I semi del tempo

“Si scrive di cicatrici guarite, un comodo parallelo con la patologia della pelle, ma non esiste una cosa del genere nella vita di un individuo. Ci sono ferite aperte, a volte ridotte alle dimensioni di una punta di spillo, ma rimangono ferite.”

Francis Scott Fitzgerald Tenera è la notte

Questo è un libro che mi ha accompagnato per diversi anni della mia vita. Ho l’abitudine di appuntare sui libri la data di inizio e la data di fine, perchè in questo modo lego quella lettura ad un momento della mia vita. La libreria in casa è quasi un altare di tutto quello che sono. Ed alla fine quello che sono è legato a quello che ho letto (ed ascoltato).

Ho creato un angolo in casa dove i libri emanano la loro bellezza, riconosco un libro da lontano se l’ho amato e se l’ho amato l’ho letto e riletto.
Ma ancora divago, in questo periodo i pensieri non li controllo. Non riesco a tenerli a bada.

Questo libro l’ho letto tante volte nella mia vita, la prima il mese prima che mia sorella morisse. E’ stato l’ultimo libro letto nella vita precedente. L’ho terminato il 26 Agosto 1995 a Taranto, il 26 agosto incontrai in un locale sulla litoranea Marianna (mia sorella) che mi corse incontro buttandosi al collo, con un amore che mi spiazzò. Lei con suoi amici, io con amici miei. Io diedi per scontato quell’abbraccio senza sapere che appena 7 giorni piu’ tardi non ci  sarebbe stato più nessun abbraccio.

E continuo a divagare. Ci sono libri per cui occorrerebbe mettere la dicitura vietato ai minori di 40 anni, perchè se li leggi prima ti lasci prendere dalla bellezza superficiale, ma se li leggi dopo capisci quello che c’e’ sotto la superficie.

Ecco così è tenera è la notte, libro del mio cuore per tante ragioni, la rilettura mi ha regalato uno spaccato dell’insondabilità delle relazioni umane, quelle di amore profondo e le insondabili pieghe dell’animo umano. L’ho riletto ed ho trovato tanta vita, tanta sensiblità e tanta passione.

i migliori contatti sono quelli di cui si conoscono gli ostacoli e pure si vuole conservare un rapporto

I contatti migliori sono quelli per cui hai lottato, conosci i problemi ma decidi (decidi capito?) di mantenere e costruire un rapporto.

Mentre faceva a ritroso i labirinti in cui aveva vagato per anni, il suo io incominciò a fiorire come una grande rosa lussureggiante. Odiò la spiaggia, detestò i luoghi dove aveva fatto il pianeta intorno al sole di Dick

Ed io cosi’ mi sento, torno ai miei labirinti di sempre, quelli che avevo accantonato. E detesto i luoghi dove ho fatto il pianeta (non che io abbia nulla contro i pianeti, alcuni pianeti possono essere bellissimi e colorati).

La rilettura di questo libro mi ha regalato un tuffo nella mia vita, e il fatto che io lo avessi sentito cosi’ forte e l’ho sempre riletto nei momenti critici della mia vita, significa che con alcune cose si entra in vibrazione immediatamente. Questo è il potere dell’arte di quella universale, di quella che sa vibrare con le esperienze di qualcuno.

A volte è più difficile privarsi di un dolore che di un piacere

E per me tenera è la notte di Fitzgerald è tremendamente in vibrazione  con Lilac Wine interpretato da Jeff Buckley. Canzone d’amore, profondo e tormentato. La voce non codificabile di Jeff Buckley ti entra dentro come le pagine di Fitzgerald e raccontano notti, passioni, amore e notte, notti appassionate, interminabili fino all’alba avvolti in abbracci appassionati mentre il resto del mondo dorme.

 

10 thoughts on “I semi del tempo

  1. Bella la libreria bianca, spaziosa e luminosa, si vede che ami i tuoi libri….e complimenti anche per la scrittura, è elegante…
    La canzone che hai scelto è straordinaria, e la sua voce, hai detto bene, non codificabile, ma che riesce a cantare praticamente senza musica….come nel periodo iniziale, stupenda 🙂

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  2. Penso che nella vita accada che rimaniamo attaccati ad una parte di noi che è stata ferita. E’ accaduto anche a me. La morte di una sorella non è uno scherzo. Posso credere che questa ferita rimane lì, è ancora aperta. Sicuramente a volte il ricordo di quell’abbraccio che ti aveva spiazzato ti fa male e non si tratta di vivere come pianeti o meno. Che poi in realtà crediamo tanto di essere come isole mentre la sola verità è che per muoversi, per andare avanti abbiamo bisogno proprio di quell’intima relazione con l’altro (in amore e in amicizia) che ci dimenticare il resto del mondo. E’ bella la canzone di Buckley, sicuramente, ascoltarla ora però mi mette un po’ di tristezza…

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