Joik

saami

Credo fermamente che la musica abbia poteri curativi e di introspezione. In occidente abbiamo perso questa dimensione spontanea ed interiore della musica, abbiamo subito una globalizzazione della musica, perdendo le radici popolari, arcaiche e curative che la musica può regalarci.

Ci sono però angoli ancora incontaminati in Europa e nel mondo, ed io sono fatto così devo scoprirli, approfondirli e farli entrare dentro di me.

Il Joik è una forma di canto popolare tradizionale della cultura Saami. Si pensa che sia una delle forme di canto e di espressione artistica più antiche in Europa.
E’  profondamente intriso di significati religiosi e sociali, come ormai la nostra musica occidentale non sa più fare, orientata solo al piacere edonistico, al riempimento del vuoto. La nostra musica almeno in forma esplicita, ha  completamente perso il potere “curativo” e sciamanico che pure esisteva nelle varie forme di rito musicale popolare.

Proprio per questo motivo la musica joik, fu ostacolata in tutti i modi dai missionari cristiani, in particolar modo i tamburi saami furono distrutti per la maggior parte, i pochi rimanenti sono conservati in giro per il mondo in musei. E’ una forma cantata con poche liriche, solo canto e può variare da forme melodiche fino a simulare canti di uccelli.

La cosa meravigliosa, che mi emoziona e mi stupisce, è che ogni saami possiede un suo personale joik composto alla nascita ed essendo il popolo saami in profonda armonica con la natura, quella con la N maiuscola del profondo Nord, anche ogni animale ed ogni posto possiedono un proprio joik assolutamente indistinguibile da quello di un essere umano, a testimonianza del rapporto di uguaglianza che questo popolo ha stabilito con tutto quello che e’ natura.

Altra caratteristica particolare dello Joik è che sia virtualmente impossibile riprodurlo nello stesso modo, lo joiker in base al proprio umore che si riflette nell’esecuzione può variarne il tempo e la tonalità, rendendo virtualmente impossibile un’accompagnamento musicale armonico nell’accezione occidentale, stessa sorte ha il concetto di linearità del brano, che non esiste, niente inizio e niente fine, solo uno svolgimento spiraleggiante con un forte potere di trans e sciamanico.

Le generazioni moderne Saami, anche nelle declinazioni jazz, rock, pop di questa meravigliosa forma di canto, riescono a riprodurre il potere ipnotico e sciamanico della musica. Gli esponenti di maggior spicco attualmente sono la cantante Mari Boine, il sassofonista Jan Garbarek la cui voce ormai inconfondibile di sax è  profondamente legata al canto joik, un gruppo assolutamente inclassificabile come i Transjoik, che fanno con la voce delle cose veramente inquietanti ed arcane, che riescono ad entrare profondamente nell’ascoltatore recuperando quel potere salvifico e curativo del canto.

La musica è molto più che un sottofondo da ascoltare mentre si fa altro, la musica è forma di comunicazione sociale, interiore, da recuperare se vogliamo avere un mondo più in armonia con la natura, ed essere noi in armonia con il nostro io e con le persone intorno.

On Air: Mari Boine – Gumpett Holvot (The Wolves Howl)

 

4 thoughts on “Joik

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