Insegnavo alle parole ad amare

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Insegnavo alle mie parole ad amare,
mostravo loro il cuore
e non desistevo finché le loro sillabe
non cominciavano a battere.

Mostravo loro gli alberi
e quelle che non volevano stormire
le impiccavo senza pietà, ai rami.

Alla fine, le parole
hanno dovuto assomigliare a me
e al mondo.

Poi
ho preso me stesso,
mi sono appoggiato alle due rive
del fiume,
per mostrar loro un ponte,
un ponte tra il corno del toro e l’erba,
tra le stelle nere della luce e la terra,
tra la tempia della donna e la tempia dell’uomo,
lasciando circolare le parole sopra di me,
come auto da corsa, come treni elettrici,
solo perché arrivassero prima a destinazione,
soltanto per insegnare loro come si trasporta il mondo,
da se stesso,
a se stesso.

Nichita Stănescu – Ars poetica

Oggi sono di poche parole, storto, trasversale e diagonale. E  le parole alla fine rassomigliano al mondo. Bisogna lasciarle circolare, tra la tempia dell’uomo e quella della donna. Buon sabato.

On Air: Improvvisazione diagonale

11 thoughts on “Insegnavo alle parole ad amare

  1. E’ un vibrare intenso il tuo quando suoni. L’hai improvvisata oggi questa melodia?
    Le parole…a saperle usare. Quante volte si usano a sproposito tanto da preferire il silenzio. Perché a volte anche i silenzi parlano come le anime. Le parole circolano e tornano…basta saper aspettare sai? Buon sabato anche a te Fabio

    Mi piace

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