Quanto ti ho amato

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Capodimonte, 6 Settembre

Le cose procedono, io ascolto, guardo passare veloci i pensieri, le mutazioni autunnali, i rovesci, ho un pizzico di inquietudine, e la ferita ridotta ad una punta di spillo, ma indimenticabile.

«Si scrive di cicatrici guarite, un comodo parallelo con la patologia della pelle, ma non esiste una cosa del genere nella vita di un individuo. Ci sono ferite aperte, a volte ridotte alle dimensioni di una punta di spillo, ma rimangono ferite. I segni della sofferenza sono confrontabili piuttosto con la perdita di un dito o della vista di un occhio. Possiamo non perderli neanche per un minuto all’anno, ma se li perdessimo non ci sarebbe niente da fare.»

F.S. Fitzgerald Tenera è la notte

Ed è così una volta perse alcune cose, non si ritrovano, devi imparare a conviverci. Ci sono cose che ti segnano indelebilmente, nel bene e nel male.

On Air: Quanto ti ho amato

Match Point

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Chi disse “Preferisco avere fortuna che talento” percepì l’essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia tutto così fuori controllo. A volte in una partita la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre, o tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre. E allora si vince. Oppure no, e allora si perde. [Match Point – Woody Allen]

Non so davvero cosa potrei aggiungere, ci piace pensare che quello che capita sia il frutto delle nostre scelte, del nostro coraggio, del nostro desiderio.

Alla fine le cose vanno un po come cazzo devono andare, e quella pallina rimane in bilico sul nastro per una frazione di secondo, la differenza tra vincere e perdere, tra vita e morte, tra amore e disperazione, tra successo e fallimento è in quella frazione di secondo.

 

Dos Gardenias

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Questa è la chiesa che sogno spesso, ovvero dove ti sogno spesso. E’ strano, non ci sono ricordi particolari legati a questo luogo, eppure ho sognato spesso che ci trovassimo qui nei dintorni, tu di spalle, io rinchiuso in una casa di vetro, simbolismi chiari, che poi non bisogna nemmeno fare tanto fatica per interpretarli sti sogni. Parlano eccome se parlano chiaro e forte.

Oggi ho passeggiato, auricolari, musica a palla, occhiali da sole, sguardo basso, non volevo vedere nessuno, ascoltare niente volevo isolarmi dal mondo. Per un paio di ore ci sono anche riuscito, l’aria è fresca stranamente fresca ricorda settembre e questo peggiora le cose, l’autunno è l’autunno.

Sono tornato a casa e mi sono messo a suonare, le sensazioni non cambiano molto, mi sento profondamente solo, anche se vedo un sacco di gente e faccio un sacco di cose. C’è sempre un buco enorme dentro di me e non riesco a capire come colmarlo.

Dos gardenias para ti
Con ellas quiero decir
Te quiero, te adoro, mi vida
Ponle todas tu atención
Que serán tu corazón y el mio

Dos gardenias para ti
Que tendrán todo el calor de un beso
De esos besos que te di
Y que jamas te encontrarán
En el calor de otro querer

A tu lado vivirán y te hablarán
Como cuando estás conmigo
Y hasta creerán
Que te dirán te quiero.

Pero si un atardecer
Las gardenias de mi amor se mueren
Es porque han adivinado
Que tu amor me ha atraicionado
Porque existe otro querer

A tu lado vivirán y se hablarán
Como cuando estás conmigo
Y hasta creerán
Que te dirán te quiero.

Pero si un atardecer
Las gardenias de mi amor se mueren
Es porque han adivinado
Que tu amor me ha atraicionado
Porque existe otro querer

Es porque han adivinado
Que tu amor me ha atraicionado
Porque existe otro querer

On Air Dos Gardenias, altro bolero bellissimo e antico, di Isolina Carrillo.

 

Consapevolezze Parte I (Sensi di colpa)

Ma vi sono risposte che non avrei la forza di ascoltare e perciò evito di porre le domande.

__ Simone de Beauvoir – “Una donna spezzata” __

Ho molto riflettuto in quest’anno, ho molto lavorato, elaborato, rielaborato. Sono arrivato a dei punti fermi inerenti i miei schemi di pensiero.

Sono stati ( e sono ma consapevolmente ora) guidati fondamentalmente da 4 bias:

  1. Sensi di colpa
  2. Non saper lasciar andare le cose ( voler controllare quello che non è possibile)
  3. Sovraccaricarmi emotivamente di responsabilità sia lavorative che emotive per sentirmi degno di essere accettato / amato
  4. Paura di mostrare veramente i miei sentimenti più profondi

Aver raggiungo questa consapevolezza non è poco, perchè riesco a rileggere eventi ed episodi della mia vita alla luce di questa consapevolezza.

Ho visto da dove venivano fuori questi atteggiamenti, karma familiare un momento distonico, ne ho anche parlato con i miei genitori, ed è stato bene, in parte mi ha aiutato a superare queste dinamiche.

Sono dinamiche subdole, appena allento la supervisione cosciente sui pensieri, scattano automatismi che finiscono in una delle 3 aree. I sensi di colpa forse sono i peggiori, provare senso di colpa, è una forma di egoismo fortissima, si riconduce a se stessi qualsiasi cosa provenga dall’esterno, ed in una relazione si impedisce un rapporto sereno e si nega la libertà all’altro di esprimere qualcosa per paura di provocare i tuoi sensi di colpa.

Per me i sensi di colpa sono subdoli, generano reazioni di difesa immediate con esiti imprevedibili, grazie al cielo li sto riconoscendo e riesco ad annientarli o poco prima che si manifestino o poco dopo parlandone. Ma quanta fatica e quanta difficoltà. Alcuni tra gli eventi più pregnanti della mia vita sono stati influenzati da questa dinamica. Ho perfino provato sensi di colpa per la morte di mia sorella, e non lo vedevo, mi sentivo in colpa per essere vivo io, ed in parte effettivamente mi sono ucciso dopo quell’evento.

Mi sono sentito in colpa per la fine della storia con Cristina, quando è evidente che l’unico modo in cui quella storia poteva funzionare era quell’equilibrio assurdo che avevamo trovato, troppo complicata la sua interiorità troppo poco risolta la sua e la mia visione di alcuni aspetti reciproci. Ed una fine massacrata dal silenzio, dovuto ad una vera incapacità di gestire una nuova fase, ed un movimento ritrovato della mia interiorità.

Che poi i sentimenti non spariscono, quel sentimento è dentro di me, svincolato dall’idea del possesso, alla fine auguro a lei tutto il bene del mondo, di risolvere i suoi problemi di trovare la felicità e di esprimere a pieno la bellezza che ha dentro di se, con una maggiore consapevolezza dei propri desideri.

Mi sento in colpa 100 volte al giorno, ma anche questo sta cambiando. Ho fatto enormi passi in avanti nel vedere i disastri che questo meccanismo causa e nell’intercettarlo e fermarlo.

On Air: Take it with me per rimanere un po in tema con il post precedente, canzone sublime di amore vero, profondo intenso di Tom Waits.

 

Cause we’ve ended as lovers (solitudini)

Io rifletto sulle solitudini, perenni e forse impenetrabili che dominano le nostre vite, e forse davvero occorre trattare bene la nostra ed altrui solitudine.

Forse sono stato iperstimolato dal film che ho visto ieri sera tardi al cinema, Manchester by the sea.

Ci sono ferite per cui non si può voltare pagina, e diffido dei rimedi zen, trova la forza, tira fuori le palle, etc…

Ci sono ferite garbate, dolori che impediscono di amare, che impediscono di voltare pagina, che hanno bisogno del loro fottuto tempo e basta, se mai lo avranno un loro tempo.

E mi sono arreso per il rancore che mi viene portato per il torto che ho subito.

Stanotte ho sognato, mi sono accorto che era un sogno, troppo bello e mi sono svegliato piangendo e gridando, perchè non volevo sognare quel bel sogno.

Quando non dovete avere pretese, essere garbati, non è una storia d’amore.

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Franco Arminio

Il brano è bellissimo ed abbastanza sconosciuto di Stevie Wonder, lo ha portato al successo Jeff Beck con la sua inconfondibile chitarra. Qui una versione notturna di ieri, sono tornato a casa, le immagini aperte, il dolore di quel film, il sogno spezzato, una tristezza diffusa e generale mi popola, avevo bisogno di farla fluire da qualche parte.

 

 

 

Poco Allegretto

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Pisa Viale delle Piagge oggi all’alba

“La persona che ami è fatta per il 72.8 d’acqua e non piove da settimane”

Che ne è stato di te Buzz Aldrin John Harstad

On Air: Poco Allegretto dalla sinfonia 3 di Brahms rivisto da me, un brano che già nel titolo contiene un contrasto cosi’ forte non poteva non attrarmi.

Smells like teen spirit (saper guardare)

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La magia si nasconde ogni giorno in momenti insospettabili. Pisa 7 Marzo 2017

“a volte è difficile scegliere da quali cose lasciarci toccare nei momenti più inadatti.”
Alistair MacLeod – Calum il rosso

On Air Smells like teen spirit Pisa 7 Marzo

Que serà

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Mi è capitato spesso di  parlare con persone che attribuiscono al termine “umano” una connotazione negativa o meglio più che negativa assolutoria.

Eh scusa sono umano/a, sono troppo umano per provare un sentimento nobile come il perdono, non è una scelta che un umano può fare.

Trovo che queste affermazioni siano alibi, grazie al cielo gli umani sono capaci di fare cose incredibili (nel bene e nel male intendiamoci), ma non è l’attributo umano che caratterizza la capacità o meno di fare una cosa nobile.

Leggevo tempo fa un libro sulle scelte, La tirannia delle scelte di Renata Saleci, filosofa di stampo lacaniano, non sto a discutere sul libro che è fantastico e rappresenta quanto sia sopravvalutata la scelta nella nostra società odierna. C’era un passo che riporto

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Ed è vero non sempre gli esseri umani agiscono nel loro migliore interesse, e questo vale per le scelte che vanno a bene della collettività o per scelte che il nostro inconscio ci spinge a fare anche contro il nostro migliore interesse.
E quindi è umano tutto, provare sentimenti nobili, come l’amore disinteressato per il prossimo o uno sconosciuto, è umano progettare stermini di massa contro il bene di altri ignari ed innocenti esseri umani.

Siamo umani e la nostra capacità di stupire noi stessi e gli altri con gesti e produzioni nobili o ignobili è illimitata, ma per piacere non usiamo il termine umano per giustificare una scelta. Se scelgo di non amare, se scelgo di non perdonare non è perchè sono umano, ma perchè sento di dover fare quella scelta che è altrettanto umana come l’opposta. Alcune scelte sono più difficili di altre ma altrettanto umane. Ognuno di noi ed ovviamente anche io nel mio piccolo ho fatto nella mia vita cose nobili e cose ignobili entrambe umane, e semplicemente da accettare e non giudicare.

Per accompagnare questo post mi sembrava adeguato Que Sera, in una versione improvvisata per gli studenti dell’accademia d’arte. Loro disegnavano sulla mia musica, anche in quel caso ogni umanità percepiva cose completamente diverse. E davvero che cosa sarà che ci rende così umani nel bene e nel male, i poeti brasiliani, colpiscono sempre nel segno. Che cosa sarà che ci fa perdonare? Forse proprio l’accettazione dell’umanità dell’altro e la grandezza della nostra.