Red neon, go or give

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Sono giorni strani, c’è vento, e quando c’è vento succedono cose. Ho frugato in alcune cose che avevo portato via da casa a Natale. Ho trovato tracce di me, tracce del mio passato, ed è come vedere il passato di un’altra persona, come vedere un film in super 8.

Ho avuto il coraggio anche di aprire finalmente dei quaderni che avevo portato via 20 anni fa da una cameretta in lacrime, ci ho trovato cose preziose, frasi, vita, foto.

Vinili consumati, che mi ricordano le emozioni di quegli ascolti, ritrovarsi a 44 anni con le emozioni di quando di anni ne avevi 15 e non conoscevi niente, e tutto ti sembrava meraviglioso ed impossibile. Molte cose sono diventate possibili, e molte cose sono rimaste impossibili (almeno per ora), l’occhio dell’anima è sempre quello, e forse è vero che non si cambia mai, si smussano angoli, si accettano e si conoscono parti di noi stessi ma non si cambia, non nelle fondamentali.

Se ognuno di noi fosse rappresentato da un’accordo, la tonica rimarrebbe inalterata, cambierebbero i colori col tempo (forse), ed io sono sempre stato un re semidiminuito, un accordo fondamentalmente malinconico che cerca disperatamente una risoluzione verso qualcosa di bello e maggiore, la tensione del re semidiminuito mi appartiene, come mi appartiene l’atmosfera notturna di questo disco degli steps ahead che avevo dimenticato, ma che evidentemente era da qualche parte nel mio inconscio.

A volte è più difficile privarsi di un dolore che di un piacere. (Tenera è la notte F.S. Fitzgerald)

22 thoughts on “Red neon, go or give

  1. Hai ragione non si cambia…come hai giustamente detto si smussano angoli, o magari le esperienze ci induriscono un po’…ma si rimane sempre gli stessi nell’animo.

    Buona giornata 🙂

    ________________________________

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  2. Lo hai scritto anche tu, “l’occhio dell’anima è sempre quello”, e anche se tutto il resto cambia, e anche se hai perso parti di te per strada, la tua essenza, quella rimane immutata, devi solo guardarti dentro togliendo quegli strati che adesso non ti permettono di vederti come sei. Ma ci sei, aivoglia se ci sei ancora. Dolce giornata…

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  3. Ho un parere diverso. Forse perché ho scavato tanto a fondo che ho trovato un’altra me. Ho provato molto dolore ed ho pianto molto ma adesso Lila riesce a vivere e a sentire cosa che prima mi era impossibile. La foto è stupenda e la canzone lo è ancora di più. Mi trascina in un’atmosfera malinconica con il piano all’inizio e alla fine della melodia ed il sassofono e quei suoni timbrati che non capisco se si tratta di percussioni o cosa altro…

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