Tokyo Encore

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Questo brano è una delle cose più belle mai suonate da un essere umano. Questi concerti del 76 rappresentano una delle vette più alte di improvvisazione nel jazz. Il primo ascolto l’ho fatto quando ero ancora piccolo, un vero colpo al cuore ascoltare questo cofanetto di meraviglia, denso e profondo a volte troppo, ed a volte dolcemente malinconico come questo meraviglioso encore di tokyo. Un susseguirsi di paesaggi sonori, profumi, riflessioni.

Quando ascolti cose come queste stride ancora di più la visione e la vita in cui ti trovi immerso quotidianamente. Come può essere che in un mondo dove esiste queste bellezza esista il degrado, la violenza, il dolore che ci circonda e che spesso facciamo finta di non vedere? Non ho risposta, forse per me questa è la prova dell’esistenza della bellezza, in un mondo che è capace anche di generare quest’arte, deve esistere una ragione, anche quando la ragione dice che ragione non c’è.

Io credo che sia molto alla lontana ispirato al preludio BWV999 di Bach in Do minore, ma certamente quello che fa Jarrett è fuori da ogni schema, è semplice e pura bellezza istantanea, è come se la musica esistesse a prescindere da lui e fluisse pura e libera.

Il Do minore è una tonalità devastante, mi porta in uno stato mentale di nostalgia e malinconia. Oggi in macchina ho ascoltato una versione dell’improvvisazione di Keith Jarrett fatta da Bobby McFerrin che non conoscevo (sublime) e dopo 10 secondi piangevo come succede ogni santa volta che ascolto questo brano.

Io lascio tutte e tre le cose. La meraviglia di Keith Jarrett, la rivisitazione di Bobby McFerrin solo voce e il preludio di Bach,

Il mio piu’ profondo desiderio
sarebbe di morire
il secondo mese dell’anno
un giorno di luna piena
sotto i ciliegi in fiore
(Detto Zen)

7 thoughts on “Tokyo Encore

  1. Grazie per avermi fatto scoprire queste note, ma grazie ancora di più per quello che hai scritto nel secondo paragrafo, perché è una domanda che mi pongo spesso anche io, e queste tue poche righe mi regalano la speranza che la bellezza sia sempre possibile, nonostante tutto.

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  2. “You know what music is? God’s little reminder that there’s something else besides us in this universe, a harmonic connection between all living beings, every where, even the stars” (da “August Rush”). Qualche volta lo credo anch’io.
    Keith Jarrett… ah, hai ragione, quanta bellezza, quanta…

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