L’estetica dell’imperfezione (Under the sun)

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Chagall – Jacob’s battle with an angel

Cielo grigio, percorro la stessa strada verso il lavoro molti giorni, i sensi all’erta, ascolto, guardo, penso. La superstrada scorre ed io non sono realmente li.

I walk the same road to work each monday
I sleep not to dream but to forget the sunday

Mi chiedo spesso cosa renda qualcosa  unico, bello, irripetibile. E credo la caratteristica fondamentale che riesce ad emozionarmi sia l’imperfezione. L’imperfezione è quello che rende le cose, l’arte e le persone uniche.

cause i can’t keep figthing the same battles
more has been lost and has been found

Non mi succede spesso, però alle volte capita, ascoltando della musica che io  rimanga realmente folgorato, si spegne il mondo intorno, esistono solo le note, e non c’e’ scampo per me, vengo trascinato nel vortice di quello che ascolto, si accendono mille luci, emergono odori, non riesco a spiegarlo. Succede perchè sento qualcosa che tocca le corde più profonde del mio sentire, può essere emozione, diversità, vita, non saprei definirlo bene. Rimane il fatto che vengo portato in un mondo parallelo.

We spend our lives rearranging everything under the sun

Ed è quello che mi è successo con Tal Wilkenfeld, bassista virtuosa, giovanissima. Non sapevo cantasse, e questa registrazione in uno studio di NYC è un piacere per le orecchie e per gli occhi. Ascoltare e guardare questi musicisti, fa capire perchè la musica sia un mezzo di comunicazione cosi’ potente. Sguardi intensi, rapiti, felici, immersi semplicemente nell’atmosfera ipnotica di questo brano. E la meraviglia è che il virtuosismo sparisce dietro l’emozione e la semplicità. I percussionisti colpiscono ognuno i propri strumenti con semplicità, la chitarra ossessiona l’ascolto, fornendo la base, con anche una leggera scordatura che rende ancora tutto piu’ bello. I suoni asciutti, nessun trucco fonico, è vita vera, è emozione, è pura estetica dell’imperfezione.

It’s hard t0 feel things changing
After all’s been said and done

Il brano arriva dritto alle corde più arcaiche , reminiscenze di ballate irlandesi. La ripetitività seriale  della chitarra riesce a trasformare l’atmosfera in un rapimento mistico. L’alternanza di accordi maggiori e minori come sempre fa il resto, creando uno stato di mancanza e malinconia per me a volte insopportabile. L’ho ascoltata di seguito tutto il giorno e continuo a scoprire angoli di pura poesia.

Ecco questa è l’estetica dell’imperfezione per me.

I walk the same road to work each monday
I sleep not to dream but to forget the sunday

18 thoughts on “L’estetica dell’imperfezione (Under the sun)

  1. Mi trovavo tempo fa a sostenere una posizione per molti insostenibile: tutto è perfetto così com’è. “Estetica dell’imperfezione” si avvicina al concetto, non so se coincide. Ma si avvicina di sicuro. Mi piace questa canzone, incalza, si fa strada, narra in andata e ritorno… buona giornata!

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