Nothing compares 2 U

«Così ho messo tutto a posto. Sulla pagina, almeno. Dentro di me tutto resta come prima.»
Italo Calvino, “Il castello dei destini incrociati”

Dovevo andare a Napoli ieri sera, ma ero stanco, un po malandato, e la mia gatta più piccola non è molto in forma nemmeno lei. Ed ho tergiversato, ripensato ed alla fine non sono partito.

Oggi mi sono dedicato un giorno a me stesso, non che la sensazione sia particolarmente piacevole, ho mal di testa, sono un po frastronato, la sensazione è proprio quella di aver messo tutto a posto, sulla pagina, ma dentro di me ci sia sempre lo stesso casino.

Non so perchè questa sensazione si sia scatenata oggi, non lo capisco o forse non lo voglio capire, mi sento un po disorientato, ho voglia di smontare tutto, e rimanere con niente, lasciare andare tutto il superfluo e rimanere a contemplare il vuoto.

Ho passeggiato sul viale, guardando fuori, non riconoscendo molte delle cose che vedevo, guadare e non vedere. L’equilibrio è precario, fittizio ed instabile. Essere fragili sembra sia la più grande colpa del nostro tempo, si perdona tutto, ma non la fragilità.

Questa canzone già bellissima nella versione originale di Prince, diventa insopportabilmente bluesy, gospel in questa versione di Jimmy Scott, ogni sillaba ha un significato, ogni respiro, ogni nota. Dolore, mancanza, blues. Ci sono interpreti che rendono proprie le canzoni che interpretano, più degli autori, questo è certamente uno di quei casi, immensi e fortunati.

 

10 thoughts on “Nothing compares 2 U

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