Rinascita

genziana_nivale

Si lasciò portare dalla sua convinzione che gli esseri umani non nascono sempre il giorno in cui le loro madri li danno alla luce ma che la vita li obbliga ancora molte altre volte a partorirsi da loro stessi

Gabriel Garcia Marquez

Quanto è vera questa frase, anzi io credo che il primo parto sia quello solo fisico, da quel momento in poi è una continua morte e rinascita. Ci sono eventi, giorni che rappresentano una vera rinascita. Per rinascere occorre morire, e la morte non è un processo così semplice sia quella fisica che quella spirituale. E’ un processo che richiede il suo tempo.

Nella mia vita adulta (su quella precedente non è facile stabilire i punti pivot, ma lo sto provando a fare) individuo questi punti pivot

Settembre 1990
Maggio 1995
Settembre 1995
Maggio 1998
Settembre 1998
Giugno 2000
Luglio 2005
Luglio 2007
Ottobre 2008
Febbraio 2012
Gennaio 2016

Sono punti cardine dove eventi, persone, situazioni hanno generato una morte/rinascita. Non sono pochi, alcuni sono eventi positivi, alcuni sono negativi, alcuni sono evidentemente un punto di rottura, altri l’ho capito dopo. La mia reazione sempre è stata quella di negare l’evento, rimuoverlo e cercare di elidere il cambiamento.
Credo che finchè si è vivi, questo processo sia salutare, testimonia un cambiamento. Certamente il parto è doloroso, ogni rinascita implica un parto e quindi dolore, il cambiamento non è una cosa semplice da perseguire e cercare o semplicemente accettare, che tanto se non cambi tu, ci pensa il mondo a cambiarti a legnate nei denti. Come esseri umani siamo spaventati da ogni cambiamento, perchè il cambiamento implica umiltà, accettazione dei propri limiti, accettazione di perdere qualcosa di se e degli altri, capacità di lasciar andare quelli che si amano, e capacità di lasciar andare anche noi stessi. Il mio punto di morte/rinascita del 2016 è stato il più forte degli ultimi anni che ha portato a compimento un parto parallelo nato nel 1995 che aveva dato origine ad una valanga, apparentemente risolta da troppi eventi concomitanti fino al 2000 e invece quel parto e’ durato 20 anni.
Ora mi ritrovo nel mezzo del processo di rinascita, quello più consapevole, per cui quello più doloroso perchè implica la revisione di tutto quello che è stato, la comprensione di quello che potevo e non potevo fare e di quello che ho fatto scegliendo o non scegliendo agendo attraverso impulsi inconsci che mi hanno portato a prendere delle strade. Il percorso è indispensabile per capire meglio le dinamiche.

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perchè la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sè stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perchè senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

Einstein

Ed è così durante la crisi si impara a superare se stessi o meglio l’immagine di noi stessi che abbiamo proiettato per rimanere vivi. Superare quell’immagine, rappresenta il processo di cambiamento e morte/rinascita. E la consapevolezza amplia le possibilità. Se conosci te stesso, la tua storia, e impari a vederti anche per le porte che hai chiuso per non impazzire, per relegare la sofferenza in posti non facilmente accessibili, se hai il coraggio di piangere perchè affronti quello che ti ha portato ad essere quello che sei (parte razionale e parte inconscia) allora la strada verso il cambiamento è assicurata.

Il processo è faticoso, il processo richiede energia, io ci sto mettendo la gran parte della mia energia, pensando, riflettendo, rimuovendo i miei maledetti bias cognitivi, rimuovendo le protezioni, il prezzo da pagare è alto in termini di sofferenza, il risultato però sono certo sarà valso questo prezzo. Capire i motivi è fondamentale per acquisire vera conoscenza di se stessi.

La musica non dovrebbe farci pensare al controllo che sembriamo avere sulle nostre vite.Dovrebbe invece ricordarci la necessità di arrendersi e la capacità dell’uomo di capire i motivi,le condizioni di questa resa.

(Keith Jarrett)

La musica per me ha una valenza terapeutica, riesce ad entrare dove io non voglio entrare, nei momenti di rottura e cambiamento la musica mi ha aiutato a capire meglio le mie dinamiche interiori, a comunicare quello che non riuscivo a fare con le parole, mi ha aiutato ad arrivare al centro di me stesso.

Di solito in questi momenti, mi siedo davanti alla tastiera, vuoto, ed inizio a suonare a volte sento la musica che fluisce chissà da dove e mi lascio attraversare alle volte con sorpresa.

On Air: Improvvisazione per una nuvola ed un treno Febbraio 2008

 

15 thoughts on “Rinascita

  1. Ora dirò una cosa stupida…..hai presente quando c’erano i film muti? Beh sentire questa musica mi ha fatto pensare ad una discussione….ai momenti teneri, a quelli tristi, poi arrabbiati, duri, violenti e poi il ritorno della calma…..e il finale con la delusione e il malessere di entrambi….
    (non darmi retta sono un po’ stanca e vaneggio 😛 )

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  2. Cambiamento-crisi. Rinascita. Sbloccarci dalle paure, aprire la gabbia dove tenevamo bloccate queste paure anche se questo implica dolore e pianto. Se si è fortunati si può solo migliorare. Una gran fortuna piuttosto che rimanere statici con il rischio di non andare avanti. Ascoltare la tua musica…sempre un’emozione. Ho sentito diverse sensazioni…

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