Circonferenze verso casa

bach-goldberg-aria

Aria iniziale e finale delle variazioni goldberg

La strada verso casa può essere tortuosa, e magari tornare a casa può anche significare tornare al punto di partenza. E magari quello da cui si è partiti rivederlo dopo un viaggio può risultare diverso, perchè i nostri occhi, le nostre orecchie sono diverse.

Questo deve aver pensato anche Bach componendo le variazioni goldberg. Ci sono due circonferenze dentro quest’opera, una evidente e una nascosta, accessibile solo a chi vuole davvero entrarci.

Le variazioni goldberg sono 32 iniziano e finiscono con la stessa aria. La prima circonferenza orbita intorno alla variazione numero 16, in perfetto equilibrio è l’unica variazione asimmetrica (48 battute contro le 16 o 32 delle altre).
Su questa circonferenza c’e’ la magia. Inizia con l’aria della prima composizione, arriva alla variazione numero 16 e ritorna sull’aria alla 32ma variazione.

L’aria finale è uguale a quella iniziale, ma…. miracolo sembra diversa, perchè ritorna dopo aver seguito una circonferenza, un viaggio metafisico, un orbita kepleriana intorno alla variazione 16. E davvero sembra diversa, ha tutto un’altro suono perchè l’idea fondamentale dell’opera è la continua trasformazione, il materiale si trasforma, ritorna come era in origine, ma chi ascolta è cambiato e la casa sembra più bella. Miracolo del dio di bach, in grado di disegnare orbite, intorno a note, le leggi di keplero sono tutte nelle note di bach. Inizio e fine si ritrovano, ma tutto è diverso. La fine sembra più dolce, più serena, meno inquieta come se le trasformazioni l’avessero smussata, potenza della suggestione e del genio di bach.

La seconda circonferenza è più complessa, è nascosta nella trasformazione. Cè comunque un’altra strada ed un’altra orbita nascosta che porta verso casa. Non mi addentro nella spiegazione perchè serve una conoscenza abbastanza approfondita della musica per vederla, ma c’e’ ed ho trovato un immagine che la rappresenta benissimo

Le 30 variazioni sono raggruppate in gruppi di 3, ogni gruppo (tranne l’ultimo) e’ chiuso da una variazione che e’ un canone ovvero una composizione basata su melodie che si rincorrono, ogni canone parte da una nota sempre piu’ alta dalla seconda alla nona… e miracolo la nona è uguale alla seconda e quindi si torna a casa anche in questo caso. Ed anche in questo caso la casa è diversa, e serve attenzione per vederla e ritrovarla.

 

variazioni20di20goldberg_b_600

Genio divino di bach, non esiste ancora nell’universo una mente così complessa e geniale come quella di bach in nessun campo, scientifico, artistico, musicale. C’e’ tutto, matematica, vita, filosofia, senso della vita. La scelta di mettere sul voyager  come testimonianza dell’opera umana una composizione di bach suonata da glenn gould è fantastica, non c’è e non ci sarà mai testimonianza più bella dell’arte e della bellezza che alcuni uomini sanno creare.

Il viaggio per tornare a casa può essere tortuoso, ci sono cose che sembrano invisibili ad un occhio non attento, basta fermarsi vedere le cose, vedere le trasformazioni, ed all’improvviso (o quasi perchè bach è anche spiritoso e nell’ultima variazione gioca su due melodie popolari che sono Troppo son stato lontano da te e Cavoli e rape rosse mi hanno sviato da te che appunto riportano a casa l’ascoltatore).

Io mi chiedo spesso in quale punto della strada mi trovi, se davvero c’e’ una circonferenza, mi sembra di averne percorse almeno un paio, ma quella nascosta dentro forse ancora non l’ho vista o non ho capito dove sono i punti fondamentali della curva.

Casa, il miraggio, e forse quel tornare a casa nell’aria più bella mai composta da un essere umano, significa tornare a se stessi, cambiati, trasformati per rivedere le cose secondo una luce nuova, più consapevole ed addolcita (non sminuita) dal viaggio. Questo mi auguro che ci sia davvero tra le righe della musica di bach.

Lascio l’intro di una delle più belle interpretazioni di quest’opera d’arte glenn gould e l’intro di 32 piccoli film su glenn gould, la vita di uno che ha legato la sua vita a quest’opera indissolubilmente, a doppia mandata e che le variazioni goldberg ripercorrono con delicatezza, ironia, genialità.

Ecco quando ascolto o vedo queste cose, penso che noi esseri umani possiamo essere meschini, cattivi, insignificanti, ma il solo fatto che io appartenga ad una specie che è riuscita a creare anche questa bellezza, mi consola ed in un certo senso tutto panteistico mi porta ad immaginare che se una divinità esiste , si nasconda nelle pieghe di questa bellezza.

 

 

 

 

5 thoughts on “Circonferenze verso casa

  1. Hai ragione, questa, come tante altre, sono opere meravigliose di una bellezza straordinaria….ma purtroppo siamo molto bravi ad eccedere anche nel polo inverso…è sempre stato così, chi si schiera da una parte e chi dall’altra lo yin e yang della vita….

    Penso anch’io che il “tornare a casa” molte volte sia il ritrovarsi, i viaggi più lunghi e più duri sono sempre quelli interiori. Ti auguro una buona giornata.

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  2. ecco, il piano lo gradisco quando, come qui, non c’è quella specie di lentezza invivibile che trovo di solito nelle esecuzioni che mi capitano.. Ma quello che mi piace molto qui è la riflessione sul ritorno a sé attraverso la trasformazione. Resta la questione nominale (“casa”), che però tutto sommato non è importantissima, riesco comunque ad afferrare il senso, credo.
    Piacevolissima questa lettura, come sempre, o forse un po’ di più 🙂

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