Costruzione di un’amore

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“As I see it, you are living with something that you keep hidden deep inside. Something heavy. I felt it from the first time I met you. You have a strong gaze, as if you have made up your mind about something. To tell you the truth, I myself carry such things around inside. Heavy things. That is how I can see it in you.”
Haruki Murakami, 1Q84

Ci si riconosce? Si ci si riconosce, solo se hai provato qualcosa davvero riesci a vederla in un altro essere umano. Non riusciamo ad immaginare le sensazioni di un altro se non le abbiamo vissute almeno in parte.

Certo ognuno è diverso, ogni evento è una storia a se, ma le sensazioni, il dolore spesso è universale. Si riconoscono dei pesi tremendi in alcune persone, basta guardarle negli occhi e quello che per altri è freddezza, distanza, diventa vicinanza, appartenenza, empatia.

Siamo complessi, abbiamo percorsi intricati, faticosi, per arrivare a noi stessi ed agli altri, ci nascondiamo le evidenze, ci costruiamo alibi, ci costruiamo miraggi.
Per farsi conoscere occorre prima di tutto essere nudi, davanti a se stessi, emotivamente, interiormente, solo con questa verità fatta di concretezza è possibile immagianare di avvicinare un altro essere umano.

Lo scambio di informazioni tra due persone è misterioso, elettrizzante a volte, basta non prendersi in giro da soli, essere consapevoli dei propri meccanismi di difesa, di ricatto, di livelli diversi di comunicazione. Vista, olfatto, tatto, parole, ognuna di queste cose racconta una storia, bisogna essere onesti e saperla leggere, prima di tutto in se stessi.

Quando si è giovani, si rimane spesso al livello 1 della conoscenza, si ascoltano le parole si proiettano le proprie aspettative, il cervello sa proiettare sugli altri i nostri desideri, e spesso non si vedono o non si ascoltano i segnali che arrivano da tutti gli altri livelli di comunicazione.

Io spesso ho visto, da subito segnali incongruenti, segnali di pericolo, ma li ho ignorati, per mancanza di fiducia nelle mie capacità di comprensione, e a volte per nascondermi verità scomode. Ogni volta che ho ignorato qualcosa, ho pagato il conto abbondantemente in seguito. Adesso sono più bravo, sono stufo delle persone che chiedono e non sanno dare, delle persone che cercano in te quello che non hanno, dei rapporti asimmetrici. La simmetria anche differita nel tempo è fondamentale, la comunicazione è fondamentale anche se fa male, se qualcuno ti parla anche facendoti del male, dicendoti cose scomode, è un dono, ti da una possibilità di farti capire cosa non capisce, cosa non vuole, cosa desidera. Tante volte ho fatto io questo errore, non esprimendomi, non richiedendo, non parlando ho tolto la possibilità all’altro di capirmi, non sono un libro aperto e chi ti dice che sei un libro aperto, mente spudoratamente prima di tutto a se stesso.

E forse questo ho capito dell’amore, che è un processo che si costruisce con pazienza, fatica, uscendo da se stessi quando necessario, rientrando quando è necessario. E’ davvero una danza di conoscenza, dove ci sono tanti di quei fattori, non si possono controllare e non si devono controllare, ma bisogna essere in grado di capire ed essere tanto tanto umili, siamo fatti di storia, siamo fatti delle relazioni del nostro passato, dei nostri genitori e non c’e’ niente di male a patto di riuscire a capire cosa ci muove, ed essere onesti prima di tutto con se stessi e quindi con gli altri. L’onestà può essere dolorosa, ma è il passo fondamentale verso la consapevolezza. Forse l’amore è fatto di consapevolezza, di bisogni, di necessità, di reazioni, di meccanismi, di se stessi. Solo con questa consapevolezza si puo’ accogliere un’altro essere che ha il suo vissuto, il suo bagaglio, la sua storia, diversa, unica.

Il possesso, ah, la dinamica del possesso, un trappolone, col possesso vogliamo tenere sotto controllo l’altro. Possesso è il contrario di amore, amore è libertà, il senso di appartenenza non è possesso. E’ bello sentire di appartenersi (reciprocamente) quando ci si avvicina fisicamente, quando si parla, quando si gioca, ma il possesso, il controllo sono nemici dell’amore. Personalmente sono stato molto controllato e poco controllante almeno a livello inconscio, adesso riconosco chi vuole controllarmi, e a volte riconosco i miei tentativi inconsci di farlo, ma cerco di evitarli, l’amore è libertà, libertà di cambiare, libertà di lasciare, una persona la ami se riesci a farla andare può sembrare un controsenso, ma è così. Non possediamo niente, nemmeno la nostra vita, come possiamo pensare di possedere un’altro essere umano? Lo possiamo conoscere, lo possiamo avvicinare, lo possiamo ammirare, lo possiamo desiderare, non lo possiamo bloccare, controllare. Il controllo distrugge l’individuo e inevitabilmente distrugge quel bello che ci aveva attratto.

E questo credo sia il regalo di tutto questo percorso, questa consapevolezza, attenzione l’amore è anche irrazionale, siamo anche irrazionali, ma consapevolezza dei propri meccanismi, delle debolezze proprie ed altrui possono aiutarci a non essere completamente irrazionali, alla fine l’amore è una scelta ed ogni scelta ha sempre dei pro e dei contro. La scelta avviene sempre quando sono finite le leve irrazionali (ormoni, odori, etc…) e li diventa qualcosa di veramente importante. E l’esperienza è fondamentale, impariamo dagli errori, l’esperienza se assimilata con umiltà è un regalo, che facciamo a noi ed all’altro. Io ci metto l’esperienza, non basta, non ripaga del dolore, ma è l’unico regalo che posso farmi.

E questa canzone di fossati, ancora non si può ascoltare a 20 anni, prendi la superficie, a 40 assume un’altro significato e la capisci, la capisci cazzo, ed è tutto fragile e nonostante i nostri tentativi, di un’altare sulla sabbia si tratta, ma quanto è bello.

Riuscirò a suonarla come desidero prima o poi.

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un’altare di sabbia
in riva al mare

La costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole

Ed io ci metto l’esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo ad una sposa
un qualcosa che sta lí
e che non fa male

E ad ogni piano c’è un sorriso
per ogni inverno da passare
ad ogni piano un Paradiso
da consumare

Dietro una porta un po’ d’amore
per quando non ci sarà tempo di fare l’amore
per quando vorrai buttare via
la mia sola fotografia

E intanto guardo questo amore
che si fa piú vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

E sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

Sono io che guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo l’orizzonte
ci fosse ancora cielo

E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

E la fortuna di un amore
come lo so che può cambiare
dopo si dice l’ho fatto per fare
ma era per non morire

Si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero
perché

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un’altare di sabbia
in riva al mare

E intanto guardo questo amore
che si fa piú vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

E sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

Sono io che guardo questo amore
che si fa grande come il cielo
come se dopo l’orizzonte
ci fosse ancora cielo

E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

12 thoughts on “Costruzione di un’amore

  1. E’ una canzone meravigliosa, io l’adoro (da tempo, forse non aevo vent’anni ma non poi tanti di più, anche se è vero che la capisci a fondo solo dopo un po’). Mi piace molto quello che scrivi, mi sembra un’idea molt bella e completa dell’amore come nasce e come poi cresce e vive.

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  2. “As I see it, you are living with something that you keep hidden deep inside. Something heavy. I felt it from the first time I met you. You have a strong gaze, as if you have made up your mind about something. To tell you the truth, I myself carry such things around inside. Heavy things. That is how I can see it in you.”
    Haruki Murakami, 1Q84

    Ma amarsi, significa darsi ciò che non si ha… perchè darsi ciò che si ha è facile, in fondo 😉 (bordata lacaniana del mattino?)

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  3. Non mi crederai, ma sono giorni che ho in testa proprio questa canzone e le sue parole, mentre frullano per la mente pensieri simili ai tuoi, velati solo, forse, da più disillusione. Sento cucite addosso le tue parole, la fatica ma anche la bellezza della conquista, passo dopo passo, di una felicità che somiglia alla condivisione, una condivisione simmetrica. Eppure, sento ancora tanto distante la costruzione di un (nuovo) amore, e non perché ancorata al passato, ma perché qualcosa si è insinuato tra le piaghe del cuore e frena lo slancio, come se, in fondo, avessi timore che neppure l’esperienza e la consapevolezza di ciò che si vuole e di ciò che non si vuole possa salvarci dall’inciampo. Forse non esiste nulla al mondo capace di preservarci da un nuovo dolore ed è anche giusto così, perché la vita è scoperta e sorpresa continua; però, fa un po’ male sentirsi sospesi in un limbo e non provare più dentro di sé quella voglia di presente, futuro e condivisione.

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    • E perchè non dovrei crederti. Non credere che non ci sia disillusione in quello che dico, a volte vorrei perderla la consapevolezza, un po di magia è persa, temo per sempre. Quello che sai e analizzi, non è emozionante come quello che vivi come una pallonata in testa. Forse l’unica consapevolezza è che niente è per sempre, ma proprio niente, e non bisogna mai dare per scontato nulla. Fa male, cazzo se fa male 🙂 Un saluto.

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