The ballad of the sad young men

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Ho passato gran parte della mia vita a non riuscire ad esprimermi completamente. Ho soppresso una parte fondamentale del mio carattere. In parte consapevolmente, in parte inconsapevolmente.

Ho sempre dimenticato chi sono, affogando i pensieri in attività ad alto impegno psichico. Studio matto e disperatissimo, lavoro oltre ogni limite. Mi sono chiesto in questi mesi perchè io lo abbia fatto, qualche risposta me la sono data.

Mi sono sempre sentito immeritevole di amore, probabilmente a causa di alcuni comportamenti disfunzionali della mia famiglia, e mi sembrava che mai niente di quello che facessi bastasse, e così mi sono consumato alla ricerca della perfezione che non generava mai quell’amore di cui avevo bisogno. Bel risultato non è vero? Ed ho passato gran parte della mia età giovane sempre alla ricerca di qualcosa da fare, dormendo 3 ore a notte, distruggendomi di lavoro.

Ho dimenticato come ci si diverte, come si riesce a giocare, non ho mai giocato davvero nella mia vita, e quel bambino in un certo senso è sempre da qualche parte insoddisfatto. Quel bambino per cui provo una gran tenerezza che passava le sere alla finestra guardando la luna, gridando “voio lunaaaa”, davvero facevo così, forse quella luce lontana rassicurante, pensavo potesse proteggermi. Non sono mai stato molto capito in famiglia e quindi sono cresciuto solo, la mia famiglia erano mia sorella e mio zio, che io trattavo come un fratello, unica figura maschile di riferimento. Sono morti entrambi ed io sono rimasto completamente solo, in parte mi sono anche sentito in colpa per essere sopravvissuto a loro ed ho sistematicamente non vissuto per quasi vent’anni, affogando tutto dentro il lavoro folle di cui alla fine poco mi importava, non sono un carrierista, non sono un arrivista, sono sempre il bambino della luna, sono un sognatore, romantico squinternato e sgangherato.

Il mio viso è diventato triste, ho difficoltà ad esprimere la gioia, ho perso l’abitudine, le labbra si sono abbassate, i bordi sono verso il basso, in particolare questo ultimo anno passato mi ha modificato i lineamenti. Il dolore puo’ modificare i lineamenti non è stupefacente? E ho difficoltà a ridere e ad essere leggero, anche se sono sempre un bambino dentro che vorrebbe condividere i suoi giocattoli con qualcuno. Ma il mondo non è fatto per queste cose, devi essere aggressivo, devi essere forte, e mostrare le proprie fragilità alle persone sbagliate può essere letale, ed è stato letale.

Intendiamoci mi sento tanto meglio, parlo, parlo tanto, ho parlato tanto anche con i miei genitori, sto elaborando le perdite, ho imparato ad accettare i miei lati oscuri, riesco anche a mostrarli, per cui non mi sto piangendo addosso, mi sono spezzato, non ho dormito per un anno, ho pianto tutto quello che potevo piangere e ne ho ancora, ho capito una marea di cosa ed altrettante ancora ne devo capire. Ma ho capito che questa vita è sacra.

Stamattina a firenze arrivando in stazione ho visto una scena di una crudeltà inumana, un piccione ferito veniva finito da una gazza, che lo beccava, mentre il piccione tentava di sopravvivere. La mia sensiblità mi ha devastato, è una scena di una violenza naturale così forte, e c’e’ un senso della vita cosi’ tremendo li dentro, ed ho pensato che questa vita è preziosa, preziosa per tutte le creature di questo mondo, e davvero la vita va resa degna di essere vissuta, usando i doni magnifici che io ho avuto. La mia sensibilità, la mia empatia, la mia capacità di provare amore, la mia capacità di leggere tra le righe, anche la mia capacità di sapermi mettere da parte quando è necessario. Le insicurezze sono la tomba delle relazioni sane, la paura ti fa concentrare su te stesso e non sulla relazione, e quello che è generico diventa tuo ed alla fine scoppia.

E così rifletto in treno di ritorno da un’altra giornata in movimento, dalle 5 di stamattina, e di cose ne sto cambiando, ed ho intenzione di cambiarne tante altre, sono determinato a vivere pienamente, con le persone che lo meritano ed hanno voglia di farlo questa vita. Cose belle ne ho tante, ma proprio tante, 4 pelosi magnifici, una famiglia che ha sbagliato tanto ma alla fine c’è sempre e che sto perdonando, una casa magnifica che è il tempio della mia anima, un lavoro che mi ha reso libero e con cui io rendo libere altre 25 persone, la mia musica, la mia empatia ed il mio modo romantico e sgangherato di vedere il mondo. Continuo a volerla quella luna.

E questa canzone l’ho sempre sentita mia, da Keith Jarrett a Joni Mitchell, con quell’ultimo verso lunare.Misbegotten moon, Shine for sad young men.

C’è della bellezza anche nella malinconia, e nella tristezza, basta non rimanerci intrappolati e vedere la bellezza di cui siamo circondati e riuscire a ridere con qualcuno di se stessi e della follia che è questo mondo.

Sing a song of sad young man
Glasses full of rye
All the news is bad again so
Kiss your dreams goodbye

All the sad young men
Sitting in the bars
Knowing neon nights
Missing all the stars

All the sad young men
Drifting through the town
Drinking up the night
Trying not to drown

All the sad young men
Singing in the cold
Trying to forget
That they’re growing old

All the sad young men
Choking on their worth
Trying to be brave
Running from the truth

Autumm turns the leaves to gold
Slowly dies the heart
Sad young men are growing old
That’s the cruelest part

All the sad young men
Seek a certain smile
Someone they can hold for a little while
Tired little girl does the best she can
Trying to be gay for her sad young man

While the grimy moon
Watches from above
All the sad young men
Play of making love

Misbegotten moon
Shine for sad young men
Let your gentle light
Guide them home tonight
All the sad young men

22 thoughts on “The ballad of the sad young men

  1. Mi sono ritrovata in tante, troppe cose che hai scritto. E nel tempo di leggerti ho ripercorso il viaggio che ho fatto io, a mio tempo. Rimettere insieme i pezzi non è mai facile, per certi versi quella voglia di giocare l’ho persa tanto tempo fa anch’io. Dicono “divertiti” e tu neanche lo sai da dove bisogna cominciare… Forse su quello ci devo lavorare ancora un po’ ma per il resto… ho ricomposto quel puzzle a modo mio e forse ora l’immagine che ne risulta è diversa ma è “me” e mi piace. Questo solo per dirti… goditi il viaggio di rimettere assieme quei pezzi e non temere se non riconosci il risultato, sicuramente lo riconoscerà il bimbo che voleva (e tutt’ora vuole) la luna! 🙂

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  2. Mi sono lasciata andare nell’ascoltarti. La luna ha da sempre affascinato anche me. A volte addirittura mi pareva vederla sorridere benevola. Non so, credo sia la sua aura. Mi piace leggerti. Ti dirò una cosa che ti sembrerà banale: nessuno di noi ha diritto di non essere amato. Si deve pretendere non dico per forza l’amore ma quel gesto di benessere verso noi stessi che ci dia la possibilità di metterci in relazione con gli altri in modo diverso. Un’apertura di cuore e di sensibilità. Ma tu di sensibilità ne hai già tanta 🙂
    Posso chiederti una cosa? Che cosa significa la parola Misbegotten?

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  3. Anche in me, da qualche parte , c’è una bambina che viene fuori ogni tanto……quando la lascio libera…….e sono contenta di questo…..molto…..viene fuori tutta la mia sensibilità, la mia voglia di fare, di reiventarmi, di andare sempre avanti, a volte come se nulla fosse mai accaduto, perché la voglia di vivere e di farlo al meglio è sopra ogni cosa…….musica incantevole che esprime esattamente tutto ciò che hai scritto!

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  4. Queste tue parole le faccio mie, nel senso che in qualche modo parlano anche di me. Secondo me bisogna arrivare a non sentirsi inadeguati rispetto al mondo che ci circonda, anche se non ci sentiamo capiti. E’ come se ci portassimo dietro una sorta di fardello con il quale dobbiamo convivere che però può smettere di diventare fardello e diventare, in qualche modo, il nostro punto di forza.
    Mi rendo conto che spesso riesco a vedere al di là delle cose, al di là delle apparenze. Non sempre è facile convivere con questa cosa però penso che in fondo è anche un dono e l’incomprensione delle persone, di loro stesse e degli altri, è una delle tante cose con cui devo convivere, serenamente.

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