Paint my heart red

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La vita ti mette davanti tanti pezzi di un puzzle, occorre essere svegli e consapevoli. Mi ha fatto vibrare le corde dell’anima l’affermazione : “Lei ha passato due anni pericolosi, di forte violenza psicologica”. Io non mi rendevo conto, pensavo anche di essere io sbagliato, di essere io a meritare quella situazione. Ho trascorso 9 anni della mia vita in letargo, certo anche il letargo ha la sua funzione e probabilmente la sua funzione il letargo l’ha espletata.

Ed un cambiamento deve esserci stato davvero se così tante persone più o meno vicine lo percepiscono e me lo dicono, chi ci sta dentro i cambiamenti non li vede, io ho passato l’ultimo anno e mezzo a demolire le mie certezze, a scartavetrare nel dolore la mia anima, per capire dove fossi finito io che non riuscivo più a ritrovare. Non ho finito, non ancora, e mai come in questo periodo ascolto dentro di me e sono veloce a svelare gli inganni, quelli che la mia mente ha sempre costruito come protezione. Un truman show personale che mi faceva vivere in una perfetta sfera di un mondo apparentemente soleggiato, mentre fuori c’era il buio, il vento e la pioggia, che sono entrati tutti di un colpo il 9 gennaio del 2016 nella mia vita, con una violenza che non riuscivo a capire.

Vuoti riscoperti, vuoti ritrovati, vuoti svuotati, e se ho fatto una cosa giusta è stata quella telefonata dopo aver pianto per giorni, trovando la forza di affidarmi a qualcuno che potesse aiutarmi a trovare un senso per tutto quello che non capivo e per quel dolore che mi ribaltava i punti cardinali, mi sconquassava il cuore tritandolo.

“Sono finito in un tritacarne emotivo”, ho inizato così parole dure, parole crude, sanguinolente, ma così era ridotta la mia anima sanguinolenta, desertificata. E poi le cose piano piano sono venute fuori, ho capito che a volte le relazioni sono tossiche, non per colpa di qualcuno, lo sono e basta, ferite permettono ad altre ferite di entrare e depredare inconsapevolmente. E le persone sensibili spesso diventano vittime inconsapevoli di carnefici inconsapevoli in un gioco che vede anche scambiarsi i ruoli. Ma quando si parla di vittima e carnefice non si parla di amore, si parla di rifiuti tossici che devono venire fuori.

Ed in un modo inaspettato, ho permesso a qualcuno di entrare in territori inesplorati, con tranquillità senza struggimenti romantici, con leggerezza, con consapevolezza. Ho portato qualcuno nelle stanze più intime della mia anima dove nemmeno io avevo avuto bene il coraggio di andare. Ed invece di sprofondare nella tenebra, si sono accese le luci, e c’era ben poco di cui avere paura. Altra cosa che ho imparato, quando le cose le dici, allora esistono ed acquistano un limite, se non ne parli, si ingrandiscono a dismisura e prendono tutto lo spazio che possono virtualmente infinito, riempendosi di significati che non hanno.

E mi ritrovo a vedere indietro e capire quante volte la vita mi abbia dato possibilità, in tutti i campi, alla fine quello che ho ricevuto è di gran lunga superiore a quello che ho perso. Non è un bilancio su una stadera, alcune cose un peso non lo hanno e sono insostituibili, ma se dovessi fare un bilancio di opportunità, ne ho sempre avute, a volte le ho viste e le ho rifiutate per paura del cambiamento a volte la mia introspezione me le ha fatte perdere.

E siamo umani, non vorremo fare del male, ed a volte lo facciamo, proprio alle persone cui vorremmo farne di meno, non ci sono colpe, per non fare del male bisognerebbe non vivere, ma se non si vive, non si fa del male ma non si riceve e non si gode del bene. E le scelte, le scelte cazzo sono sopravvalutate, perchè nel delirio di onnipotenza in cui viviamo immaginiamo di averne infinite, e sceglierle riduce le possibilità. Invece le scelte non sono infinite, ne abbiamo, a volte ci sembra di averle ma non ne abbiamo, sono scelte paradossali e sicuramente dietro una scelta non c’e’ una strada giusta ed una sbagliata, c’è un’altra strada, con le stesse incognite dell’altra. E non bisogna punirsi per quel male, anche con le migliori intenzioni la vita quel male lo porta con se, e l’ho imparato fin troppo bene, dal male più terribile qualcosa di buono si può imparare, impara chi vuole farlo e chi ne ha la possibilità.

E la verità è sempre la strada, quello che siamo, se riusciamo ad accettarlo anche quando non sembra possibile da accettare, c’è sempre qualcuno che lo accetta con noi. Mi sento spontaneo, vero, autentico, mi sento anche in grado di dire dei gran no se le cose che percepisco non sono quelle che sento vadano bene per me.

“La ringrazio perchè mi ha aperto il suo cuore, sento tanta verità nelle sue parole”, credo sia la cosa più bella che qualcuno mi abbia detto, quel cuore io l’ho aperto per primo a me, schiantandomi di dolore, piegandomi letteralmente in due, per vedere tutto quello che non volevo vedere, abbagliato dal riflesso di anni di incuria. E quel dolore lo sto trasformando goccia dopo goccia in qualcosa di utile, non so dove mi porterà, le aspettative le lascio da parte, dopo la tempesta, vedo un cuore rosso battere, dipinto, dietro tutti quegli strati di pietra, dietro quella tempesta radioattiva, c’era un cuore, che timidamente continuava e continua a fare il suo lavoro. Lo stimo, perchè in un qualche strano modo ha continuato a battere incurante di quello che succedeva intorno, dei rami che si spezzavano, delle ossa che si frantumavano, della mia anima che volava via in pezzi. Piccolo delicato cuore, ha continuato a fare il suo lavoro, sporco, continuando a battere e pompare energia e forza, anche quando sembrava non ce ne fosse più.

Ho imparato che non si può aiutare nessuno se non se stessi, con la sindrome dell’infermiere ho finito, ho sottovalutato quelli che erano problemi psichiatrici gravi, lasciandomi invadere ed alla fine sono stato travolto io, trascinato in qualcosa che avevo sottovalutato, pur intuendone la portata. Ognuno è artefice della sua fortuna, della sua realizzazione, della sua voglia di curarsi. E per cura non intendo qualcosa di intangibile o medicale, intendo la cura interiore, la cura del proprio focolare vitale. Qualcuno affianco può riscaldare l’anelito vitale, può mitigare le stanze, ma la forza per sistemare, per fare i conti con noi stessi, è responsabilità individuale.

E questo post e questo brano bellissimo di Keith Jarrett, lo regalo a quel piccolo cuore rosso, che sto riscoprendo, al centro del mio petto, piccolo ma forte e sano, capace di mantenere il centro nel buio più totale della notte più scura, e lo regalo anche  ad un’altro cuore che sto scoprendo con tanta calma e serenità che mi sta spingendo a vivere con la semplicità dei momenti, senza angelicazioni e dannazioni, senza fantasmi del passato che distruggono la bellezza del presente. Ed alla fine sento pace, amore per chi non è riuscito a seguire la mia strada, ed anche se ha bombardato tutti i ponti con la grazia di uno stormo di bombardieri tedeschi, per distruggere qualsiasi collegamento e qualsiasi traccia di umanità, io quei ponti li ho ricostruiti, più belli di prima, più forti di prima senza traccia di risentimento, senza traccia di ostilità, pietra dopo pietra, e li percorro, lasciandoli aperti, senza paure, che la guerra è finita.

15 thoughts on “Paint my heart red

  1. “Altra cosa che ho imparato, quando le cose le dici, allora esistono ed acquistano un limite, se non ne parli, si ingrandiscono a dismisura e prendono tutto lo spazio che possono virtualmente infinito, riempendosi di significati che non hanno.”
    … è proprio così. E a volte basta anche solo scriverle su un foglio, le nostre angosce, per poterne vedere i contorni, non trovi?

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  2. E’ intensissimo questo post, “Ed in un modo inaspettato, ho permesso a qualcuno di entrare in territori inesplorati, con tranquillità senza struggimenti romantici, con leggerezza, con consapevolezza. Ho portato qualcuno nelle stanze più intime della mia anima dove nemmeno io avevo avuto bene il coraggio di andare. Ed invece di sprofondare nella tenebra, si sono accese le luci, e c’era ben poco di cui avere paura.” E’ qualcosa che ho vissuto anch’io direttamente, una fatica immensa ripagata da una sensazione stupenda. E Keith Jarrett… wow…

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    • Ah Alexandra, questo brano di keith jarrett non è molto noto, lo ha portato in giro nei solo concert di inizio anni 80 e tra il 95 e il 96, in particolare in italia. Poi niente più, tranne una traccia nel 2006 dove lo ha risuonato, che mistero, io credo sia una delle cose più belle che ha scritto e suonato. E’ un brano di un intensità cos’ forte, e di un benessere potente, salvifico quasi. Si chiama paint my heart red o mon coeur est rouge. Io penso che sia così perchè per suonarlo serve una particolare ispirazione emotiva, che non è sempre disponibile, ed è il motivo per cui l’ho scelto, mi ha sempre “devastato” ascoltarlo dalla prima volta. E’ come se dicesse, guarda che bellezza c’è nel mondo, con un velo di nostalgia, di quella bella, che rende anche quel piccolo dolore qualcosa di emozionante e bello.

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  3. Ogni mattina, dopo che i miei familiari sono usciti di casa per la scuola e il lavoro, apro WordPress e mi dedico alla lettura dei blog che seguo: è un momento che mi ritaglio prima di tuffarmi nella frenesia quotidiana. E devo dire che è sempre bello leggere i tuoi post ed ascoltare i brani musicali, ma oggi è stato davvero magico …

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  4. Un applauso a quel piccolo grande cuore che ha continuato a credere quanto la vita fosse comunque degna di essere vissuta, nonostante la cattiveria gratuita, gli attacchi mirati, la delusione che devasta, quella che ti fa credere di essere niente. Quel cuore che ancora ha la voglia di dire di SÌ ad un altro cuore che, pazientemente, sa come stargli accanto. W la vita, sempre e comunque. Grazie per questo post.

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  5. Qualcuno affianco può riscaldare l’anelito vitale, può mitigare le stanze, ma la forza per sistemare, per fare i conti con noi stessi, è responsabilità individuale.
    Questa frase mi ha colpito molto come mi ha colpito leggerti così. Non so se la sento io ma c’è una particolare serenità nelle tue parole. Come se avessi faticato molto per conquistare questo tuo nuovo essere ma anche come se l’avessi cercato con tutte le tue forze. Molto bella la canzone. Ti auguro cose belle!!! Lila

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