Tristano ed Isotta

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Io non sono di qui. Non appartengo a questa terra dove sono nato; e nella vita si impara, impara chi vuole imparare, che nessuno appartiene alla terra dov’e’ nato, dove l’hanno messo al mondo. Che nessuno e’ di nessun posto. Alcuni cercano di mantenere l’illusione e si costruiscono nostalgie, sensi di possesso, inni e bandiere. Tutti apparteniamo ai luoghi dove non siamo stati prima. Se esiste nostalgia, e’ per le cose che non abbiamo mai visto, per le donne con cui non abbiamo mai dormito, e per gli amici che non abbiamo avuto, per i libri non letti, per i cibi nella pentola ancora non assaggiati. Questa e’ la vera e unica nostalgia.

Paco Ignacio Taibo II – Ombre nell’ombra

Credo che nel preludio di Tristano ed Isotta di Wagner, interpretato da Bernstein ci sia tutta la nostalgia di vita che è raccontata qui sopra. La nostalgia per le cose che non sono ancora avvenute, e non per quelle passate. La nostalgia di infinito, quella che risuona nei violini del preludio.

Che succedono cose strane, aperture non previste e non volute, paesaggi inesplorati, notti insonni, sguardi, tocchi e incroci, risate e pianti. Con lentezza, senza esagerazioni e senza angelicazioni o dannazioni. Non dimentico, non allontano, includo e rendo onore alla bellezza che so esserci stata.

E mi riscopro spontaneo, nudo, senza barriere, lascio entrare nelle stanze più intime nonostante quel dolore al centro del petto. E scopro che i mostri che pensavo le popolassero sono dei cucciolotti, che si lasciano coccolare e prendere in giro e trovo la stessa disponibilità a farmi entrare senza finzione nella realtà più cruda e vera.

Ed è strano sentirsi e non definirsi, sentire di essere quello che non sapevo di essere, o meglio avevo dentro di me da qualche parte ma non riuscivo a far uscire. E forse tutto questo dolore a qualcosa è servito e serve, e tutte le battaglie da solo, sul lettino, a casa, sono servite a qualcosa, un cambiamento è avvenuto, un cambiamento in cui ancora non mi riconosco ma che è un dato di fatto, esiste e non posso far finta che non esista. Impara chi vuole imparare.

E quello che succede nel presente viene dalla luce del passato, guardarsi oggi significa percepire la luce di quello che non è più, e quello che non è più fa vivere il presente.

E sento quella nostalgia per la vita, una nostalgia positiva, fatta di presenza e desiderio, fatta di verità e semplicità. Se mai fossi in grado di esprimere le sensazioni che provo, forse sarebbero vicine a quelle di questo Tristano ed Isotta. Sono un anima inguaribilmente romantica, idealista ed appassionata. E forse sto imparando a capire che questa è la mia salvezza non la mia dannazione.

(PS, io credo davvero che questo preludio sia tra le pagine di musica più belle mai scritte da un essere umano, e credo l’interpretazione di Bernstein le renda ancora più belle)

17 thoughts on “Tristano ed Isotta

  1. La musica è stupenda, ed il post molto bello in questo tuo riscoprirti pian piano in qualcuno che avevi dimenticato di essere…..un percorso difficile e doloroso, ma ne vale la pena….anche il dolore serve, buona domenica 🙂

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  2. Mi sorprendo ogni volta nel leggerti. Adoro quel preludio e le tue parole di oggi le sento tanto miei, come stessi vivendo la stessa sorpresa nel cogliermi in divenire senza ancora ben capire dove e a cosa porti tutto ciò. Mi piace davvero tanto leggerti e ascoltare la tua musica.

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