Lost in translation

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Potrei attivare una rubrica, cronache da una stazione di servizio, viaggio così tanto, in macchina, in treno, in aereo.

Erano mesi però che cercavo di non rimanere fuori casa, dormire fuori quest’anno mi procura ansia, il motivo è semplice e forse stupido. Quando da qualche parte nel mondo mi sentivo a casa, stare fuori mi faceva stare bene, avevo un posto in cui tornare, ed un pensiero bello da accarezzare quando stavo fuori. Ora che non mi sento a casa da nessuna parte, naturalmente quando sono completamente fuori casa, si acuisce il malessere ed il senso di essere veramente apolide.

Le stanze di albergo non aiutano, la vita in viaggio ricorda quella di lost in translation.

La vita fuori dal proprio spazio ha un fluire strano. La vita nelle hall degli alberghi è sospesa tra jazz da hall, luci soffuse, uomini d’affari, coppie innamorate. Io galleggio in questi spazi, cercando sempre la mia dimensione, e mi sento come in lost in translation, mi guardo intorno, solo, cerco la mia scarlett johansson, ma io non ho la visione di sofia coppola, guardo irrisolto, vagamente sbronzo e disilluso le lucine intorno a me, cercando una buona ragione per trovarmi in quel punto dello spazio tempo. Ma una ragione valida non la trovo, tutto questo affanno non mi appartiene, mi è faticosa questa vita, perchè non è quello che desideravo, sempre più mi sento circondato, assediato, minacciato. Intorno si recita a soggetto, ognuno fa la sua parte, nel bene e nel male, io faccio la mia, con sempre maggior tristezza e fatica. Non sento più gli odori, non mi emoziono, in una parola non vivo ed i giorni passano tutti diversi e tutti uguali, alle prese con queste inutili beghe, mentre la vita vera scorre altrove, mentre sono impegnato in questi inutili e ridicole beghe.

Oh, I’m so into you
Whoo-hoo
When you walked into the room
There was voodoo in the vibes
I was captured by your style
But I could not catch your eyes
I don’t wanna leave.
So don’t. Stay here with me.
We’ll start a jazz band.
I am so into you, baby

Good night.
Good night. OK. Good night.

OK.
Good night.
OK.

2 thoughts on “Lost in translation

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