Englishman in new york

Quello che adoro della musica è che esistono infiniti punti di vista e sono tutti leciti e legittimi, e non puoi mai dire che un punto di vista sia quello giusto.

E ci sono canzoni che ti sembra impossibile che possano essere riviste da qualcuno in modo completamente nuovo, addirittura senza il testo, eppure la musica ha questo potere. Se nel mondo si insegnasse a tutti i bambini la musica, avremmo meno conflitti, meno frizioni, saremmo più gentili,ascolteremmo di più gli altri, riusciremmo a parlare senza coprire gli altri, la musica è un potente linguaggio universale che taglia le culture, la conoscenza ed arriva dritto al centro dell’anima. La musica è cura, la musica è vita, la musica è qualcosa di intimo e speciale per gli esseri umani, lo abbiamo dimenticato e dobbiamo riprenderlo.

Nell’ottocento un uomo di cultura si riconosceva per la sua profonda conoscenza della musica e delle arti ormai un uomo di cultura è ridicolizzato in quanto inutile alla produzione di ricchezza. E invece l’indice di felicità emotiva dipende molto dalla parte spirituale. Il nostro mondo sta diventando arido perchè non valorizza la bellezza, quella profonda delle arti ed in particolare della musica.

Divago sempre, tutto questo discorso per raccontare la meraviglia che ho provato ascoltando questa canzone indissolubilmente legata alla voce di Sting, arrangiata per orchestra jazz, atmosfere metropolitane, fumi dai tombini, notte,  e reminescenze del passato che si riverberano negli echi della tromba.

Sostituzioni raffinate, sospensioni impietose, angoli scuri … ecco questa è la versione di Lars Danielsson e Julian & Roman Wasserfuhr. Raffinatezza scandinava, atmosfere jazz, tradizione europea.

Questa è la magia della musica, un’altro punto di vissta, un’altro angolo di una canzone bellissima e malinconica svelata da musicisti aperti.

5 thoughts on “Englishman in new york

  1. Proprio stasera non mi si apre bene youtube. Che sfiga. Però leggendoti ti do ragione sul valore che ha la musica nella formazione di ogni individuo. La musica è ascolto, anche di sé stessi 🙂

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