A medida da paixão

saudade

Ho dormito frammentato stanotte, alle 7 ho aperto gli occhi richiamato dal temporale che sta cadendo sulla città. I temporali mi hanno sempre fatto un effetto strano, da una parte mi generano inquietudine, dall’altra mi fanno sentire fortunato, perchè sono al riparo sotto un tetto, circondato da felinità varia.

Mi sono alzato, sono andato lentamente in cucina ho preparato un caffè, l’ho bevuto guardando il temporale dalla finestra, immerso nei miei pensieri che si svegliano anche prima di me, ma temo non vadano proprio a dormire loro.

É como se a gente
Não soubesse
Prá que lado foi a vida
Por que tanta solidão?

E não é a dor
Que me entristece
É não ter uma saída
Nem medida na paixão

Continuo a fare sogni strani, stanotte ho dormito in affanno, ho sognato la storia di un poveretto (io la guardavo in terza persona come se fossi uno spettatore) che cercava di scappare a tutti i costi dall’essere buttato nella spazzatura, si era addormentato in un cassonetto e di li è iniziata un’avventura micidiale per scamapare allo stritolamento. Chiarissimo per me il significato, il cervello è un sottile generatore di metafore, probabilmente conosce quanto siamo bravi a non voler vedere le cose e di notte, quando abbassiamo la guardia, inizia a mandare i suoi messaggi.

Poi ho sognato di lasciare un giradischi in mezzo ad un bosco, con un disco di Jan Garbarek che andava, e li ero in prima persona, e quel disco magicamente riempiva di musica una parte incredibilmente lunga di strada.

Foi!
O amor se foi perdido
Foi tão distraído
Que nem me avisou
Foi!
O amor se foi calado
Tão desesperado
Que me machucou

Insomma guardavo la pioggia, bevevo il caffè e riflettevo su questi sogni, che poi i messaggi ormai li conosco, sono solo vagamente stanco, e probabilmente la cosa peggiore è che mi sento triste. Sono tornato a letto ed ho dormito ancora un paio d’ore sempre frammentato, agitato, inquieto e mi sono risvegliato come se fossi finito sotto un camion, più stanco di prima.

Continua a piovere, piove, il cielo è grigio cenere, a tratti scuro, a tratti virante verso il cobalto, il silenzio della domenica è ancora più silenzioso interrotto solo dagli scrosci d’acqua o da una macchina che rompe l’acqua sulla strada.

Rimango ancora un po a letto, mi stringo sotto le coperte.

Lascio una mia versione di Medida da paixão ed una versione sublime di Lenine con una bassista africano che amo Richard Bona, il momento in cui lui inizia a cantare ha del mistico, si sente tutta l’africa ed un richiamo fortissimo di nostalgia. Lenine è credo tra i più grandi compositori brasiliani viventi.

E qui la versione di Lenine, anche in questo caso l’espressione di Lenine mentre ascolta Richard Bona, racconta di emozione, di vera bellezza.

12 thoughts on “A medida da paixão

  1. Hai ragione, sia in questo come nell’altro video traspare l’amore per la bellezza e la musica che prevale su tutto nello sguardo di ammirazione e compiacimento del collega….di fronte alla bravura e alla bellezza…..senza alcuna traccia di invidia o risentimento…..questa è l’arte e la vera musica 🙂

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  2. Visioni oniriche, luci e ombre, sogni e realtà, vuoti a rendere, bellezza nascosta tra le note: sento ancora una volta le tue parole incredibilmente vicine. Saudade. Una struggente coincidenza.

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