Time after time

“…l’attimo di immobilità del violinista quando appoggia l’archetto sulle corde, prima di cominciare a suonare; l’immobilità del sole che ha raggiunto lo zenit, prima di iniziare la discesa; un’immobilità che voglio far durare ancora un po’. E prometto solennemente a me stesso: «Voglio ricordare per tutta la vita la bellezza di questo momento».”
Costantino Nivola, da “Memorie di Orani”

E ci sono eventi nella vita che sono un po così. Si sospende il tempo, si dilata, si apre, davvero il tempo è la più relativa delle dimensioni. Scorre veloce, si ferma, rallenta.

La sospensione che alcuni eventi portano con se è raccontata magicamente da questi versi, il sole che raggiunge lo zenit e sembra immobile e poi si muove, il silenzio prima di iniziare a suonare.

Il presente, quello che può determinare il futuro, goderselo in ogni istante, che cosa abbiamo noi se non il presente? Il passato ci arricchisce, io non lo demonizzo, siamo anche il nostro passato.

Il puro presente è il processo impercettibile in cui il passato avanza divorando il futuro. A dire il vero, ogni percezione è già ricordo.

Kafka sulla spiaggia, Murakami Haruki

Il tempo mi affascina, mi affascinava durante lo studio all’università, mi affascina ancora di più oggi.  La freccia del tempo, la relatività, la termodinamica, l’entropia. Ho avuto spesso in quest’anno l’impressione di aver bruciato 10 anni di vita in una non storia, ma ovviamente non è così. Il tempo si è fermato, e si è vissuto per come si poteva. Il passato diventa puro presente.

E consentitemi di lasciare una canzone che è la canzone del mio passato, è la mia canzone, racconta di un istante fermo in una domenica di tanti anni fa, in una casa di studenti, in una domenica estiva calda, ballando da soli e di una passeggiata su una bicicletta con lei sulla canna della bici. Romanticismo disdicevole? Non lo so, è un ricordo di pura gioia che porto dentro di me.