Pasqua

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La mia maledizione è la sensibilità, sento, vedo, basta una piccola curva su un volto e sento chiaramente che c’è qualcosa che non va. A volte ignoro quello che sento, ma tanto poi le cose vengono fuori.

A volte davvero sembra non ci sia pace per me, c’è una maledizione quasi come se non meritassi di stare bene. Venerdì passeggiavo, tranquillo, sereno con una sensazione addosso che si avvicinava alla felicità, ho trovato questi due cigni, lei che covava lui che proteggeva la sua compagna. L’ho trovata un immagine di una tenerezza estrema, li ho invidiati, perchè per loro il senso della vita e forse anche dell’amore è chiaro e semplice.

Noi ci incasiniamo la vita con proiezioni, fantasmi, prigioni mentali, eppure questa volta ho tenuto lontano tutto quello che potesse interferire con il momento e la verità,

Passato, proiezioni, aspettative, le ho tenute per quanto umanamente possibile fuori dalla porta, ho solo aperto il cuore, allargato le braccia, fatto un respiro e mi sono tuffato sperando che giu’ l’acqua fosse abbastanza profonda da non batterci la testa.

Sono ancora in volo ( e sento una gran tristezza).

Nella mia anima c’è un cane enorme che sbadiglia e muove piano la coda
Lasciatemi solo, voi non mi chiedete non so dove andrò
ma questa Pasqua non la scorderò.

Ivan Graziani Pasqua

38 thoughts on “Pasqua

  1. Essere sensibili è positivo solo quando ci fa stare bene. Poi diventa martirio. Questo non vuol dire che bisogna essere diversi da quello che si è ed andare contro la nostra natura, perché anche così staremmo male. Occorre dare il giusto peso alle parole, ai gesti, alle sensazioni .
    Se trovi la “chiave giusta” fammi un fischio..non ho usato il plurale a caso

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  2. E’ sempre una continua ricerca di equilibrio, ne so qualcosa, direttamente e per via di mio figlio. Hai ragione, è un dono e qualche volta può essere una maledizione, una corazza impedirebbe di sentire ma esporsi troppo può significare lasciarsi attraversare come se fossimo trasparenti, peggio, come se non esistessimo, o come se i nostri confini potessero essere oltrepassati senza preoccuparsene, come se quello che proviamo non avesse valore, mentre non è così, ma dobbiamo essere noi a darglielo.

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