Cerchi e Ritorni

Portami lungo viali vuoti,
parlami di qualche sciocchezza,
pronuncia vagamente un nome.

I lampioni piangono l’estate.
Due lampioni piangono l’estate.
Cespugli di sorbo. Una panchina umida.

Amore mio resta con me fino all’alba
poi lasciami.

Rimasto come un’ombra offuscata
vaghero’ qui ancora un po’, ricordero’ tutto,

la luce accecante, il buio infernale,
io stesso fra cinque minuti spariro’.

(Boris Ryzyj)

Parte I Preludio I segni del tempo Lead Skies

Colore metallo, squarci di un azzurro strano. Notte di volte dipinte di azzurro, sogni di macerie, le stesse volte squarciate, corsa sulle scale, in fondo per arrivare da nessuna parte e ritrovarsi di nuovo al punto di partenza all’ultimo piano con le volte affrescate di azzurro che si squarciano e lasciano vedere il grigio. Si parte e come ogni volta odio il rituale della partenza, il senso di abbandonare i miei genitori, ogni volta che torno giu’ vedere il tempo che passa, perche’ se non vivi il quotidiano, ogni ritorno e’ un tuffo in avanti nel tempo, che impietosamente ti mostra quanto rapidamente corra.

Parte II Fuga L’arte dell’improvvisazione Blue skies

Colore azzurro, nei cieli tra brindisi e pisa. Un azzurro che continua a dominare la mia vista. Fughe rapide, tortuose, verso non so cosa. Rientrare a casa è un dolore, perchè tutta questa fretta e queste fughe che si arrampicano?
In viaggio quasi anestetizzato assente a me stesso, musica negli auricolari, guardo i volti delle persone e non percepisco vita, mi guardano e mi trapassano, li guardo e non vedo.

Parte III Canone Il rientro The Storm

Apro la porta c’e’ uno strano freddo, la caldaia spenta, il freddo fortissimo, la stanchezza, la certezza di aver percorso un’altra circonferenza, il mio tempo e’ circolare, mi illudo di andare avanti ed invece possono passare mesi, anni, giorni, e si chiudono cerchi. Vivo in un universo circolare a due dimensioni, limitato mi muovo su circonferenze parallele piu’ o meno grandi, e continuo a non riuscire a saltare nella terza dimensione. O meglio come in un canone le voci si riconorrono all’infinito senza mai raggiungersi, cosi’ continuo ad inseguire e non riesco piu’ maledettamente a sentire la mia voce il mio sviluppo.

Parte IV Adagio Il Risveglio La quiete dopo la tempesta

Sogno un risveglio tiepido, che mi porti calore dopo la tempesta, e mi accolga nel tepore di una casa interiore ritrovata. La auspico, la desidero e so che devo avere pazienza, la ricostruzione deve essere fatta bene, secondo norme antisismiche e con tanta pazienza.

E’ passata la sbronza ed il mondo non e’ cambiato.
E’ arrivata la musica, sono finite le parole.

Un motivo si e’ fuso con un altro motivo.
(Ecco una strofa molto ambiziosa..)

… ma forse, le parole non servono affatto
per questi poveri scemi…..

Me ne sto sotto le nuvole grigio-azzurre
e allargo ottuso le mani,
riempito ovunque di musica

(Boris Ryzyj)

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