Puglia coast to coast ( o quasi)

selfp

Una domenica prima di una partenza, persi in uno spazio tempo solo nostro

Ho deciso di fare un viaggio con due amici che non vedevo da tanto tempo, un viaggio alla ricerca delle mie radici. Puglia che ho lasciato con ansia 27 anni fa per andare all’università. Puglia che non ho mai sentito casa.

Quest’anno alla fine del mio percorso di riscoperta di me stesso e delle mie radici, ho deciso di ripartire da li. Due amici, nessun programma, se non quello di parlare, bere e mangiare per una settimana. Una piccola tappa a Taranto, a trovare i miei genitori e poi vivere alla giornata.

Un fine settimana potente, sabato concerto che rappresenta il mio sogno, suonare in un posto pieno di candele con 100 persone sedute e silenti che ascoltano, tutto il mio sentire che riesce a fluire nelle note, la magia che si sprigiona da 4 musicisti ed i tuoi occhi che mi seguono ed io che su quei tasti riverso tutto quello di cui sono capace, per te e per me.

Una domenica persi nella bellezza di una certosa, tra i sedimenti del museo di storia naturale a cercarsi con gli occhi a giocare ad adamo ed eva con le mele di un giardino segreto nella certosa, la notte abbracciati nel temporale dopo un film sul divano con i gatti intorno, la partenza con te e gli amici per questo strano viaggio dove devo chiudere i conti col mio passato. La prima tappa a casa tua per lasciarti e proseguire con i miei amici alla ricerca di qualcosa che è stata perduta tanto tempo fa.

Tappa 1 doveva essere matera… per ritardi vari e stanchezza è diventata Sulmona in abruzzo, abbiamo santificato l’abruzzo con 1 bottiglia di trebbiano che ci ha riappacificato con questo vitigno, 2 bottiglie di montepulciano che ci hanno pure loro riappacificato con questo vitigno. Chiacchiere insensate davanti all’enoteca con i proprietari, chiacchiere insensate sul passato, sul futuro, sull’amore, sulla vita a cena. Il ricordo caldo del tuo corpo, l’altrove di infinito ed amore che mi doni, e l’inquietudine sottile che mi sale, man mano che perdo il controllo, la paura profonda di ferirmi, di aver bisogno di te. Le passeggiate alla certosa, gli abbracci, le mani, i nostri corpi di notte che si cercano, la mia casa che si riempie ogni giorno di più di tua presenza, odore, essenza. Abbiamo ancora della distanza tra noi, ma il contatto è intimo, profondo, passionale.

Avevo bisogno di questo viaggio insensato alla ricerca di me stesso e delle mie radici, di un viaggio insensato pieno di parole profonde, condivisione alla ricerca del mio tempo perduto, questa è stata la prima tappa improvvisata, insperata, domani un odore, il sole, il vento, ci porteranno in un altrove di benessere ovunque sia.

Live questa meraviglia che ricorda la strada che corre veloce, jaco pastorius in vena di follia, michale brecker che vola su quelle note incredibili ed un altrove di pace e bellezza.

 

Quanto ti ho amato

mde

Capodimonte, 6 Settembre

Le cose procedono, io ascolto, guardo passare veloci i pensieri, le mutazioni autunnali, i rovesci, ho un pizzico di inquietudine, e la ferita ridotta ad una punta di spillo, ma indimenticabile.

«Si scrive di cicatrici guarite, un comodo parallelo con la patologia della pelle, ma non esiste una cosa del genere nella vita di un individuo. Ci sono ferite aperte, a volte ridotte alle dimensioni di una punta di spillo, ma rimangono ferite. I segni della sofferenza sono confrontabili piuttosto con la perdita di un dito o della vista di un occhio. Possiamo non perderli neanche per un minuto all’anno, ma se li perdessimo non ci sarebbe niente da fare.»

F.S. Fitzgerald Tenera è la notte

Ed è così una volta perse alcune cose, non si ritrovano, devi imparare a conviverci. Ci sono cose che ti segnano indelebilmente, nel bene e nel male.

On Air: Quanto ti ho amato

Improvvisando (How deep is the ocean)

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Sei in Francia per una settimana, stasera al telefono mi hai detto che ti manco a dire il vero manchi anche a me e come sempre nella nostra storia, improvvisiamo, prendo un aereo giovedì e vengo da te per 3 giorni e ripartiamo insieme. Facciamo un supplemento di vacanza e di amore. Lasciamo fluire le cose leggere e potenti come la cascata di Isola d’iri che abbiamo visto insieme la scorsa settimana

L’amore mio
mi chiede:
“qual è la differenza
tra me e il cielo?”

La differenza
è che
se tu ridi
amore mio-
io dimentico il cielo.

Nizar Qabbani

Leaving

cof

Lungarno Pisa Agosto 2017

Amo l’inglese, la stessa parola può significare cose molto diverse, to play, suonare, giocare. To leave, lasciare , partire. E’ sempre questione di punti di vista, ed alla fine suonare è anche giocare e partire anche un po lasciare qualcosa indietro.

Partiamo.

Ogni volta che di notte
leggo il mio corpo
indosso il suo corpo,
mi stupisco leggendo il suo amore:
la notte non può che essere
i suoi tratti,
i suoi segreti, non può che
essere il suo nome.

Adonis

On Air : Leaving una mia versione di un brano bellissimo di Richie Beirach.

 

Agosto

Sono ancora a lavoro in questo strano agosto. Mi viene in mente un film che vidi ormai credo piu’ di 10 anni fa. L’estate di kikujiro, un’estate fatta di apparizioni, di angeli campanellini, di tante cose “strane” e magiche. Di creature del lago, di sogni, di concretezza, di amore, di passione, di futuro.

E sono ancora a lavoro, oggi a firenze diluvia,, il cielo è scuro, c’è quella strana atmosfera di Agosto, di estate avanzata, di autunno che avanza. In ufficio siamo in pochi, c’è silenzio, lo stesso silenzio che si trova la mattina, camminando, guidando.

Ed in quel silenzio, aumenta la mia consapevolezza di infinito con te, questo amore sereno che mi dona pace, che mi fa sentire a casa, che mi fa sentire definito. Il bisogno, non dettato da un riempimento, ma dal desiderio dell’altro. E ti ho dato le chiavi di casa, la mia casa, insieme alla mia musica sono il mio rifugio, c’è tutta la bellezza di cui sono capace, ci sono i miei gatti, i miei 4 figli pelosi in quella casa, ed ora quella casa è nostra.

Mi affido, senza paura, che già quello che ho provato potrebbe bastare, non voglio altro, se non vivere, quello che verrà verrà. Desiderio forte, di te, di averti nella mia vita di mescolare la mia anima con la tua, di lasciarti fluire libera negli spazi che erano miei ed ora diventano gradualmente nostri.

Agosto, pausa, silenzio rigenerazione, partiamo per qualche giorno in un viaggio insieme, senza pianificare nulla, che la nostra storia non ha bisogno di pianificazione ed ogni momento in qualsiasi posto diventa meraviglioso.

E non c’è musica che possa riempire questi pensieri, questo sarà il primo post senza musica di questo blog, niente può raccontare, nemmeno queste parole, la mia consapevolezza di infinito.

Over the rainbow (somewhere)

moon-rainbow-2004-hawaii

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno « scusi » nella ressa?
un « ha sbagliato numero » nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso giocava con loro.

Non ancora pronto del tutto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando una risata
con un salto si scansava.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Wisława Szymborska

On Air: Over the rainbow

E la luna bussò

luna

Io la luna l’ho sempre sognata.

Ho già prenotato per noi due una stanza
nella casa della luna
dove passare il fine settimana, amore mio,
gli alberghi del mondo non mi soddisfano,
l’albergo dove mi piace alloggiare è la luna
ma lì, amore mio, non accettano un ospite
che viene senza una donna:
ci vieni con me…
o mia Luna, sulla luna?

NIZAR QABBANI

On Air : E la luna bussò improvvisazione

2046

Un tempo, quando uno aveva un segreto da nascondere, andava in un bosco. Faceva un buco in un tronco e sussurrava lì il suo segreto. Poi richiudeva il buco con del fango, così il segreto sarebbe rimasto sigillato per l’eternità.

E questo è il mio albero ora. Giornate magiche quelle trascorse. Sei nella mia vita, nella mia casa, nei miei spazi che sembrano da sempre nostri. Il nido l’avevo preparato con  cura, senza esagerazioni, ore a parlare, a guardare film,  a scherzare, a ridere come due bambini, la notte a risvegliarsi per fare l’amore.

Ti ho mostrato il mio posto segreto, quella piazza in mezzo ai monti da cui tutto sembra distante, il tempo sembra fermo, e c’erano i miei due amici alberi che hanno visto la mia vita, e giuro mi sembrava mi sorridessero ieri sera mentre ero con la testa sulle tue gambe e tu mi accarezzavi la testa.

Mi fai intravedere un’altrove di amore, un’altrove di futuro, e sia quello che deve essere, perchè mi sembra tutto semplice e naturale. La nostra storia è piena di semplicità e di eventi che sembrano inevitabili. Ed alla fine è vero  con te la notte è più notte, il blu più blu. Ho capito di poter vivere da solo, ma con te è meglio.

Nella vita il vero amore si può mancare, se lo si incontra troppo presto o troppo tardi.

Il cerchio sacro

moon

“O, swear not by the moon, the fickle moon, the inconstant moon, that monthly changes in her circle orb, Lest that thy love prove likewise variable.” W. Shakespeare (Romeo & Juliet)

Io vivo sulla luna da sempre. Intendiamoci è una luna concreta, ma rimane luna.
On Air una mia improvvisazione lunare.