Born to be blue

Stasera ho suonato, in uno strano posto, ai confini della realtà, una strana osteria a Castellina Marittima, sperso nella provincia pisana. Sono 27 anni che vivo qui, non ero mai arrivato da queste parti, nemmeno per errore.

E’ stata una giornata strana, sono reduce da giornate faticose, e conflitti interiori fortissimi. Non mi sento bene, sembra che qualsiasi sforzo faccia per rimanere calmo venga sovrascritto da un qualche demone. Stamattina mi sono svegliato e non avevo voglia di andare in ufficio, sono rimasto a letto, ed ho lasciato andare le cose. Martedì ero in svizzera, ieri ero a Milano, discussioni complicate, visioni del mondo parziali.

E io davvero a volte mi sembra di non farcela più. Sembra che qualsiasi sforzo faccia di essere comprensivo, di capire, di ascoltare venga ignorato. Forse davvero sono nato per essere blue.

E’ strano come stasera questa canzone meravigliosa di Chet Baker sia venuta fuori, c’era un ragazzo nel pubblico di un’osteria maledetta, che cantava, è venuto a cantare con noi, ed ha proposto Born to be blue. Mi è saltato il cuore in gola, non è una roba che possono chiedere tutti, ed è un brano così vicino a me, e stasera c’era quella luna gialla sopra di noi, col vento, con una cantante approssimativa, un batterista distratto, nessuna attenzione per la musica. E’ arrivato questo strano ragazzo, che voleva cantare un arcaico e triste e malinconico pezzo di Chet Baker.

E io l’ho accompagnato, ho gradito quello che faceva, era dentro, amava quello che faceva, aveva arte, aveva sensibilità.

Stanotte, sono fermo per strada col computer tra le gambe, sperso nella provincia, col cuore gonfio di dolore, i motivi li conosco fin troppo bene, li vedo, ed ho paura.

Alla fine ho una fottuta paura, Sembra tutto così effimero, così complicato, i discorsi dopo la musica. La cantante ed il batterista stanno insieme, lei ha lasciato il suo compagno pianista per stare con il batterista. Lei si alza dal tavolo, lui mi fa vedere le foto di una con cui vuole andare e mi chiede consiglio. Ma che cazzo vuoi da me, ma vaffanculo te, lei e le tue storie. 26 anni lei, 35 lui, 45 io. Ma che cazzo volete da me.

“Con lei sto bene, non mi manca nulla, ma il mio narcisismo mi richiede di andare con l’altra”, questo mi ha detto appena lei si è alzata.

Questo è il mondo, e io sono inadatto a vivere in questo modo. Mi sembra di essere in un film di Woody Allen senza essere acuto e ironico come lui. Non sono moralista, non lo sono, o forse sono semplicemente un fottuto moralista. E forse sono uno che giudica, e forse sono un coglione, ma io così non riesco a vivere. E questo malessere deriva dal fatto che il mio cuore gonfio viene calpestato in continuazione, più cerco di capire, più cerco di analizzare, più cerco di amare davvero, libero da proiezioni romantiche, libero da condizionamenti, libero da egoismi, libero da barriere e sempre di più vengo ferito. O forse mi ferisco da solo, e forse sono solo una persona pesante, che non sa alleggerire le follie di questo mondo o forse semplicemente anche io sono semplicemente nato per essere blue. Quanto mia è questa canzone, e quanto è stupefacente che quel ragazzo di cui non so nulla l’abbia voluta cantare ed io l’abbia voluta accompagnare. L’ho ascoltato, sono stato un morbido tappeto per la sua voce, non ho alzato la voce, ho chiuso gli occhi ed ho capito davvero che sono nato per essere blue.

Ed ora non ho un cazzo di voglia di tornare verso casa, e sono sperso nella campagna col pc, e scrivo, e questa cazzo di luna che illumina tutto, ed il vento e la mia cazzo di bluitudine che mi devasta. E scrivo, cose senza senso probabilmente.

Some folks were meant to live in clover
But they are such a chosen few
And clovers being green
Is something i’ve never seen
‘cause i was born to be blue
When there’s a yellow moon above me
They say there’s moonbeams i shoul view
But moonbeams being gold
Are something i can’t behold
‘cause i was born to be blue
When i met you
The world was bright and sunny
When you left the courtain fell
I’d like to laugh
But nothing strikes me funny
Now my world’s a faded pastel
I guess i’m luckier than some folks
I’ve known the thrill of loving you
But that alone is more
Than i was created for
‘cause i was born to be blue
When i met you
The world was bright and sunny
But when you left the courtain fell
I’d like to laugh
But there’s nothing that strikes me funny
Now my world’s a faded pastel
I guess i’m luckier than some folks…

36 thoughts on “Born to be blue

  1. Ecco, concordo moltissimo con Svirgola. Io certo non potrei vivere nel modo che racconti, e a volte mi sono sentita (mi hanno fatto sentire) pesante, ma in realtà credo che quelle persone di cui parli abbiano dentro un peso enorme, di cui (forse) non si rendono neanche conto, ma cercano di alleggerirlo come possono. La bluitudine, devastante ma anche santa, ci permette di riempire quella distanza (che credo ci sia sempre, anche per le persone più realizzate) tra la vita com’è e quella che vorremmo che fosse, e riempirla in modo profondo. C’è differenza tra profondità e pesantezza, almeno questo credo di averlo imparato. Bluitudine comunque mi piace un sacco come definizione 🙂

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    • Ciao alexandra non potresti vivere nel modo che racconto in che senso? Cmq anche io nn riesco a viverci e forse se ho capito bene quello che intendi per quello lo racconto. La bluitudine ha a che fare col processo creativo…almeno credo.

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      • Sì, credo che tu abbia capito, intendo non potrei vivere come il batterista di cui parlavi. Anche se ho un mio “altrove”, e penso che in fondo anche il suo sia un modo di vivere al tempo stesso il “qui” e “l’altrove”, solo che è un modo in cui non mi rispecchio. Preferisco altri modi che sono stati a volte considerati pesanti (mai capitato di sentirti dire: “smetti di leggere/di scrivere/di suonare, ti impedisce di vivere la vita vera?”), ma che personalmente mi fanno sentire molto più viva. Mi capita ancora spesso di cercare “leggerezza” come antidoto al sentirmi troppo “pesante”, ma la “bluitudine” sì, credo abbia a che fare col processo creativo, che sia profondità e non pesantezza come dicevo, e me la terrei abbastanza stretta se fossi in te (lasciando spazio per respirare, ma mi sembra che questo tu già lo faccia)

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      • Si avevo capito bene allora. NOn giudico credo anche io ci sia una ricerca di altrove. Ma anche io uso altri modi, credo gli stessi che usi tu, musica, scrittura, lettura. Mi è stato detto ogni tanto di non rifugiarmi in quelle cose e vivere la vita vera, come se la vita vera non fosse anche arte, sensibilità, spiritualità. Ma questo forse è un’altro discorso. La bluitudine me la tengo, non potrei fare divdersamente, a volte però devo confessare che mi impedisce di respirare, ma su quello hai ragione non lo faccio quanto vorrei, ma ci sto lavorando duramente. Grazie sempre dei commenti preziosi che lasci.

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  2. Non è mai senza senso quello che scrivi….è solo che questo “permissimismo” non so se sia il termine più appropriato….questa superficialità dei sentimenti e delle emozioni di oggi, questo calpestarsi a vicenda come se fosse la cosa più normale del mondo, alle persone sensibili crea ancora più confusione, malinconia e dolore. Ma bisogna continuare a crederci ai sentimenti, quelli veri, quelli che trascinano e ti avvolgono, quelli per cui vale la pensa di avegliarsi ogni mattina e riprendere a combattere, perchè altrimenti resta solo il nulla….

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  3. “E io davvero a volte mi sembra di non farcela più. Sembra che qualsiasi sforzo faccia di essere comprensivo, di capire, di ascoltare venga ignorato. Forse davvero sono nato per essere blue” ….Questa frase, da sola, non richiederebbe alcun commento. E’ perfetta, racchiude la tua anima. Ma hai ragione, in fondo, ci vuole anche la musica. Quella giusta. Quella che sappia far comprendere a pieno l’emozione che abbiamo dentro. Bella o brutta che sia.

    “Ma che cazzo volete da me?”…lo sai cosa vogliono da te. Lo sai benissimo. Vogliono una striminzita fetta della tua anima. Gratis. Per poterci fare i loro comodi. A volte la vogliono soltanto perchè gli piace accartocciare le cose e buttarle nel cestino…

    Per fortuna che suoni ancora. Suona sempre.

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      • Comunque Martina, poi tornando a casa, ho sbagliato strada millemilavolte, ero in mezzo ai boschi credo di aver fatto 100 e passa km invece dei 40 che c’erano. Nel percorso per i boschi ho incontrato delle bellissime presenze. Una coppia di caprioli bellissimi, un riccio, un gatto, una civetta….

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      • Quelli sì che sono incontri preziosi… misteriosi ed ammalianti. Difficile provare qualcosa del genere con gli incontri tra esseri umani. Molto raro almeno. Il bosco è quasi sempre il luogo perfetto. Perfetto per ogni cosa. Ti aiuta a tornare ad una dimensione atavica… differente da quella in cui vivi ogni giorno. L’atmosfera che ti circonda in certi luoghi, diventa palpabile quanto una carezza o un caldo lenzuolo. Quelli sono anche i miei luoghi… le mie creature… Grazie per aver condiviso con me quest’immagine. Grazie mille.

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      • Mi sono sentito a casa si, li ho trovati bellissimi e mi sono anche sentito un po un intruso a violare la loro intimità. Eppure li sentivo più vicini di tutto il resto del mondo. E pensa che ignoravo l’esistenza di quella strana parte di campagna in provincia, selvatica, buia. Sono contento di averla condivisa 🙂

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      • La prossima volta che ti ritroverai in quei luoghi… amplifica ancora di più le tue emozioni con quello che più ami, la musica. E visto che hai condiviso con me una visione preziosa, voglio suggerirti qualche suono che potresti trovare piacevole, soprattutto immerso nel verde e nell’odore dei pini…

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      • Oh grazie per aver condiviso questa cosa, lo ascolterò stasera appena posso! Comunque l’ho fatto ho ascoltato musica ed aperto i finiestrini mentre mi trovavo li, ad un certo punto ho deliberatamente incasinato la strada, per rimanere più a lungo possibile in quella situazione. Sentivo dentro un grande dolore, ma anche una grande tranquillità che proveniva da quei luoghi isolati e da quelle presenze fatate 🙂

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      • Che bella sensazione vero? 🙂 come se il tuo dolore in quei luoghi potesse essere in qualche modo compreso. Nel bosco possiamo appendere i pensieri che ci creano disagio, li appendiamo tra i rami di un albero, li leghiamo lì… e magari facciamo due passi. Al ritorno potremmo percorrere una strada differente, in fondo, gli alber del bosco sembrano tutti uguali, ed in quel modo non ritroveremmo più il nostro dolore appeso tra i rami… magari nel frattempo una brezza leggera l’ha trasportato altrove.
        Oppure, se anche dovessimo ripercorrere la stessa strada e ritrovare quel filo di pensieri, una volta slegato e ripreso con noi, sarà senz’altro più fresco e leggero di prima… Ma ora sono curiosa, cos’hai ascoltato tirando giù i finestrini? Non sai quanto sia importante questa parte! 🙂

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      • A dire il vero non ho scelto, ho lasciato andare spotify che ha deciso per me, mi piaceva quello che mi ha proposto aspetta che riprendo la distribution che ha creato , Concerto N23 K488 Adagio Mozart, Ciranda do Mundo Maria rita, Army of me bjork, Partita per violino solo n2 in re minore bach, Beirut Ibrahim malouff Hyperballad >Bjork, Goodbye Pork Pie Hat Joni Mitchell Your Soul Ibrahim Malouff So in Love Chick Corea . E’ frutto di quello che sto ascoltando negli ultimi mesi 🙂

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      • Ormai ha imparato quello che mi piace, difficilmente mi propone cose che non gradisco e mi ha gia’ aiutato a scoprire cose interessanti a cui difficilmente sarei arrivato per altri canali! La tecnologia può essere nostra amica, come anche in questo scambio no?

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      • Assolutamente sì! La tecnologia con me è quasi sempre stata benevola. Mi ha dato la possibilità di conoscere posti, persone, canzoni, immagini… che non avrei mai potuto vedere o sentire nella vita di tutti i giorni. Quindi io non posso far altro che ringraziarla la tecnologia…. e visto che ne parliamo, uno dei tanti motivi per cui la ringrazio è anche perchè mi ha dato la possibilità di far ascoltare la mia musica, in qualche modo, di farla viaggiare nell’etere fino all’altra parte del mondo. Che cosa meravigliosa!

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      • Se posso dartene soltanto 5, devo pensarci per forza! 🙂 E’ così difficile scegliere sai?
        La musica, quella che amodi più in assoluto, deve avere il potere di farmi viaggiare…deve portarmi via, in tutti i modi possibili… Per questo mi lascio trasportare dalle emozioni e dagli stati d’animo del momento e voglio provare a darti emozioni diverse con questi 5 brani….
        Beh, una te l’ho appena mandata, però te la mando nella versione che ho nel cuore più di ogni altra…. questa:

        Poi ti mando quest’altra…

        e poi…. questa….

        poi si cambia ancora…

        e infine loro… mi danno sempre la carica di cui ho bisogno…

        Ecco…credo di aver racchiuso molto di me in questi brani. Ora posso farti la stessa richiesta? 🙂

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      • Oddio lo so, temevo tu mi facessi la stessa domanda in ritorno 🙂 Chi di scelta ferisce di scelta perisce. Va bene dai ci provo anche se come sai benissimo cambiano in continuazione 🙂

        Non ci ho pensato e sono cose tutte cosi’ diverse tra di loro…. però io ascolto di tutto. Se me lo richiedi fra una settimana probabilmente sono diverse, ma comunque anche per me c’e’ così tanto di me dentro queste scelte 🙂

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      • Io spero di riuscire ad ascoltare tutto domani! Pensa che appena uscirò da questo piccolo luogo di prigionia (sinonimo di ufficio) dovrò correre a farmi la doccia e mangiare e poi prove con la band stasera e domani….mi tocca persino un matrimonio (tipo di evento a cui partecipare mi rabbrividisce al solo pensiero… ma c’est la vie!).
        Ad ogni modo, sono molto curiosa e quindi non appena avrò qualche minuto mi fionderò all’ascolto! 🙂

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      • Sono felice che tu l’abbia apprezzata, mi fa davvero piacere. E’ ciò che ho sempre provato io trovandomi in certi luoghi… e la sai una cosa? Incredibile ma vero, in quei posti, in quei boschi, non hai bisogno di nessuno. Ti senti protetto e al sicuro e sei felice di essere da solo, perchè sei circondato comunque dalla vita, dirompente e selvaggia e la senti seduta accanto a te, ti incita ad appendere il filo dei pensieri tra i rami…. Ti incita a percorrere una strada diversa… 🙂

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      • Non la trovo incredibile, è la stessa sensazione che ho provato io. Vedere i caprioli, gli occhi del gatto, la civetta, mi ha fatto sentire la bellezza, e quanto i miei pensieri ed anche la mia vita alla fine siano piccole cose confronto a quella vita così proprompente. Ed è vero senti la vita quella vera da cui la nostra dimensione razionale, troppo razionale ci ha allontanato.

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