Il mio odi et amo

 

Ci sono delle atmosfere, delle note , delle pause, dei paesaggi che mi portano in uno strano stato interiore.
Ed è strano perchè quello che provo è piacere e bellezza, ma dall’altra parte odio quello che mi provocano dentro . Ci sono intervalli musicali che mi smantellano l’anima e la riducono a pezzettini, nell’ordine una 5b una 9b una 9+ una sus4 ed una 7+ ma questa solo in alcuni particolari casi.

Odio tutti gli odori e quelle connessioni mentali che alcuni brani musicali riescono a produrre riportandoti in un posto, in un luogo non luogo, interiore, lontano nello spazio tempo.
Odio quel famoso senso di mancanza, di nostalgia di infinito forse così correlato all’arte ed alla condizione umana che si scatena in questi casi.
Odio intravedere l’infinito e perderlo miseramente.
Odio sentirmi cosi’ perduto davanti alla bellezza.
Odio sentire la bellezza e ritrovare la desolazione dietro l’angolo.
Odio ogni angolo di perfezione che si cela dietro queste note perchè è lontano da quello che vedo.

Odio le memorie del domani che riesce a produrre questa parte del concerto di colonia.

Odio ognuna di queste cose e l’amo più di ogni altra cosa perchè sono queste sensazioni che ti fanno sentire vivo, ed andare oltre la tua vita.

On AIR: Memories of tomorrow, Keith Jarrett Koln Concert Part IIC

6 thoughts on “Il mio odi et amo

  1. Però devi essere felice per avere la capacità di vedere e percepire la bellezza. “Ci sono intervalli musicali che mi smantellano l’anima e la riducono a pezzettini” e questa frase mi ha ispirato tanto e in qualche mio prossimo post ce la dovrò mettere.
    Mi ha ispirato perché la sento mia, certe canzoni, anche se sono le mie preferite, non le posso sentire sempre, perché veramente mi smontano letteralmente.

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    • Ne sono felice infatti, l’odio è provocatorio, non vorrei perdere nemmeno una di quelle cose che odio. Se la metti in un post fammi sapere 🙂 Cmq si è vero la musica ha questo potere splendido, di rivoltare l’anima di chi la sa cogliere. Avevo scritto da qualche parte che se si insegnasse più musica ai bambini, il mondo sarebbe certamente un posto migliore.

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      • Ho studiato per dieci anni pianoforte ma se devo essere sincera, l’ho sempre vissuta troppo come un imposizione materna. Ciò non toglie che lo studio della musica mi abbia profondamente arricchito, mi sciolgo ogni volta che sento un pianoforte. Trovo che sia lo strumento che più di tutti mi è affine, anche solo perché ho con lui un passato. Un passato direi di amore e odio. Odio perché mi annoiavo a dover fare gli esercizi, il solfeggio e così via. Amore perché amo la musica. Forse il mio problema è che mi piace profondamente ascoltare ma non mi piace fare musica.

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      • Sono due cose diverse… hai ragione le amo entrambe. Io penaavo insegnare ad amare non come un obbligo amare l ascolto amare le sfumature amare il dolore dolce che un intervallo può procurare. Imparare a comunicare con la musica 🙂

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  2. P.S. Mi sto segnando tutte le frasi che trovo su wordpress che mi hanno colpito in attesa di inserirle da qualche parte (ovviamente farò tutti i rimandi ai blog del caso). E’ una frase che “è tanta roba” e prima o poi troverò un degno posto dove collocarla!

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