Canto della neve silenziosa

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Molti, molti anni fa un tale mi disse che negare i propri sogni equivale a vendere la propria anima. Ero giovane allora e non sapevo che quelle parole avrebbero trovato un loro particolare posto dentro di me e che sarebbero rimaste mie per sempre, però ricordo di aver battuto le palpebre e aver scosso il capo annuendo come se quegli stessi movimenti mi spingessero ancor più dentro la verità. Ero pieno di sogni. E ancora sogno.“

H. Selby JR Canto della neve silenziosa

Nevicava oggi a Firenze, poco, di quella neve che non rimane sull’asfalto. Era freddo, il vento era forte e freddo. Il cielo era grigio, di quel grigio particolare che solo la neve porta con se. Sono arrivato tardi con calma in ufficio, dovevo fare un piacere ad un vecchio amico distante.
Camminare per Pisa la mattina mi provoca sempre un qualcosa, non lo so spiegare, guardavo i volti della gente, lo faccio spesso, cerco di trovare umanità, uno sguardo una scintilla, ma come sempre non riesco a trovare nulla.

Camminare per la mattina in una città che non ti appartiene ed in cui non ti riconosci è sempre un esperienza particolare, mi riporta indietro agli anni di università dove quel crocevia aveva un senso, adesso un senso non lo trovo più. Non saprei nemmeno chi potrei incontrare. Lavoro a Firenze, passo un sacco di tempo a Milano o fuori dall’italia, dormo a Pisa.
Ogni tanto incrocio qualche viso conosciuto, ma sono eventi strani. Incrocio spesso persone che non vivono piu’ a Pisa e che tornano a casa.
Che poi se guardi bene negli occhi delle persone vedi sempre qualche traccia di tristezza, di angoscia, di ansia. Basta saper guardare, ed a volte un abbraccio ti toglie qualsiasi dubbio.

Avevo appuntamento dalla dottoressa alle 15.15, arrivo sempre 10 minuti prima, il freddo era pungente, l’arno bellissimo, avrei voluto fare una foto ma non l’ho fatta di proposito, per cercare di vivere nel momento, e non adagiarmi su qualcosa che avrei portato con me. Ancora più difficile è stato al ritorno passando davanti a piazzale Michelangelo, con quel grigio cobalto, e la città in basso con la cupola del Brunelleschi magnifica che si stagliava rossa su questo fondo grigio che sembrava fatto apposta per farla risaltare. L’ho guardata, l’ho amata, mi sono sentito consolato da tanta bellezza ed ho proseguito indietro verso l’ufficio.

Sono uscito tardi, quasi solo, il vento forte mi sferzava la faccia, e mi ricordava che ero vivo, anche se tanto vivo non mi sentivo, ogni volta è molto difficile. Che cosa vuoi fare? Deve esserci qualcosa che vuoi fare e che ti faccia stare bene. Sicuramente voglio suonare, anche suonare mi consola, è come se suonando o vedendo la bellezza sublimata dell’arte ci fosse una voce che mi rasserena, come se una mano mi si posasse sulla testa e mi dicesse “va tutto bene, non può esserci quello che tu vedi e senti ogni giorno, perchè poi ci sono queste cose meravigliose”. Ma è solo un momento e spesso la bellezza dell’arte poi si scontra con le sensazioni sgradevoli che provo.

Alla fine ci sono abituato, non è grave, intendo dire, ho imparato a convivere con questo spleen, non è una cosa nata ora. Eppure mi sento stanco, non riesco più a sentire in questo modo, le antenne fanno male, ed ho addosso una sensazione di energia esaurita, come quando il telefonino arriva al minimo della batteria e scatta l’allarme. Viaggio , mi sposto, incontro persone, parlo, respiro, mangio, e non ci sono, perchè una parte di me continua a pensare in sottofondo, come un processo a basso livello, che continua e rosicchia energia e che diventa preponderante nel silenzio e nell’oscurità della notte.

La neve, forse perchè sono nato sul mare, la neve è un qualcosa di misterioso, ed ho sempre avuto questa forte attrazione per il nord anche se amo il sud. Il nord, freddo, silenzioso, come Glenn Gould nei ghiacci canadesi. Forse perchè in quel silenzio ed in quella purezza apparente della neve, ci si può perdere, non sentendo interferenze. Ed effettivamente quando c’e’ freddo è come se tutto rallentasse, come se anche i pensieri rallentassero e diventassero meno avidi di energie.

Nevicava oggi a Firenze, ed io mi sono perso nei miei pensieri in silenzio. Non mi sento molto bene.

“Il mio sogno invece e’ immutato. Lo continuo

Ho navigato tanto e ho cucito tanta tela
che ho le punta delle dita indurite ed
insensibili e ho alato tanti cavi che ho le
mani ruvide come canapa di manila; mi
sono arrampicato sul boccaporto di un
mercantile nuovo di zecca dei cui motori
sentivo il pulsare.
Ricordi… tutti ricordi.

Immagini che aiutano a passare i giorni. Ma solo per poco.
Le inseguo nel mio sogno… nella mia visione. Chiudo gli
occhi e sento la musica e loro vengono, tutte, intorno a me
e ballano e cantano e O com’e’ bello vedere il mare scorrere
giu’ dai loro dorsi che brillano e luccicano…..”
(H. Selby Junior Canto della Neve Silenziosa)

On Air: Emozioni

31 thoughts on “Canto della neve silenziosa

  1. Nella vita bisogna sempre porsi dei traguardi, anche piccoli, da poter superare per poi porsene dei nuovi….tu DEVI ritrovarti, e dipende solo da te….il fatto che la musica e la bellezza in generale ti scuote e fa nascere in te mille sensazioni vuol dire che ci sei…solo che poi ti rinchiudi di nuovo nel tuo stato di isolamento che ti fa vedere tutto ancora peggio di quanto non sia in realtà.

    Cerca di perdonarti….e di ritornare a vivere in ogni senso, non puoi continuare a essere solo uno spettatore assente di questa vita, meriti di partecipare e di viverla fino in fondo e possibilmente nel migliore dei modi.

    Buona giornata….e scusa per il “sermone” ma è davvero un peccato….

    ________________________________

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  2. Quanta profondità in queste parole.
    Per certi versi posso ben capire come tu possa sentirti.
    Ma tutto dipende da noi, ( questa è la parte in cui ” predico” bene” e razzolo male) ma, se non ci aiutiamo da soli, non ci aiuta nessuno…anche questa potrebbe essere una frase fatta, ma sostanzialmente è così.
    Un abbraccio.

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  3. Visto che ci sono passata e adesso ci sto passando per un’altra persona, mi permetto di dirti, finché ti dici cose negative, per forza sarà difficile andare oltre. E’ dura, ma puoi pensare “mi do il mio tempo” e vedere le tue risorse (compreso l’amore per la bellezza che non è mica cosa da poco). Da lì parti, e anche se la strada è lunga, non è detto che non incontrerai punti di interesse lungo il cammino 🙂

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      • Ma certo. E’ quello di cui sto parlando. Non è che se uno è “solido” allora tutto va bene. Solo che si riesce a tenere dritta la barca, diciamo così, a perdonarsi, a “esserci” e ascoltarsi con maggiore chiarezza, capire prima quello che si prova (e quindi “sentire” anche gli altri con più chiarezza). Credi sia una cosa rara farsi idee sbagliate della realtà? Credimi, per quello che vedo e ho visto non lo è. Anzi, è più raro rendersene conto. Per questo penso che tu possa ripartire (non voglio essere invadente o “insegnare”, ma sono cose che vengono dal cuore)

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      • Io non so più nulla e’ come se avessi guidato per 40 anni la macchina usando il piede destro per il freno e quello sinistro per l’acceleratore, mi sembra di non avere piu’ certezze, più punti di riferimento. Come se dovessi reimparare tutto Non voglio sembrare lagnoso, o pessimista sono solo spaventato.

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  4. Mai avuto il piacere di vedere Firenze con la neve… deve essere fantastica. Fai una vita come all’insegna degli spostamenti! Anche io ho vissuto a Pisa e devo dire che quella città è per certi versi triste. Un abbraccio e buona serata 🙂

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      • Già! Hai visto bene… 4 anni. Pisa è lasciata a se stessa e vedere come la città non sfrutti i turisti della Torre e non cerchi di offrire niente per evitare il mordi-e-fuggi è ancora più triste… senza parlare della zona della stazione che è diventata inguardabile… insomma, tanto potenziale sprecato. Ma speriamo sempre in un futuro migliore. Buon cielo toscano 😉 Un abbraccio

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