Exit music (for a film?)

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Cammino per strada, il tempo è strano, quello metereologico e quello interiore. C’è stato vento forte stanotte, il vento spazza via le cose, il vento mi piace e mi rende inquieto.

Cammino la testa rivolta verso l’alto, mi è sempre piaciuto guardare le luci degli appartamenti che si accendono di sera, vedere la vita che si svolge lentamente da una stanza all’altra. Immaginare la vita oltre quelle luci, calore, dolore, piacere, routine. Guardo un attico che non avevo mai visto, belle luci, belle piante, chissà quella vita come si svolge. E viviamo guardando le vite degli altri, ipocriti, ci aggiriamo ben pensanti per le strade, giudizi, che nascondono fragilità, segreti, pensieri inconfessabili, e fingiamo tutti una vita regolare, fatta di media, fatta di normalità.

Quanto mi fa ridere il concetto di media, woody allen in un film, non ricordo quale derideva la media, se ho il culo in forno e la testa nel congelatore in media sto bene, ma sto morendo, ecco sagace, la media, la normalità fanno morire.

Mi sono trascinato per anni, con il mio fardello, con la mia vita interiore inespressa, guardando quelle luci, invidiandole e non vedendo le luci che si accendevano e si spegnevano nella mia casa. E quanto ci uccidono fin da piccoli, rendendoci schiavi, schiavi della media, sopprimendo ogni pensiero che non sia conforme al pensiero comune.

Ci proiettano pensieri, assurdi, l’anima gemella, l’amore eterno e questa constatazione non è cinica o rabbiosa è realista. E’ come per l’universo ma è mai possibile che in un universo fatto di miliardi di stelle e galassie, non esistano altri pianeti abitati? E quante persone conosceremo noi nella nostra miserabile vita, qualche migliaio? E come diavolo possiamo pensare che esista l’anima gemella, magari esiste ma sta dalla parte opposta del globo o su un esopianeta e non la troveremo mai, incrociamo persone proiettando questi pensieri che ci hanno iniettato da piccoli, a piccole dosi costanti, e ricerchiamo le figure che ci hanno fatto vedere per prime come girava il mondo, i genitori, i parenti, l’ex stronza e non lasciamo liberi noi stessi e gli altri di trovare noi ed essere se stessi, nascosti dai pudori, dalla critica, dalla vergogna, dalla fragilità, e ci distruggiamo facendo esplodere gli altri. Ed in un universo in cui nulla è eterno, ci ancoriamo alle nostre idee romantiche di eternità, per sempre, quando il per sempre non è un concetto contemplato in natura e l’uomo che è animale incostante per definizione, animale che distrugge praticamente tutto quello che tocca, immagina con questa formula di poter purificare se stesso nobilitando almeno una parte della sua vita. Non sono cinico, mai stato meno cinico di ora,vedo le cose, le capisco, continuo a proiettare, continuo a saccheggiare gli ideali romantici, lo sturm und drang, rendendomi conto che non è altro che una proiezione, una uscita di sicurezza, per rendere tollerabile quello che non può essere tollerato.

Sono appesantito, ma non è la vita che mi ha appesantito, sono io che mi sono appesantito, dentro di me ho sempre avuto passione, passione forte compressa fin da piccolo, mi hanno insegnato a tenerla dentro, che la passione fosse un male, che l’arte fosse il male, sull’amore nemmeno sto a raccontare, perchè i modelli che ho avuto mi hanno proprio bombardato l’anima e ci voleva l’atomica per mandare tutto in frantumi e provare a ricominciare da dove non avevo capito un cazzo.

Le luci negli appartamenti fuori, continuano a piacermi, ma non le invidio, le guardo con curiosità, curiosità umana, inizio a vedere le luci che si accendono dentro di me, le guardo come un gatto con la testa inclinata e la coda a punto interrogativo, ancora non le capisco bene, ma sento che sono calde, e sento che non c’e’ da aver paura pure di quelle che si stanno accendendo in quelle stanze che pensavo abitate dai mostri.

Nè divieto mi annulla nè l’imperativo mi plasma nè il nome mi contiene

Dissemino le stelle intorno al mio corpo
comunicando con ogni fibra sensibile, con ogni cellula:
che cosa sono il nome, il verbo, l’identità?
Né il divieto mi annulla
né l’imperativo mi plasma
né il nome mi contiene.

Wafaa Lamrani – Forma di probabilità

Exit Music…. (is this a film?)

 

15 thoughts on “Exit music (for a film?)

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