It’s not easy being green

Sono fermo in una stazione di servizio, mi riposo qualche minuto. Sono partito stamattina alle 5.30 direzione Milano, meeting importante di quelli che cambiano le cose. Il mio interesse per la faccenda è abbastanza marginale, probabilmente proprio per questo le cose andranno bene, probabilmente il mio disinteresse dall’esterno viene visto come un “tirarmela” e magicamente l’arroganza nella vita paga in quasi ogni ambito.

Mi chiedo spesso come mi vedano dall’esterno, io vivo nascosto, vivo per cercare di non farmi scoprire e vedere, probabilmente sembro anche sicuro di me, un po squinternato, ma nel mio lavoro, alla fine il cambiare il campo di gioco è un bene, alla fine li lasci incerti se sei un genio o un coglione.

Divago, eccome se divago, quello che vorrei scrivere per il momento è meglio se non lo scrivo, potrebbe essere troppo cinico pure per me, io mi sento verde, non romanticamente come Kermit, ma proprio verde, difficilmente adattabile a questa vita, ma non per mancanza di capacità o mancanza di qualcosa, per eccesso di sensibilità. Piccoli particolari che per una persona qualunque non hanno importanza, per me diventano fonte di ansia atroce, figurarsi poi le vicende a cui tutti noi umani siamo inevitabilmente soggetti.

It’s not easy being green.
It seems you blend in with so many other ordinary things.
And people tend to pass you over ‘cause you’re not standing out like flashy sparkles in the water-or stars in the sky.

Io un po così mi sento a volte per scelta a volte perche’ cazzo se sei verde, in generale la gente non ti nota. Se mi guardi per strada, non capisci e non immagini che lavoro faccio, non puoi nemmeno immaginare che vita interiore burrascosa mi trascino dietro in ogni singolo momento della santa giornata.

Ma alla fine io non vorrei essere tanto diverso da come sono, ovvero vorrei imparare ad accettare tutta una serie di cose, e soprattuto a non soffrire così tanto per eventi che non sono sotto il mio controllo. La vita è un maledetto gioco a perdere, da quando nasci, inizi a perdere vita, e perderai tutto, acquisirai cose, che inevitabilmente perderai, non è cinismo è il secondo principio della termodinamica, inevitabilmente il disordine cresce, bisogna essere sereni, le perdite ci sono per tutti, perdiamo amore, perdiamo soldi, perdiamo salute ed alla fine perdiamo anche la vita. La vita è meno imprevedibile di quello che dipingiamo, la vita prevede tappe abbastanza uguali per tutti, anche in questo caso non è cinismo, è che l’0rdine sociale è basato su regole abbastanza rigide.

In statistica c’e’ il concetto di outlier, un valore tra molte misurazioni anomalo, troppo distante dalle altre osservazioni. Il nostro ordine sociale tende a sopprimere (come la statistica) gli outlier dalla nascita, se sei distante o ti riporti in riga o vivi ai margini.

Effettivamente ho divagato un bel po, ed è un post un attimo sconclusionato, ma forse molto più lucido di quello che sembra. La verità è che non è per un cazzo facile essere e sentirsi verdi, non è un colore attraente, non è un colore che risalta, bisogna amare questo essere verdi per farlo diventare qualcosa di bello. Non è un compito facile visto che da quando sei nato, vieni sistematicamente costretto ad assumere altri colori, oppure a considerare altri colori come più adatti e normali.

When green is all there is to be
It could make you wonder why, but why wonder? Why Wonder, I am green and it’ll do fine, it’s beautiful!
And I think it’s what I want to be.

 

22 thoughts on “It’s not easy being green

  1. Il verde, caro Anam, è il colore del chakra del cuore, Anahata, e guarda caso è ciò che traspare da ogni nota che esce dalle tue mani e dal tuo essere quando suoni il pianoforte e quando scrivi ciò che scrivi.
    Il verde è un colore meraviglioso, lo smeraldo è vita. Viriditas diceva Hildegarde Von Bingen.
    Concordo con te: la vita è veramente prevedibile, ed è proprio per questo che viverla sul serio comporta una dose di scelta profonda che in pochissimi sanno veramente compiere. Scegliere di vivere equivale a scegliere di amare comunque vada – sea lo que sea – altrimenti ha alcun senso.
    Passa per Mantova a mangiarti un risotto visto che sei in zona 😀

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