punto di equilibrio instabile, che cambia le prospettive. E’ incredibile quanto le prospettive possano cambiare velocemente e quanto la diatriba tra cervello e sentimento possa essere forte. Come sempre i brasiliani e vinicius raccontano i sentimenti con quella semplicità delle parole, della samba ed Herbie Hancock con Ceù qui nel disco la rivedono. Lui imperioso come sempre, non ci sono parole per descrivere il suo pianismo, si riconoscerebbe dopo 1 ms di note, lei bellissima profondamente brasiliana, semplice senza orpelli, con quella metrica e quell’espressività brasiliana.

Non voglio vivere in pace

Ah, bem melhor seria
Poder viver em paz
Sem ter que sofrer
Sem ter que chorar
Sem ter que querer
Sem ter que se dar

Ah, bem melhor seria
Poder viver em paz
Sem ter que sofrer
Sem ter que chorar
Sem ter que querer
Sem ter que se dar

Mas tem que sofrer
Mas tem que chorar
Mas tem que querer
Pra poder amar

Ah, mundo enganador
Paz não quer mais dizer amor

Ah, não existe coisa mais triste que ter paz
E se arrepender, e se conformar
E se proteger de um amor a mais

O tempo de amor
É tempo de dor
O tempo de paz
Não faz nem desfaz

Ah, que não seja meu
O mundo onde o amor morreu

Ah, não existe coisa mais triste que ter paz
E se arrepender, e se conformar
E se proteger de um amor a mais
E se arrepender, e se conformar
E se proteger de um amor a mais

Avverbi di luogo (My Song)

IMG_20170718_160705.jpg

Il blu è più blu

Ci sono periodi nella vita di una persona che posseggono delle chiavi importanti. Le cose un po capitano, un po le facciamo capitare se siamo vigili ed osserviamo le cose che ci stanno intorno. Il cambiamento destabilizza un po sempre.

Stanno cambiando un bel po di cose, il lavoro vede chiudersi un ciclo, persone che cambiano, persone che arrivano.  Serve una mia nuova consapevolezza e direzione.

I sentimenti, è arrivata una valanga inaspettata, che mi fa sembrare il blu più blu, il vento più vento e mi fa intravedere un’altrove di vita ed amore. Sono veramente stupito di come quando si incontra un’anima veramente vicina, le cose diventano semplici. Un concerto ci ha avvicinati, un traghetto ci ha portati in un luogo fatto di pace e serenità, e tante cose avvengono semplicemente come se non fosse possibile altrimenti.

Così è la vita, da un giorno all’altro si può ribaltare tutto nel bene e nel male. Bevo a piccoli sorsi tutto quello che in questo periodo mi viene “donato”, non è tutto casuale, ci ho lavorato, su di me, sulle mie paure, sui miei desideri. Ho sperimentato, ho capito che non tutto quello che sono va per forza tirato fuori, e ci sono priorità. Per stare bene con qualcuno davvero, devo amare la sua mente ed un set di valori di base, primo fra tutti l’apertura mentale e la curiosità, poi viene la chimica quella anche è in parte pilotata dall’intesa mentale, almeno per buona parte.

E che non ricordavo come fosse davvero fare l’amore con qualcuno di cui ti stai innamorando profondamente, non ricordavo le notti svegli a parlare, tra dormiveglia, amore, parole. Il desiderio di sentire anche solo un piede vicino, o tenersi per mano nella notte a proteggersi e rendere questo desiderio coppia. E desiderare vita, condivisione, piccole cose, che puoi fare solo con un anima che ti è vicina, la notte passata a guardare film abbracciati, la curiosità del passato di tutto, ed il desiderio del futuro.

Non ho capito molto dell’amore, e gran parte di quello che ho capito è scritto da qualche parte quì dentro, ma ho capito che sono in grado di provarlo e che finalmente sono in grado di riceverlo, forse perchè mi accetto e mi sento a posto con me stesso, consapevole dei miei punti di forza e di debolezza per cui non faccio più drammi. E poi quando la persona con cui condividi sentimenti è quella giusta ti ritrovi magicamente a non doverti giustificare di come sei, di come appari, di come ti vesti, di cosa pensi, di come mangi, di cosa mangi, di quello che ti piace. Sei e questo basta, sei presenza e diventi bellezza. E questa è la mia canzone, suona e qualcuno sa ascoltarla con curiosità ed attenzione.

Ecco io penso di essere sulla strada di un innamoramento profondo, dolce e passionale. Qualche aspettativa circola, è inevitabile averne, ma senza drammi, alla fine tutto quello che sta succedendo è superiore ad ogni mia più rosea aspettativa.

Qua è dove sono io. Ovunque sia
sarò sempre qua, dove mi vedi.
Questa casa, questi volti, questi oggetti
stancano perchè il qua stanca.
Qua viene sete di andarsene, sete di laggiù.
Ma laggiù è il luogo dove non potrò mai stare,
dove io sono impossibile. Ovunque vada
il là dove sarò diverrà qua
e io ci sarò ad aspettar me stesso
con in mano un mazzo di rose tutte uguali.
Là è il tuo qua.
Là sembra un grido perché è dove fa male.
Io voglio essere là dove tu stai,
e tu qua, o meglio: noi due laggiù, remoti, insieme
ché vivo è uguale a insieme.
Laggiù c’è l’amore che non c’è qua.
Quegli oggetti toccati dalle tue mani,
quello che pensi, dici, taci o sogni,
quei luoghi dove stai senza di me,
quello desidero, quello mi occorre.
Ed essere il tuo là, il tuo alito sospeso.
Laggiù è la salvezza, il miraggio
nato dalla sete di stare qua.
Laggiù saremmo felici per sempre
stretta la foglia e larga la via
laddove il tuo qua e il mio là si riunirebbero.
Laggiù è pioggia cadendo
su questo deserto inaridito.
Laggiù è il Paese di Bengodi, Eldorado, il non-plus-ultra.
Io sono qua, tu là, e noi due laggiù, ma quando?
Questo è pietra. Codesto è seta. Quello è mare.
Qua è focolare impossibile, intima assenza,
odiato domicilio, carcere di ogni giorno.
Là calore del tu, mia la tua vita,
tesoro della tua isola, aria d’amore.
Laggiù, dove non siamo, piove sulla vita
che non sarà mai nostra e che ci attende.

Juan Vicente Piqueras – Avverbi di luogo

ON Air la mia versione di my song

Everything in it’s right place

Oggi è stata una giornata piena di tante piccole cose. Mi sono svegliato presto, sono rimasto a letto per un po, in uno stato di dormi veglia piacevole. Colazione in terrazza, frutta fresca, caffè e succo di frutta. Sono uscito, era tanto, ma davvero tanto che non andavo in centro di sabato forse qualche anno.

Ho passeggiato, ho comprato qualcosa per qualcuno e dei libri per me. Con calma senza fretta, passeggiando e godendomi il mio tempo. Rientro a casa e pranzo in terrazza con gli avanzi di ieri sera, riso basmati, gamberi e verdure, caffè sulla sdraio. Piscina per 3 ore leggendo un romanzo e stasera ho suonato a Lucca in piazza. Tutto sembra al proprio posto, ho capito quante cose sono cambiate in un anno. Ho capito quanto sono cambiato in un anno.

Ho capito di essere molto forte, più di quello che credevo, ho capito che ho dentro di me delle cose bellissime che sono li e nessuno può portarmele via, sono mie ed al momento giusto, con la persona giusta escono, magicamente. Ho capito quello che non voglio, incontrandolo, affrontandolo e lasciandolo andare. Ho capito che semplicemente alcune relazioni funzionano, ed altre no, non ci sono alchimie per farle funzionare, se non funzionano c’è una ragione e non dipende da nessuno, ci sono compatibilità ed incompatibilità. Ho capito che sono in grado di amare, profondamente e di farmi amare, forse proprio perchè sono arrivato a questa consapevolezza di me.

Ho curato tante relazioni in questo anno, di amicizia, di famiglia, di amore e da ciascuna ho avuto cose belle in ritorno. L’obbiettivo della mia psicoterapia era migliorare le mie relazioni a 360 gradi e devo dire che i risultati dopo un anno, mi iniziano a soddisfare. Non ho paura di vivere, rischiare, osare, lasciar andare e tutto quell’ingombrante fardello del passato si è sgretolato gradualmente integrandosi nella mia vita.

Oggi è una giornata importante dove pensieri belli, realtà concrete, fanno capolino nella mia vita, dove sono felice di essere come sono, dove sono, e della situazione attuale. Sono felice delle persone che sono entrate nella mia vita, di quelle che ne sono uscite, di quelle che sono semplicemente rimaste, sono felice della mia capacità di analisi, di ricostruzione e di cambiamento. Per oggi tutto mi sembra al suo giusto posto.

 

Overjoyed

IMG-20170716-WA0001 (1)

Isola Maggiore Trasimeno – Chiesa del Gesù 13 Luglio 2017

Ci sono attimi preziosi dove il silenzio riempie lo spazio ed il tempo, il rumore della vita di tutti i giorni spariscono. Ci sono solo due respiri, due anime e tutta questa bellezza. Ci sono traghetti presi per caso che ti portano in una bellezza eterea, inimmaginabile. Così è la vita, uscendo dai percorsi, prendendo traghetti che passano senza sapere dove andare, si scoprono cose meravigliose e giardini segreti.

On Air: Overjoyed Ballad Version