Good Morning Heartache

Non ho dormito bene, a dire il vero faceva anche un po freddo, e non avevo la forza di alzarmi per prendere una copertina e quindi mi svegliavo, mi riaddormentavo, aprivo un occhio e trovavo un gatto diverso vicino ogni volta.  C’era anche vento, solitamente il vento mi piace

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Ho strane sensazioni in questo periodo, non mi capisco bene, c’è qualcosa che cova sotto la cenere, sento un rumore di fondo e sensazioni che non mi piacciono, ma ho paura di guardare veramente a fondo.

Avrei voglia di cambiare veramente vita, di lasciare tutto e riprendere da qualche parte, poi penso che alla fine la vita che ho non mi dispiace, l’ho costruita con fatica, l’ho scelta, eppure sento disarmonia.

Insomma stamattina mi sono svegliato col cuore un po malandato, stasera suono, proverò ad annegare queste sensazioni nella musica ( ed in qualche birra).

On Air Good morning heartache

 

Malouf

Ed ecco l’ultima arrivata, adorabilmente strabica.  siamo insieme da pochissimo da settembre dello scorso anno. Nel pieno del mio annus horribilis ho sentito il bisogno di una nuova pelosetta e lei non si è fatta attendere. Anche lei trovata giù in puglia nelle campagne, era un tipico caso felino, gengivite cronica, magra, non mangiava, disperata, ed affettuosissima.

Come facevo io a non prenderla con me? E’ arrivata e si è dimostrata subito una gattina di carattere, cucciola, vivace, si fa rispettare anche dal grande capo bianco ed ha preso possesso con semplicità dei territori.

L’ho curata, la curo come un esserino speciale e fragile, la sua gengivite è molto migliorata, e piano piano ci stiamo conoscendo ed imparando a volerci bene, ha preso senza pensarci troppo il posto tra i miei piedi a letto dove dorme tutta la notte ronfando beatamente.

L’ho chiamata Malouf perchè in quel periodo stavo consumando le registrazioni di un trombettista libanese che si chiama Ibrahim Malouf e perchè il nome ha il sentore di strega e lei mi ricorda una piccola adorabile strega.

 

Nausicaa

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Nausicaa è la mia terza gatta sta con me dal 2009. Trovai in campagna lei con altri gattini alcuni suoi, altri non suoi che aveva adottato. Mi fece tanto tenerezza questa gatta, così ospitale.

In particolare si era affezionata ad una gattina meravigliosa che purtroppo diedi via insieme ai suoi cuccioli (me ne sono pentito). Comunque questa sua commovente ospitalità mi spinse a chiamarla come la Nausicaa dell’odissea simbolo dell’accoglienza.

E’ una gatta di una dolcezza disarmante, è un cuore a forma di gatta, timida, riservata, paurosa, attaccatissima a me, mamma gatta per antonomasia, ogni sera appena mi metto a letto, lei sbuca fuori da qualche parte e prende il posto migliore accanto a me, inizia a fare delle fusa rumorosissime e aspetta che io prenda sonno, poi magicamente sparisce di nuovo.

Ha catturato il mio cuore con costanza, con perseveranza, con dolcezza, un pochino ogni giorno, purtroppo non va molto d’accordo con fjodor che non l’ha mai veramente accettata, amica di pelliccia di Giulian però con cui è inseparabile.

A lei dedico Roy Hargrove Everybody wants to be a cat

Giulian

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(Post ad alto contenuto di glucosio…. astenersi diabetici, divento completamente acritico quando parlo di lei)

Beh non posso fare figli e figliastri e dedicherò un post ad ognuno dei 4 pelosetti della famiglia. Lei è Giulian, trovata nelle campagne pugliesi nel 2008, l’ho sentita miagolare in una legnaia era piccola e disperata, appena l’ho presa in braccio ha iniziato a fare le fusa e mi ha starnutito sulla faccia riempiendomi di muco…. insomma amore a prima vista. L’ho curata, portata su a Pisa ed è diventata la meraviglia di gatta che vedete qui sopra.

Se con Fjodor il rapporto è alla pari, con lei sono decisamente in sua balia, mi guarda ed io non capisco più nulla, credo di esserne innamorato… , mi parla in continuazione, in un modo tutto suo, piccoli miagolii frequenti, interrogativi, cerca il contatto con me, forse avrei dovuto chiamarla Ombrina, perchè è la mia ombra, ma decisi di chiamarla Giulian come il re lemure di madagascar, perchè era ipercinetica e mi faceva ridere con quegli occhi e quel musino.

Lei è la regina di casa, veramente è la luce dei miei occhi, è stata la seconda gatta della mia vita, e quella che mi ha veramente insegnato quanto in profondità si possa andare nel contatto di anime, uomo gatto. Solo io conosco come è lei veramente, riserva a me la comunicazione, l’affetto incondizionato, i suoi aspetti buffi e mi fa sentire veramente speciale, in un modo tutto suo di cercarmi e di farmi sentire come il suo punto di riferimento.

Fjodor l’ama, quando arrivò ebbe qualche mese di antipatia, ma poi lei è diventata l’udito che fjodor non ha, la segue quando arrivo a casa, la segue se si muove, insomma è diventato uno spiritello guida anche per il fantasmino bianco.

E’ una gatta in pace con l’universo, contemplativa, comunicativa, sensibile, se sono giù di morale lo capisce, mi viene vicino, mi guarda e cerca di rassicurarmi. Ah dimenticavo dormiamo spesso vicini, abbracciati, o zampa nella zampa.

A lei dedico questa composizione di Mal Waldron e Jacky Mclean, elegante come lei, poi posterò i brani che ho dedicato ad ognuno di loro appena arrivati (un po come i saami che compongono il joik del nuovo nato)

 

 

Fjodor

Molti non capiscono la relazione speciale che si può instaurare tra un pelosetto ed un umano. Lui arrivò nella mia vita 11 anni fa, un giorno piovoso di settembre. Mi scelse , non fece molte domande, mi guardò e decise di scegliermi. Io che non avevo mai vissuto con un animale. Ed è speciale, ogni giorno mi fa sentire scelto, ha il suo carattere , protesta vuole rispetto. È una relazione alla pari, io lo accudisco lo proteggo e lui fa lo stesso con me.

È incredibile sia sordo, per me che vivo con le orecchie , ma lui è perfetto così, mi guarda, mi segue, mi parla.

Credo che si possa parlare di un rapporto di amore, lo costruiamo insieme da 11 anni anche quando non ci sopportiamo e capita eh, poi però lo guardo così fiero ed io che conosco tutte le sue debolezze ecco mi fa sorridere ed a volte mi sembra sorrida anche lui delle mie.

Moon river

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Moon river, wider than a mile
I’m crossing you in style some day
Oh, dream maker, you heart breaker
Wherever you’re goin’, I’m goin’ your way
Two drifters, off to see the world
There’s such a lot of world to see
We’re after the same rainbow’s end, waitin’ ‘round the bend
My huckleberry friend, moon river, and me
Oh, dream maker, you heart breaker
Wherever you’re goin’, I’m goin’ your way
Two drifters, off to see the world
There’s such a lot of world to see
We’re after that same rainbow’s end, waitin’ ‘round the bend
My huckleberry friend, moon river, and me

On Air Moon River versione di oggi

 

Sospensioni

Ci sono giornate così, un po sospese, di cui non capisci il capo e la coda. Oggi dovevo far sterilizzare la gatta più piccola, stanotte finalmente ho dormito, male, frammentato ma ho dormito, provato dalla stanchezza.

Mi sono svegliato col pensiero di prendere la piccola e farle questa violenza, detesto metterli nel trasportino, detesto vederli spaventati con gli occhi grandi… ma andava fatto e lei è veramente uno scricciolino.

Il veterinario è dall’altra parte della città, ci siamo messi in macchina e l’ho lasciata lì, le avevo preparato il trasportino con la sua copertina preferita, lo so sono un po stupido, ma sono così. Erano le 9.30, pensavo di andare in ufficio, ma non avevo voglia di mettermi in strada e allora ho preferito lavorare da casa, tanto alla fine dovevo fare delle riunioni telefoniche tutto il giorno. Cose di cui nemmeno lontanamente mi andava di parlare.

Non lo so la giornata mi è sfuggita sotto le mani, con il solito campionario di sensazioni non propriamente piacevoli.

E ora siamo così, la riempio di coccole, che la sua giornata deve essere stata peggiore della mia.Domani a Roma.

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Risvegli

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Dopo la sbronza di sensazioni del ritorno, risvegliarsi lentamente, quasi increduli. Aprire gli occhi con tranquillità. Dovevo rientrare a lavoro, pazienza, posso non farlo. Riguardare gli spazi intorno, i gatti che mi costringono a rimanere ancorato e mi ricordano che devo prendermi cura di loro, almeno di loro, visto che di me non mi riesce.

Mi alzo come un automa, vado verso la macchinetta del caffè, l’odore accogliente del caffè mi riporta giù verso sensazioni concrete e fisiche. Cibo per i pelosi, doccia e lasciare entrare il sole. Il sole ha un potere terapeutico, ma non so come, sento il caldo, il bene ed in certo senso si amplifica il male, la luce richiama l’ombra, la paura della sera quando le luci si abbassano ed i mostri tornano fuori prepotenti.

Un messaggio mi ricorda che devo rivedere una coppia di amici che non vedo da 2 anni, trasferiti fuori, un aperitivo insieme. Un ritorno ad una vecchia vita, che non c’e’ più perchè in un certo senso non ci sono più io.

E ritrovarsi al sole caldo, con uno spritz in mano a parlare, a raccontare, racconto non previsto, con le frasi che diventano vere mentre le pronuncio, le parole escono e diventano vere, tutto quello che è successo è vero, non è un sogno, non è un invenzione. E proprio nel diventare vere quelle parole feriscono, perchè mi riportano a rivedere e rivivere quello che è successo. Piangere e sentire forte un senso di dolore dentro di me che è veramente troppo forte da affrontare ancora.

Respiro, piano, con calma, mi occupo delle cose che vanno fatte, banca, spesa, provo a scacciare i pensieri opprimenti, il desiderio di sentirti, il desiderio di raccontarti tutto questo, ma so che non succederà, so che non c’è possibilità di poterti raccontare tutto questo ed alla fine a cosa servirebbe.

Rientro ancora in casa, apro le finestre, per cercare di recuperare la luce, più luce possibile come un pannello solare, per accumularla e sperare che nelle sere quella luce mi riscaldi, e sia da qualche parte dentro di me quando stanotte mi stringero’ a me stesso ed uno dei miei splendidi pelosi per avere conforto.

Libera Me.