Overjoyed

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Isola Maggiore Trasimeno – Chiesa del Gesù 13 Luglio 2017

Ci sono attimi preziosi dove il silenzio riempie lo spazio ed il tempo, il rumore della vita di tutti i giorni spariscono. Ci sono solo due respiri, due anime e tutta questa bellezza. Ci sono traghetti presi per caso che ti portano in una bellezza eterea, inimmaginabile. Così è la vita, uscendo dai percorsi, prendendo traghetti che passano senza sapere dove andare, si scoprono cose meravigliose e giardini segreti.

On Air: Overjoyed Ballad Version

 

Tokyo Encore

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Questo brano è una delle cose più belle mai suonate da un essere umano. Questi concerti del 76 rappresentano una delle vette più alte di improvvisazione nel jazz. Il primo ascolto l’ho fatto quando ero ancora piccolo, un vero colpo al cuore ascoltare questo cofanetto di meraviglia, denso e profondo a volte troppo, ed a volte dolcemente malinconico come questo meraviglioso encore di tokyo. Un susseguirsi di paesaggi sonori, profumi, riflessioni.

Quando ascolti cose come queste stride ancora di più la visione e la vita in cui ti trovi immerso quotidianamente. Come può essere che in un mondo dove esiste queste bellezza esista il degrado, la violenza, il dolore che ci circonda e che spesso facciamo finta di non vedere? Non ho risposta, forse per me questa è la prova dell’esistenza della bellezza, in un mondo che è capace anche di generare quest’arte, deve esistere una ragione, anche quando la ragione dice che ragione non c’è.

Io credo che sia molto alla lontana ispirato al preludio BWV999 di Bach in Do minore, ma certamente quello che fa Jarrett è fuori da ogni schema, è semplice e pura bellezza istantanea, è come se la musica esistesse a prescindere da lui e fluisse pura e libera.

Il Do minore è una tonalità devastante, mi porta in uno stato mentale di nostalgia e malinconia. Oggi in macchina ho ascoltato una versione dell’improvvisazione di Keith Jarrett fatta da Bobby McFerrin che non conoscevo (sublime) e dopo 10 secondi piangevo come succede ogni santa volta che ascolto questo brano.

Io lascio tutte e tre le cose. La meraviglia di Keith Jarrett, la rivisitazione di Bobby McFerrin solo voce e il preludio di Bach,

Il mio piu’ profondo desiderio
sarebbe di morire
il secondo mese dell’anno
un giorno di luna piena
sotto i ciliegi in fiore
(Detto Zen)

Il mio odi et amo

 

Ci sono delle atmosfere, delle note , delle pause, dei paesaggi che mi portano in uno strano stato interiore.
Ed è strano perchè quello che provo è piacere e bellezza, ma dall’altra parte odio quello che mi provocano dentro . Ci sono intervalli musicali che mi smantellano l’anima e la riducono a pezzettini, nell’ordine una 5b una 9b una 9+ una sus4 ed una 7+ ma questa solo in alcuni particolari casi.

Odio tutti gli odori e quelle connessioni mentali che alcuni brani musicali riescono a produrre riportandoti in un posto, in un luogo non luogo, interiore, lontano nello spazio tempo.
Odio quel famoso senso di mancanza, di nostalgia di infinito forse così correlato all’arte ed alla condizione umana che si scatena in questi casi.
Odio intravedere l’infinito e perderlo miseramente.
Odio sentirmi cosi’ perduto davanti alla bellezza.
Odio sentire la bellezza e ritrovare la desolazione dietro l’angolo.
Odio ogni angolo di perfezione che si cela dietro queste note perchè è lontano da quello che vedo.

Odio le memorie del domani che riesce a produrre questa parte del concerto di colonia.

Odio ognuna di queste cose e l’amo più di ogni altra cosa perchè sono queste sensazioni che ti fanno sentire vivo, ed andare oltre la tua vita.

On AIR: Memories of tomorrow, Keith Jarrett Koln Concert Part IIC