Consapevolezze Parte I (Sensi di colpa)

Ma vi sono risposte che non avrei la forza di ascoltare e perciò evito di porre le domande.

__ Simone de Beauvoir – “Una donna spezzata” __

Ho molto riflettuto in quest’anno, ho molto lavorato, elaborato, rielaborato. Sono arrivato a dei punti fermi inerenti i miei schemi di pensiero.

Sono stati ( e sono ma consapevolmente ora) guidati fondamentalmente da 4 bias:

  1. Sensi di colpa
  2. Non saper lasciar andare le cose ( voler controllare quello che non è possibile)
  3. Sovraccaricarmi emotivamente di responsabilità sia lavorative che emotive per sentirmi degno di essere accettato / amato
  4. Paura di mostrare veramente i miei sentimenti più profondi

Aver raggiungo questa consapevolezza non è poco, perchè riesco a rileggere eventi ed episodi della mia vita alla luce di questa consapevolezza.

Ho visto da dove venivano fuori questi atteggiamenti, karma familiare un momento distonico, ne ho anche parlato con i miei genitori, ed è stato bene, in parte mi ha aiutato a superare queste dinamiche.

Sono dinamiche subdole, appena allento la supervisione cosciente sui pensieri, scattano automatismi che finiscono in una delle 3 aree. I sensi di colpa forse sono i peggiori, provare senso di colpa, è una forma di egoismo fortissima, si riconduce a se stessi qualsiasi cosa provenga dall’esterno, ed in una relazione si impedisce un rapporto sereno e si nega la libertà all’altro di esprimere qualcosa per paura di provocare i tuoi sensi di colpa.

Per me i sensi di colpa sono subdoli, generano reazioni di difesa immediate con esiti imprevedibili, grazie al cielo li sto riconoscendo e riesco ad annientarli o poco prima che si manifestino o poco dopo parlandone. Ma quanta fatica e quanta difficoltà. Alcuni tra gli eventi più pregnanti della mia vita sono stati influenzati da questa dinamica. Ho perfino provato sensi di colpa per la morte di mia sorella, e non lo vedevo, mi sentivo in colpa per essere vivo io, ed in parte effettivamente mi sono ucciso dopo quell’evento.

Mi sono sentito in colpa per la fine della storia con Cristina, quando è evidente che l’unico modo in cui quella storia poteva funzionare era quell’equilibrio assurdo che avevamo trovato, troppo complicata la sua interiorità troppo poco risolta la sua e la mia visione di alcuni aspetti reciproci. Ed una fine massacrata dal silenzio, dovuto ad una vera incapacità di gestire una nuova fase, ed un movimento ritrovato della mia interiorità.

Che poi i sentimenti non spariscono, quel sentimento è dentro di me, svincolato dall’idea del possesso, alla fine auguro a lei tutto il bene del mondo, di risolvere i suoi problemi di trovare la felicità e di esprimere a pieno la bellezza che ha dentro di se, con una maggiore consapevolezza dei propri desideri.

Mi sento in colpa 100 volte al giorno, ma anche questo sta cambiando. Ho fatto enormi passi in avanti nel vedere i disastri che questo meccanismo causa e nell’intercettarlo e fermarlo.

On Air: Take it with me per rimanere un po in tema con il post precedente, canzone sublime di amore vero, profondo intenso di Tom Waits.

 

11 thoughts on “Consapevolezze Parte I (Sensi di colpa)

  1. Io, ho camminato per moltissimo tempo, in compagnia dei sensi di colpa.
    Erano miei amici-nemici.
    Non volevo far del male agli altri, ma ferivo me stessa.
    Desideravo assecondarli, ma io mi annientavo.
    Più i sensi di colpa diventavano la mia ombra, e più la luce del mio essere, si spegneva…
    Poi, una psicologa, in un paio di incontri, mi ha aiutata ad esser maggiormente egoista.
    A saper dire di no.
    Non è stato facile. Affatto. Ma le ombre hanno lasciato posto ai colori della mia anima.
    Ed ho iniziato a vivere libera ed a respirare nove boccate di meraviglioso ossigeno.

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  2. Tu scrivi dei sensi di colpa, io scrivo del fatto di non conoscerli. Non vedo il senso del senso di colpa ma ognuno è fatto a suo modo. Comunque si, penso il senso di colpa sia subdolo per il solo fatto che non viene espresso e manifestato.

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      • Non volevo essere inopportuna, dico solo che il senso di colpa non lo comprendo ma questo non vuol essere un attacco a chi li ha. Penso solo che facciano male a chi li prova più che altro, perché “rosicchiano” da dentro. Trovo forse che sia più terapeutico tirare fuori, è più terapeutico per tutte la parti in causa. Il mio era solo un pensiero, non un giudizio.

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      • Ci sta che tu non lo comprenda, come ho scritto, certo che fanno male non solo a chi li prova ma anche a chi li subisce, in generale sono degli automatismi per alterare la realtà. IN realtà nascondono più egoismo di quello che potrebbe sembrare perchè riportano su se stessi dinamiche esterne. Ad ogni modo mi sembrava di dire la stessa cosa, e comunque non sottovalutare il fatto che questi sono automatismi profondi, e anche se razionalmente si dice una cosa, poi nella pratica può capitare che l’automatismo parta senza che riusciamo a rendercene conto. Mi sta capitando un sacco di volte di vederlo a valle.

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      • Mi trovo allineata con quanto tu dici, sono automatismi profondi che hanno una loro radice profonda e spesso, di difficile individuazione. Quello che tu dici lo comprendo perché il lavoro che ho fatto su di me e che sto continuando a fare, è proprio sui miei automatismi.

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