Felicità

lucio-dalla

Se tutte le stelle del mondo
a un certo momento
venissero giù
tutta una serie di astri
di polvere bianca scaricata dal cielo
ma il cielo senza i suoi occhi
non brillerebbe piu’
se tutta la gente del mondo
senza nessuna ragione
alzasse la testa
e volasse su
senza il loro casino
quel doloroso rumore
la terra povero cuore
non batterebbe più

Mi manca sempre l’elastico
per tener su le mutande
così che le mutande
al momento più bello mi vanno giù
come un sogno finito
magari un sogno importante
un amico tradito
anch’io sono stato tradito
ma non m’importa più
tra il buio del cielo
le teste pelate bianche
le nostre parole si muovono stanche
non ci capiamo più
ma io ho voglia di parlare
di stare ad ascoltare
continuare a far l’asino
di comportarmi male
per poi non farlo più

Ah felicità
su quale treno della notte viaggerai
lo so…
che passerai…
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai

Si tratterebbe di nuotare
prendendola con calma
farsi trasportare
dentro a due occhi grandi
magari blu
e per dovermi liberare
attraversare un mare medioevale
guardare contro un drago strabico
ma di draghi baby…
non ce ne sono più
forse per questo i sogni
sono cosi pallidi e bianchi
e rimbalzano stanchi
tra le antenne lesse
delle varie t.v.
e ci ritornano in casa
portati da signori eleganti
si si che parlano
e tutti quanti che applaudono
non ne vogliamo più
ma se questo mondo
e’ un mondo di cartone
allora per essere felici
basta un niente magari una canzone
o chi lo sa…
se no sarebbe il caso
di provare a chiudere gli occhi
e poi anche quando hai chiuso gli occhi
chissa’ cosa sarà

Ah felicità
su quale treno della notte viaggerai
lo so…
che passerai…
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai

Ah felicità
su quale treno della notte viaggerai
lo so…
che passerai…
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai

Ah felicità
su quale treno della notte viaggerai
lo so…
che passerai…
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai

 

Something Cool

Lyle Mays è un pianista speciale, probabilmente un po sottovalutato e considerato solo come sideman di Pat Metheny. E’ sparito dalla circolazione negli ultimi anni.

Questa registrazione rara con Rickie Lee Jones, dimostra tutte le qualità di un pianista raffinato e di grande sensibilità.

 

Wild is the wind

Love me, love me, love me, say you do
Let me fly away with you
For my love is like the wind
And wild is the wind

Give me more than one caress
Satisfy this hungriness
Let the wind blow through your heart
For wild is the wind

You touch me
I hear the sound of mandolins
You kiss me
With your kiss my life begins
You’re spring to me
All things to me

Don’t you know you’re life itself
Like a leaf clings to a tree
Oh my darling, cling to me
For we’re creatures of the wind
And wild is the wind
So wild is the wind

You touch me
I hear the sound of mandolins
You kiss me
With your kiss my life begins
Dady, you’re spring to me
All things to me

Don’t you know you’re life itself
Like a leaf clings to a tree
Oh my darling, cling to me
For we’re creatures of the wind
And wild is the wind
So wild is the wind

Wild is the wind
Wild is the wind
Wild is the wind

 

Le 5 copertine di LP che mi hanno cambiato la vita

Questo fine settimana sono sceso a casa, dai miei genitori erano mesi che non li vedevo. Con l’occasione avevo deciso di prendere con me la collezione di LP che aveva accompagnato la mia adolescenza (king crimson, pink floyd, chick corea, pat metheny, John scofield etc…. solo per menzionarne alcuni)

Erano piu’ di 100 LP che hanno definito quello che sono diventato. Si potrebbe benissimo affermare: “You are what you hear”

Ebbene ho scoperto con mio grande sgomento e dispiacere che li avevano dati via…. Adesso a parte il fatto che questa cosa evidenzia il fatto di quanto poco abbiano capito di me, e’ stato davvero un colpo al cuore. Certo sono oggetti, certo se ne puo’ fare a meno, certo quello che mi hanno insegnato è dentro di me, rimane quel valore affettivo ed il fatto che ascoltare LP 25 anni fa era un sacrificio, ed un rito. Compravi il disco, e lo consumavi per mesi, perche’ non trovavi altro, oppure ti facevi registrare cassette dai tuoi amici.

E ho questo momento Amarcord, le mie 5 copertine (non e’ la musica che comanda in questo caso, ma la suggestione della copertina) del cuore sono:

 

 

Ovvero King Crimson Island, Terje Rypdal , Pink Floyd the dark side of the moon, Jan Garbarek Medieval songs from norway, Donald Fagen The Nightfly.

E le vostre? Se qualcuno ha piacere puo’ raccontarmi quali sono le copertine del cuore dei suoi LP.

 

Cambiamenti (Racconto Ritrovato)

C’era la fila quella sera del 2 Novembre 1969 al Ronnie Scott’s, c’era anche la BBC, c’era il Miles Davis Quintet. Miles pensava, pensava a come avrebbe diretto quella serata, il suo pensiero era velocissimo, eppure aveva forse finalmente trovato la combinazione di musicisti che fornisse il suono giusto, quel suono che cercava da tanto tempo. C’era Chick Corea quella sera, suonava il Fender , Miles lo aveva convinto a provare quel nuovo suono, voleva qualcosa di morbido su cui appoggiare il suono della sua tromba ed il Fender con i suoi accordi lunghi era quello che ci voleva, ne aveva dovuta fare di fatica per convincere Chick, ma adesso i risultati si vedevano.

A Miles piaceva suonare in Europa: “gli europei si che sanno come si tratta un re, fanno la fila per ascoltarti, non sono razzisti li in europa…” e Miles pensava alla sua musica, pensava a Wayne che ormai voleva lasciare il gruppo, lo avrebbe fatto alla fine dell’autunno, ma e’ il destino dei grandi, andare per la propria strada, Miles lo sapeva bene, mai avrebbe potuto trattenerlo a suonare, cazzo tanta fatica per averlo nel suo gruppo, la sua creativita’ e proprio adesso.., e c’era Jack alla batteria, tranquillo forse stanco per il lungo tour in europa Milano, Roma, Vienna ed anche lui iniziava a pensare di lasciare il gruppo per suonare con quel pianista che a Miles piaceva tanto, Keith si… Keith, nessuno sapeva suonare il piano come Keith, Miles lo sapeva, Chick Corea non poteva suonare come Herbie Hancock, Herbie non poteva suonare come Chick, nessuno poteva suonare come faceva Keith.

“One, Two, Three, Four” Miles stacca il tempo di Bitches Brew

C’era il silenzio quella sera al Ronnie Scott, la musica era diversa, i critici…… si loro i critici, quelli non amano mai il cambiamento, li costringe a capire cosa stai facendo, vogliono incasellare tutto. Miles lo sapeva, non lo capivano e la cosa non lo preoccupava.

E Miles ascoltava, dirigeva, dava segnali, lasciava crescere la creativita’ dei suoi musicisti quella sera al Ronnie Scott’s, anzi la incanalava dove sapeva fosse utile che andasse, adesso Chick….. vai , bastava una nota per lanciare o fermare un solo, Miles ascoltava, si lasciava prendere dalla musica, cazzo come avrebbe voluto che tutte le serate precedenti di questo gruppo fossero state registrate, ma quei fottuti alla Columbia, non capivano, per fortuna Chick aveva registrato qualcuna delle loro performance con un attrezzo infernale e stasera c’era la BBC, Miles era felice sembrava una jam session bop come ai bei tempi al Minton’s, era un bel gruppo questo Miles lo sapeva e sapeva anche che stava per finire, quell’esperienza era al termine. Frammenti del passato, quante volte Miles aveva suonato I fall in Love too easily ed anche quella sera e durante tutte le date della tournee aveva voluto suonarla, ricordava nel 67 a Parigi, con il suo quintetto super, anche in quel caso il 1967 era stato il punto piu’ alto ed inevitabilmente la fine. Era questa la sua forza ed anche questo Miles lo sapeva, lasciare che la musica andasse dove chiedeva, lui cambiava, i musicisti cambiavano, e la musica ricominciava, si rigenerava. C’era il Miles Davis Quintet quella sera al Ronnie Scott’s.

2 Novembre 1969 Ronnie’s Scott Londra:

Miles Davis (tpt); Wayne Shorter (ss, ts); Chick Corea (el-p); Dave Holland (b, el-b); Jack DeJohnette (d) BBC Radio Broadcast

  1. Bitches Brew (M. Davis) (incomplete)
  2. It’s About That Time (M. Davis)
  3. No Blues (M. Davis)
  4. This (C. Corea)
  5. I Fall in Love Too Easily (S. Cahn-J. Styne)
  6. Sanctuary (W. Shorter-M. Davis)
  7. The Theme (M. Davis)

1969 Tournee Europe Miles Davis

26 Ottobre: Teatro Lirico, Milan (due concerti);
27 Ottobre: Teatro Sistina, Rome;
31Ottobre: Stadthalle, Vienna;
1 Novembre: Hammersmith Odeon, London (due concerti);
2 Novembre: Ronnie Scott’s Club, London;
3 Novembre: Salle Pleyel, Paris (due concerti);
4 Novembre: Tivoli Konsertsal, Copenhagen;
5 Novembre: Folkets Hus, Stockholm (due concerti);
7 Novembre: Philharmonie, Berlin;
9 Novembre: De Doelen, Rotterdam.

Take it with me

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Non è forse vero che :

It’s got to be more than flesh and bone
All that you’ve loved is all you own

Amo questa canzone di Tom Waits, io la sento cosi’ intensa, crepuscolare e introversa. Una canzone d’amore vero.

The phone’s off the hook, no one knows where we are
It’s a long time since I drank champagne
The ocean’s blue, as blue as your eyes
I’m gonna take it with me when I go

Old long since gone, now way back when
We lived in Coney Island
There ain’t no good thing ever dies
I’m gonna take it with me when I go

Far, far away a train whistle blows
Wherever you’re goin’, wherever you’ve been
Waving goodbye at the end of the day
You’re up and you’re over, and you’re far away

Always for you, and forever yours
It felt just like the old days
We fell asleep on Beaula’s porch
I’m gonna take it with me when I go

All broken down by the side of the road
I’s never more alive or alone
I’ve worn the faces off all the cards
I’m gonna take it with me when I go

The children are playing at the end of the day
Strangers are singing on our lawn
It’s got to be more than flesh and bone
All that you’ve loved is all you own

In a land there’s a town, and in that town there’s a house
And in that house there’s a woman
And in that woman there’s a heart I love
I’m gonna take it with me when I go

I’m gonna take it with me when I go