Anima

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C’e’ un punto in cui l’anima si congiunge alla materia. E’ marginale piccolissimo, e non sono molti i pianisti che lo conoscono. In termini tecnici viene denominato assai freddamente, “coordinatore fra l’azione del tasto e quella della meccanica”. A vederlo sembra una normale vite, molto piccola, conficcata nella parte finale del tasto, quella che non si vede piu’ perche’ sta dentro il pianoforte. Il coordinatore sposta in alto il talloncino del cavalletto, e attraverso un sistema di montanti e rullini, di leve e molle, quella piccola vite aziona il martelletto che percuote la corda. Ma l’azione del tasto e’ la mia azione, e’ il riflesso delle mie dita, e’ il mio pensiero della musica : affidato ad una piccola vite che quasi non si vede. Se tocco il tasto con piu’ morbidezza, quella vite deve trasmetterla alla meccanica, e la meccanica deve suggerirla al martelletto che andra’ a colpire la corda tesa al punto giusto secondo un carico ben preciso. Quando mi dicono che l’universo e’ insieme semplice e complesso, penso al mio pianoforte e capisco esattamente cosa si intende con questa espressione.”

(Roberto Cotroneo Presto con Fuoco)

A volte quella vite non mi sembra di controllarla più, non la sento più la mia anima, troppo spazio avevi preso dentro di me, e non voglio vedere il motivo, perchè se lo vedessi forse dovrei ammettere che niente era vero. E se niente era vero, perchè questo dolore è così reale?

Posso controllare solo le mie reazioni, le mie azioni, e posso essere responsabile solo di me stesso, e quello che è successo deriva da me. Anche questa verità è tremenda da accettare, ci ho messo tre mesi a rientrare dentro di me, mentre guardavo fuori. “Lei non è una mia paziente” e quanto aveva ragione, il nocciolo della situazione è sempre dentro di noi.

L’universo è semplice e complesso, vero, per qualcuno un po più complesso. E tuttavia quella sensazione di essere distaccati dal suono la conosco bene. Se non sai controllare le variabili in gioco, il suono non è quello che ti aspetti. Ma…. la realtà è…. siamo in grado di controllare alcune variabili, o semplicemente le subiamo? Quanto nella nostra scelta entrano in gioco variabili nascoste, e quanto a volte le scelte sono impossibili oppure obbligate.

Probabilmente questa storia la capirò con tanta pazienza e imparando a vedere davvero dentro di me, proprio dove non vorrei. Sono stanco, pericolosamente stanco, e lo sforzo per non rimanere schiacciato da un silenzio incomprensibile e quasi inumano è probabilmente al di sopra delle mie attuali capacità.Dal silenzio cosa si puo’ imparare reciprocamente, niente. Il silenzio è semplicemente negazione dell’esistenza, della vita, della ragione, del rispetto.

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