Blue(s)

L’inglese spesso è una lingua soprendente. Feeling Blue è quasi impossibile da tradurre davvero, probabilmente come la Saudade brasiliana.

Sentirsi blue, implica un forte senso di malinconia e nostalgia, ha infinite sfumature e infinite declinazioni nella musica, le blue note, quelle note inspiegabili che danno quella connotazione leggermente triste e dissonante.

Ecco forse io lo tradurrei come dissonante, mi sento dissonante, il che per uno che conosce il jazz non dovrebbe essere di per sè un gran problema. Quello che è consideranto consonante oggi spesso era considerato dissonante ieri. Quindi basta aspettare comprendere la dissonanza e forse quella dissonanza acquisterà un significato che non conoscevi.

Ma sto divagando, la sensazione di sentirsi blue è potente. Oggi mi ha pervaso tutta la giornata, l’avvicinarsi del rientro a tutta velocità a lavoro, questa sensazione di disparità che provo dentro di me, un pizzico di solitudine, un po di decisioni importanti da prendere sul mio futuro hanno creato il mix perfetto per una perfetta sensazione blue. Il freddo polare fuori, ho camminato a lungo nel freddo fino al tramonto, il tramonto peggiora la sensazione blue, la amplifica perchè perdi la luce non metaforicamente ma fisicamente e quel momento di trapasso è sempre stato un momento complesso per me.

Camminare e guardare intorno, non sentirsi veramente parte di niente, che sensazione sgradevole, non sentirsi parte di una famiglia, di una comunità, non sentirsi proprio e basta.

“You don’t know what love is until you learn the meaning of the blues”

Lineare, preciso e anche poetico come spesso la lingua inglese sa essere.

E poi

Blue was just the colour of the sea,
‘Til my lover left me!
Blue was just a bluebird in a tree,
‘Til he said “Forget me!”.

Blue always made me think of Summer,
Cloudless Summer skies so fresh and warm,
But now the blue I see is more like Winter,
Winter skies with clouds about to storm.

But now too well i know the meaning of the blues

Io mi sono avventurato oggi nell’ascolto di un capolavoro di Joni Mitchell Blue. Un disco legato tutto a questo senso di perdita (basterebbe la canzone River)

Blue
Songs are like tattoos
You know I’ve been to sea before
Crown and anchor me
Or let me sail away
Hey Blue
And there is a song for you
Ink on a pin
Underneath the skin
An empty space to fill in
Well there’re so many sinking
Now you’ve got to keep thinking
You can make it thru these waves
Acid, booze, and ass
Needles, guns, and grass
Lots of laughs
Lots of laughs
Everybody’s saying that hell’s the hippest way to go well
I don’t think so,  but I’m
Gonna take a look around it though Blue
I love you
Blue
Here is a shell for you
Inside you’ll hear a sigh
A foggy lullaby
There is your song from me

Ed è esattamente una ninna nanna nebbiosa nel mio cuore quella che lascio qui.

9 thoughts on “Blue(s)

  1. Una sensazione potente e a volte terribile ma quanta bellezza anche qui, nella musica, nelle parole, in quel “dissonante” che dovrà trovare il suo senso. Penso che lo troverà sicuramente, la ricerca di bellezza è secondo me la strada migliore verso il senso e verso il “sentirsi”

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  2. Sicuramente è una tua sensazione particolare, un profondo e tuo intimo sentire. Sai? Non conosco bene l’inglese ma mi sono lasciata trasportare da questa ninna nanna nebbiosa che entra nel cuore. Il blu comunque è il mio colore preferito, non so, mi calma, mi mette sicurezza.

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