Strade blu

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Bisogna stare attenti ai pensieri che
vengono di notte: non hanno la giusta
direzione, arrivano a tradimento da luoghi
remoti e son privi di senso e di limiti.

(Strade Blu W.H. Moon)

Complice forse una bevuta di troppo ieri sera, la gattina che ha deciso di andare in calore a gennaio anticipando di una settimana la sterilizzazione, i pensieri notturni, quelli a tradimento mi hanno risvegliato alle 4. Ed eccomi qui incapace di riprendere sonno, stremato da me stesso.

Questa sarà una settimana pesante, devo prendere decisioni lavorative importanti per il futuro dell’azienda, accettare un investimento che limiterà inevitabilmente gli spazi di manovra portando dentro logiche che ho sempre cercato di evitare ma fornendo un po di tranquillità a quelle casse che tanto han sofferto lo scorso anno, non accettarlo contando solo sulle nostre forze e rimanendo un po come la tribù di Asterix, 25 personaggi senza bisogno di autore.

E la gatta miagola senza pietà stanotte in preda al suo calore, che non è molto diverso dall’urlo che proviene dal mio cervello, ad intervalli regolari, che mi ricorda la mia stanchezza e la mia necessità di parlare con te. Non so davvero come farò, da dove attingerò le forze che devo avere, a momenti avrei solo voglia di sedermi al centro della strada e mandare tutto al diavolo, andare via, smontare questo capitolo della mia vita a calci, e ricominciare. Ma… ci sono io, ovunque vada mi porto dietro me stesso, ed un po mi spaventa perdere la “rete” sociale che ho in questo posto.

Prendo un caffè bello lungo, indugio ancora per qualche minuto qui nel letto, prima di partire per questa giornata strana.

“Quella notte, mentre mi rigiravo nel letto chiedendomi se avrei fatto prima a prender sonno o ad esplodere, ebbi appunto l’idea. Un uomo che non riesce a far quadrare le cose può sempre levare le tende. Può mollare tutto cercando di tirarsi fuori dalla solita vita. Può mandare al diavolo il tran tran quotidiano e correre il rischio di vivere il momento secondo le circostanze. È una questione di dignità.

Levare le tende alla fine è una questione di dignità. Continuare in questo stato di sofferenza è impossibile. Non ce la faccio oltre, razionale e irrazionale. Razionalmente sono lucido, capisco quello che succede e so che cosa è sensato fare, irrazionalmente sono ovviamente un crogiolo di sensazioni contrastanti e cambio idea ogni 30 secondi.

“Uno strano rumore interruppe la mia agitazione. Andai alla finestra e l’aria fredda mi entrò sin negli occhi. Lí per lí vidi solo le stelle. Ma poi, nel buio di una notte di marzo, intravvidi due stormi intrecciati di anatre bianche e blu che lanciavano il loro grido dirette a nord, formando una W ondeggiante nelle profondità del cielo, con i candidi ventri spettralmente illuminati dal riverbero della città e il collo proteso a settentrione. Poi spuntò un altro stormo da chissà quale parte del sud, guidato anch’esso dal medesimo istinto di accoppiamento. Una nuova stagione. Risposta: si comincia seguendo la primavera, come le anatre – nell’oscurità, col collo dritto in avanti.”

14 thoughts on “Strade blu

  1. Sapessi quante volte dico me ne vado…ma poi resto perché non son certa che altrove sia meglio..Portandomi dietro me troverei soltanto un posto diverso nel quale affondare le mie voci..Piano piano e con tranquillità si sistemera’ tutto mi vien da dirti questo che è quello che mi dico ogni volta:-))))un sorriso.

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  2. Penso che sia giusto partire quando non è più una fuga, ma il ritorno a una parte di se stessi che era stata troppo a lungo dimenticata. Solo tu puoi saperlo, però. Forse potresti provare a fare dei progetti esplorativi, scriverti i pro e i contro e cominciare davvero a valutare la possibilità in concreto. Poi cercare di capire se l’idea di mettere davvero in pratica il sogno ti fa stare meglio o no. Se sì, allora…

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  3. Non lo so sinceramente…..certo stare a 500 metri di distanza è una situazione che non aiuta….ma è anche vero che nella testa e nel cuore le distanze non esistono….vedi tu, solo tu puoi sapere cosa sia meglio per te, sia moralmente come individuo, che come ambito lavorativo.

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    • Silvia il problema non sono i 500 metri, il posto ha un peso per molte altre cose di cui non posso parlare ma che ho comunque accennato. Questa storia è solo l’epilogo di una bomba che doveva scoppiare anni fa e non è scoppiata perchè non volevo stare male.

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      • E il problema non è la storia finita. Quella è figlia di un piano inclinato che ci ha portato contro un muro entrambi. La storia finita per come la vedo è parte della soluzione non del problema anche se ha generato uno sfacelo emotivo.

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      • Vale il commento che ti ho lasciato prima….nessuno ti può dare un consiglio valido perché solo tu sai come stanno le cose nel complesso.
        Il problema non è la storia finita….ma il fatto se tu, nello stato emotivo in cui ti trovi, riesci a trovare con lucidità la soluzione giusta….

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      • Si hai ragione, non volevo infatti un consiglio. Sono in una situazione ottimale ad ogni modo (per trovare anche delle cose positive). Sono libero sia con il lavoro che con la vita per cui posso decidere solo per il mio meglio e non sono costretto a fare scelte radicali. Posso iniziare a spostarmi a firenze in fitto, lavoro qui, e’ un cambio piccolo in apparenza e non irreversibile. Non stravolge il senso ma cambia alcuni pilastri. Sto seguendo un percorso di psicoterapia a Firenze ed anche questo puo’ essere un aiuto. Non sto facendo niente di irreparabile, sto cercando finalmente di venire fuori da una buca che mi ero scavato da solo 🙂 Ti ringrazio per l’interessamento, apprezzo.

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      • Ti capisco, le buche ce le scaviamo sempre da soli….e ci sotterriamo pure….se ti aiuta fai bene a seguire quel corso, ma credo che, come ci siamo sotterrati…così dobbiamo riuscire ad uscirne con la nostra forza di volontà e la determinazione.
        E’ sempre un piacere scambiare due parole con te, buon pomeriggio 🙂

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      • Non e’ un corso e’ proprio terapia 🙂 E serve solo a cambiare il modo di vedere le cose. Quando sei abituato a vedere le cose in un modo, cambiare paradigma e affrontare alcune cose che non volevi affrontare e non avevi capito quanto male potessero fare alla tua vita è un bene. E dovrei essere grato alla mia storia finita anche solo per aver messo in moto questo cambiamento in una palude. Ecco perchè provo amore e non c’è traccia di nessun sentimento negativo anche nella violenza di una fine incomprensibile almeno nelle modalità. (Incomprensibile per ora, prima o poi un senso troverà pure questo). Il piacere è mio.

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      • Lo schianto che abbiamo fatto poteva farci fare un salto importante nella storia, dalle macerie potevamo uscire mano nella mano e iniziare a costruire veramente, invece purtroppo ci siamo persi. Lo so che sono vago, ma il senso è questo e ci sono talmente tanti casini dietro a questa storia che ci potrei fare un libro di successo.

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  4. Mi ha colpito molto la parte finale del tuo scritto. Questo riflesso particolare del ventre delle anatre. La primavera, la stagione nuova, l’andare avanti delle anatre con il loro collo dritto, proteso verso nord. E’ il muoversi, il movimento che genera vita. Sempre bello poi l’ascolto del brano musicale.

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