Overjoyed

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Isola Maggiore Trasimeno – Chiesa del Gesù 13 Luglio 2017

Ci sono attimi preziosi dove il silenzio riempie lo spazio ed il tempo, il rumore della vita di tutti i giorni spariscono. Ci sono solo due respiri, due anime e tutta questa bellezza. Ci sono traghetti presi per caso che ti portano in una bellezza eterea, inimmaginabile. Così è la vita, uscendo dai percorsi, prendendo traghetti che passano senza sapere dove andare, si scoprono cose meravigliose e giardini segreti.

On Air: Overjoyed Ballad Version

 

Uscire dal copione ( I wish i had the blues again)

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Ieri ho letto un articolo su Internazionale che parlava di come in ogni situazione della nostra vita ci comportiamo secondo un copione. Ebbene sembra sia stata fatta una ricerca che racconta di come reagire in maniera inaspettata ad una situazione codificata porti effetti quasi sempre positivi, si scopre spesso che rotto il copione la gente sappia essere molto più generosa ed empatica di quello che il copione prevede.

Ed ho riflettuto a lungo su questa cosa, di come passiamo accanto ad universi paralleli seguendo un copione di comportamento e di tragitto, e non alziamo gli occhi fuori dal nostro percorso. E ieri sera, tornando da Milano nel tragitto finale in macchina da Firenze a Pisa ho trovato una notifica di 8km di coda a Montopoli, ho pensato ed in un secondo sono uscito ad Empoli per fermarmi a cenare da qualche parte.

Sono uscito dal mio tragitto dal mio copione, ed ho visto un mondo dove la vita scorreva ed era una vita che per anni io ho ignorato, passando nel mio copione. Adesso questa è una cosa piccola, ma io il copione l’ho rotto diverse volte quest’anno, lo rompero’ anche nei prossimi giorni, e non ho paura di farlo, forse il senso della vita sta tutto nel riuscire a rompere il copione che le consuetudini, le regole ipocrite sociali ci impongono.

Io desidero aprirmi, anche al di la di quello che prevedono stupidi schemi sociali, ho protetto non con muri ma con consapevolezza il mio giardino segreto, so che nessuno può realmente danneggiarlo se non io, e io non lo farò.

Questo è l’articolo, spezziamo la routine che ci incatena in un anfratto piccolo delle nostre vite.

Una volta uscite dai loro copioni autodifensivi, quasi tutte le persone si dimostrano abbastanza empatiche e generose. Anche se lo so, non riesco a capire perché.

Tutti gli incontri dipendono, in parte, dal fatto che tutti seguono un copione condiviso anche se non scritto

https://www.internazionale.it/opinione/oliver-burkeman/2017/07/11/spezzare-routine

On Air lascio una canzone bellissima suonata da me in trio qualche anno fa. E’ di Alec Wilder vero padre della canzone popolare americana, raffinato, colto, mai banale nelle armonie. I wish i had the blues again, un desiderio di tornare alla bluitudine che è nostalgia di infinito, casa ed amore. Quella notte andammo fuori dal nostro copione, non avevamo mai suonato con il batterista, ci siamo solo ascoltati e fidati e siamo andati fuori dal copione.

On Air I wish i had the blues again live in pescia 2009

You and the night and the music

E c’era tutto stasera, la notte, la musica, il jazz quello buono di Eddie Gomez e Joe Labarbera, omaggio a Bill Evans. Mancavi tu, chiunque tu sia, mancavi a condividere con me tutta questa bellezza. Il vino, le colline, il vento, le vigne, My Funny Valentine, My foolish heart, You and the night and the music.

Sarai da qualche parte, ci devi essere per forza, se esiste una notte bella come questa e musica tanto bella, devi esserci anche tu.

 

Look for the silver lining

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Look for the silver lining
Whenever a cloud appears in the blue
Remember, somewhere the sun is shining
And so the right thing to do is make it shine for you

A heart full of joy and gladness
Will always banish sadness and strife
So always look for the silver lining
And try to find the sunny side of life

A heart full of joy and gladness
Will always banish sadness and strife
So always look for the silver lining
And try to find the sunny side of life

E niente, oggi va così mi sono svegliato con questa in testa. Magnifico Chet, io la suono così, piano in punta di dita.

Here’s that rainy day (ballata di una stagione incompiuta)

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Le fiamme possono ardere il violino
Ma non sfiorano crome e semicrome

(Nasos Vaghenas Ballata di una stagione oscura)

Esiste sempre un momento in cui si incappa in qualcosa di inaspettato, di non previsto, cosi’ nella musica quando si è curiosi, si ascolta e si riesce a trovare materiale inedito, si riesce spesso ad ascoltare qualcosa di magico. 

Stamane ho preso dalla discoteca una manciata di dischi a caso, alcuni inediti che non avevo mai ascoltato, vengo attratto da un solo di Gonzalo Rubalcaba, pianista cubano di grandi doti tecniche, non so bene cosa aspettarmi, metto il cd e vengo proiettato in un mondo incredibile, pause lunghissime, sospensioni magnetiche, alcune note sono incredibili, una semplicità ed un controllo del suono che hanno dell’incredibile, mi stropiccio gli occhi, non riesco a credere di poter sentire una bellezza così  potente, una interpretazione così  pr ofonda, sentita mai compiaciuta.

E devo riascoltarla subito perche’ ci sono troppe cose dentro che mi hanno stupito, e la trovo sicuramente l’interpretazione piu’ bella di questa ballad. Se potessi esprimere un desiderio, vorrei essere capace di suonare così almeno una volta nella vita.

I bassi discreti, i medi corposi e gli acuti taglienti, una registrazione semplice dal pubblico, eppure il suono e’ meraviglioso, e’ tutto dove deve essere ogni nota ha un suo senso, io potrei impazzire per quello che succede intorno alla fine del secondo minuto, per quello che sta venendo fuori e come riprende l’esposizione dell’improvvisazione, sono in estasi, la riascolto per tutto il giorno e mi torna in mente in continuazione, e’ un ascolto che diventa sempre piu’ bello man mano che ci si lascia pervadere dalla bellezza.

Aperture di una dolcezza non umana, poi cluster di note buie

Ballata oscura eppure luminosa.

On Air Gonzalo Rubalcaba Lucerna 2000 Here’s that rainy day

Elogio della follia

Sono reduce da un paio di settimane intense lavorativamente ed emotivamente culmitate nella giornata di ieri iniziata lavorativamente alle 2 di notte e finita alle 18 del giorno dopo, con un mezzo disastro tecnico.

Vedo in giro veramente un sacco di disagio, di solito appena si toccano aree sensibili si scatena il finimondo. E’ incredibile quante persone non sappiano gestire le loro paure, o meglio proprio non le sappiano vedere. Insomma mi sembra di guardare e non capire.

Oggi ho deciso di chiudere il telefono e mandare a fanculo il lavoro, stamattina ho letto sul viale, stasera cena con un caro amico, rifletto su eventi strani che si stanno verificando nella mia vita, sulla strana proposta ricevuta da una donna che mi interessava conoscere di avere una sola notte d’amore e poi niente più ed alla mia domanda sul perchè la risposta è stata ancora piu’ criptica, è il prezzo da pagare, ma pagare per cosa… follia.

Sembra che desiderare tenerezza, dolcezza, amore, passione, complicità sia un peccato mortale, come se questi desideri non fossero la base di un rapporto. MI sono messo al pianoforte riflettendo sulla follia che pervade il genere umano e la vita in generale, senza giudizio, follia come espressione di una grande irrazionalità che pervade le relazioni e le faccende di tutti i giorni e queste note sono venute fuori di getto, senza direzione, le ho lasciate uscire. E forse bisogna diventare folli per riuscire a muoversi in questo casino che vedo, forse semplicemente la follia può rendere abitabile questo posto.

 

Ain’t got nothing but the blues

Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l’amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.

__ Dino Buzzati – “Il deserto dei Tartari” __

E io mi sono illuso tante volte che si potesse condividere qualcosa. Anche questo blog era un tentativo di condivisione. Forse la verità è che bisogna davvero rassegnarsi a questa solitudine della vita. Ci proviamo in tutti i modi, e ancora di più in questa epoca dove ci tocchiamo e fuggiamo, una mail, un messaggio, le persone si consumano come prodotti tanto si fa una prova, senza rispetto, senza dignità prima per se stessi.

C’è che sono un po stanco, se la vita è solitudine che sia veramente tale, senza tutto il baccano che mi tocca sopportare, e forse davvero finirà in questo modo, provo un grande senso di schifo e di blues.

 

Acqua

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Marina di Pisa bocca d’arno Giugno 2017

“Sogno acqua, di nuovo e ho sentito dire che sognare acqua significa cambiamento e ogni volta che sogno acqua penso: maledizione, ancora cambiamento. Non avrà  mai fine? ”

Tutto sulla Finlandia ERLEND LOE

Amo l’acqua, idea di accoglienza, cambiamento, genesi, rigenerazione. Amo immergermi nell’acqua, amo guardarla. Acqua di mare, acqua di lago, acqua di fiume. Non potrei vivere in nessun luogo lontano dall’acqua. Infatti vivo in una città di mare su un fiume.

A volte le sere, mi ritrovo a guardare il fiume oppure a guardare il fiume alla foce mentre si confonde con il mare. E l’acqua cambia in continuazione, ed anche io penso maledizione ma arriverò ad un punto di equilibrio?

Este seu olhar

In un campo
io sono l’assenza
di campo.
Questo è
sempre opportuno.
Dovunque sono
io sono ciò che manca.

Quando cammino
divido l’aria
e sempre
l’aria si fa avanti
per riempire gli spazi
che il mio corpo occupava.

Tutti abbiamo delle ragioni
per muoverci
io mi muovo
per tenere assieme le cose.

Mark Strand – “Tenendo le cose assieme”

Tutti abbiamo delle buone ragioni per muoverci, ed alla fine anche io credo di muovermi per tenere le cose assieme, anche quelle che non riescono a starci.

Procedo per piccoli step, e piccoli tentativi, esperienze si direbbe, sono veloce, osservo passo sulle cose e se sento disarmonia o qualcosa che entra in conflitto con il mio modo di essere in maniera troppo forte, vado avanti.

Forse la conquista più grossa che ho fatto è la consapevolezza che esistono modi di vedere la vita e di rapportarsi con le persone che sono profondamente incompatibili con il mio, ci sono valori di base su cui non sono disposto a trattare. Il mio mondo è fatto di tolleranza, di accoglienza, di curiosità, di tentativo di comprendere anche l’incomprensibile e quando ci si trova davanti a imperativi categorici, certezze, e volontà di cambiare e non accogliere, lascio perdere.

Qualche volta ho lo sguardo del flaneur, osservo il paesaggio e le cose, con il gusto di osservarle senza giudicarle. Mi sono un po rotto le palle del mio mondo perbene, di quel mondo plastificato che devo affrontare di giorno, mi sento più a mio agio di notte, nel silenzio, tra i musicisti, con le persone vere che sanno ascoltare e hanno qualcosa da dire, senza banalità. Amo gli idealisti, quelli che sposano le idee, i progetti, quelli che fanno scelte apparentemente assurde anche contro il proprio interesse particolare. Ce ne sono tanti, e amo quelli che non mettono sempre prima se stessi, che riescono a guardare alle cose da un punto di vista più alto, e scoprono il valore delle piccole cose.

Amo le persone che sanno entrare in empatia, che hanno sofferto e quel dolore lo hanno utilizzato per comprendere il dolore degli altri, anche di queste ce ne sono.

Amo la musica perchè riesce ad entrare dentro e mettere in comunicazione le persone anche di culture diverse, anche senza parlare la stessa lingua. La magia che si scatena suonando, è la stessa magia che si scatena a volte quando si incontra qualcosa di inatteso e speciale.

Non mi sta sulle scatole l’amore romantico, basta essere consapevoli che è sopravvalutato, e che bisogna viverlo per quello che è. Come dire, è bello avere la capacità di emozionarsi rimanendo però consapevoli della finitudine delle cose, del tempo, dell’amore, della vita. La finitudine del tempo e delle cose è un concetto che pretende di onorare il presente.

Non sopporto le persone che non sanno guardare oltre le apparenze, non sopporto chi non vede l’anima dietro un corpo, quelli che devono mascherarsi. La bellezza non dipende dall’apparenza, la bellezza dipende dal proprio rapporto con se stessi e con gli altri, non è un vestito e amo le persone pazienti che sanno aspettare e non sono mai aggressive.  Adoro le persone che sanno ringraziare anche per una cosa piccola, consapevoli che non ci sono cose scontate.

Io sono così e non mi dispiace esserlo, ho capito quello che mi piace, quello che mi attrae e quello che mi respinge in una persona, sono tante piccole cose, scale di valori, capacità di vibrare per simpatica come le corde. Mi ha sempre affascinato il concetto di vibrazione per simpatia, che alla fine le nostre anime sono delle corde e quando trovano anime affini, vibrano semplicemente per simpatia, perchè la vibrazione dell’anima è contagiosa. Non sono tante le persone che sanno vibrare davvero, senza desiderare nulla in cambio, solo perchè siamo umani .ed abbiamo questa meravigliosa capacità di emozionarci ed entrare in risonanza con un’altro essere umano.

Sognare, rimane la più grande capacità che abbiamo, sognare per uno sguardo, sognare per un qualcosa di bello. Finchè si riesce a sognare si è vivi.

PS Sofia Ribeiro, è una cantante portoghese, che amo, profondamente, semplice, profonda, anche solo con un basso riesce ad emozionare e riempire lo spazio. Il sogno di quello sguardo è tutto qui dentro.

 

Dos Gardenias

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Questa è la chiesa che sogno spesso, ovvero dove ti sogno spesso. E’ strano, non ci sono ricordi particolari legati a questo luogo, eppure ho sognato spesso che ci trovassimo qui nei dintorni, tu di spalle, io rinchiuso in una casa di vetro, simbolismi chiari, che poi non bisogna nemmeno fare tanto fatica per interpretarli sti sogni. Parlano eccome se parlano chiaro e forte.

Oggi ho passeggiato, auricolari, musica a palla, occhiali da sole, sguardo basso, non volevo vedere nessuno, ascoltare niente volevo isolarmi dal mondo. Per un paio di ore ci sono anche riuscito, l’aria è fresca stranamente fresca ricorda settembre e questo peggiora le cose, l’autunno è l’autunno.

Sono tornato a casa e mi sono messo a suonare, le sensazioni non cambiano molto, mi sento profondamente solo, anche se vedo un sacco di gente e faccio un sacco di cose. C’è sempre un buco enorme dentro di me e non riesco a capire come colmarlo.

Dos gardenias para ti
Con ellas quiero decir
Te quiero, te adoro, mi vida
Ponle todas tu atención
Que serán tu corazón y el mio

Dos gardenias para ti
Que tendrán todo el calor de un beso
De esos besos que te di
Y que jamas te encontrarán
En el calor de otro querer

A tu lado vivirán y te hablarán
Como cuando estás conmigo
Y hasta creerán
Que te dirán te quiero.

Pero si un atardecer
Las gardenias de mi amor se mueren
Es porque han adivinado
Que tu amor me ha atraicionado
Porque existe otro querer

A tu lado vivirán y se hablarán
Como cuando estás conmigo
Y hasta creerán
Que te dirán te quiero.

Pero si un atardecer
Las gardenias de mi amor se mueren
Es porque han adivinado
Que tu amor me ha atraicionado
Porque existe otro querer

Es porque han adivinado
Que tu amor me ha atraicionado
Porque existe otro querer

On Air Dos Gardenias, altro bolero bellissimo e antico, di Isolina Carrillo.