Genesi

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Tutto è iniziato un giorno di settembre 21 anni fa. Era un periodo magico della mia vita, studiavo, ero innamorato, ero felice insomma.

La storia con Anna era iniziata da pochi mesi ed era un grande amore, di quelli che a 20 anni ti tolgono il fiato. Mi ero svegliato presto, alle 6 per studiare geometria, l’ultimo esame del biennio che mi era rimasto. Avevo fatto la macchinetta del caffè quella grande e sentivo dentro di me una grande forza. Ero solo in casa, i miei coinquilini erano ancora in ferie, l’aria di settembre all’alba è bellissima.

All’improvviso squilla il telefono di casa, caspita sono le 6.30 è strano chi può essere…. risposi incosciente, una voce che non riconoscevo piangeva, all’improvviso capii, era mia nonna e mi diceva che mia sorella era morta quella notte in un incidente stradale.

Quel giorno di settembre (il 3 settembre alle 6.32) il mio mondo è cambiato, ci ho messo 21 anni a capire quanto, ma c’e’ un prima ed un dopo. Le gambe mi si piegarono, iniziai a piangere seduto per terra, incredulo, come se avessi preso dei pugni in faccia.

Ero stato con lei 2 giorni prima doveva venire a studiare a Pisa avevamo cercato una casa…. non poteva essere vero. Eppure la voce stravolta dal dolore di mia nonna diceva il contrario. C’e’ stato un prima ed un dopo, dopo quel giorno la mia vita è stata spenta, non ricordo momenti di felicità, qualche sprazzo di serenità, dei colori, ma gli ultimi istanti di vita risalgono a quell’estate, un giorno, una domenica in una casa di via bianchi, abbracciati al sole, ascoltando time after time di tuck & patty, con il cuore gonfio di gioia. Poi la strada è stata contorta, ho cambiato direzione, ho tradito diverse mie aspettative, ho modificato completamente la mia vita. Fino ad arrivare a gennaio di quest’anno quando un’altra perdita, in una storia stranissima, durata 8 anni mi ha risvegliato riportandomi senza passare dal via al 3 settembre del 1995. E ora mi ritrovo a fare i conti con questa perdita, con quella che non avevo superato (è un discorso lungo semmai lo riprenderò con calma) ed a fare i conti con me stesso.

Cosa voglio, cosa ho fatto in questi anni, dove sono arrivato (e come) e come mi sento. Le risposte non sono chiare, evidentemente non mi sento bene, ma mi sto facendo aiutare per questo. Ricominciare da me, non è facile, accettare anche che nella storia recente sono stato depredato e vittima di una relazione tossica, che mi ha prosciugato, e ritrovarsi a fare i conti con l’ansia, la paura, l’autostima azzerata, l’incomunicabilità, l’accettare che quello che ho sognato ad un certo punto durante il risveglio dal torpore, era solo una mia visione, e che dall’altra parte c’era solo un bisogno di avere un’immagine idealizzata, che nel crollare perdeva qualsiasi interesse in quanto (ovviamente) Imperfetto e fragile, troppo fragile. La diga è crollata, improvvisamente, un giorno di gennaio, il mondo che avevo costruito per proteggermi è venuto giù e sono stato investito dalla violenza inaudita di onde che avevo trattenuto in angusti confini per anni.

Ecco qui, sento un terribile bisogno di parlarne, di raccontare, per portare fuori da me questo dolore, questi discorsi che avrei voluto fare con la persona che amavo e pensavo mi amasse, devo metterli fuori da qualche parte anche fuori da un percorso terapeutico.

E tutto questo ha riperto altre ferite, di cui sto intravedendo solo ora la portata. Credo di essere stato fortunato ad arrivare fin qui tutto sommato in buona forma psichica, con una vita che non è quella che sognavo, ma che è confortevole. Probabilmente qualcuno mi ha aiutato da lontano, io ci voglio credere anche se la mia cultura scientifica si ribella, eppure ci sono tanti di quegli eventi inspiegabili che sono avvenuti, sogni, comunicazioni,  briciole che ho trovato che mi confortano.

Tutto quello che abbiamo amato è quello che ci rimane diceva Tom Waits, ed allora sono ricco, perchè ho tanto amato nella mia vita, e anche se molte fragilità ed una certa sfiducia in me stesso mi hanno sempre penalizzato, ho sempre avuto la capacità di amare, in modi diversi, per quello che consentivano le situazioni che ci sono state, e non è mai stata questione di carne ed ossa (ancora tom waits) ma di sentimenti, forti e di condivisione.

Ora che sono in grande difficoltà, con me stesso, e non riesco ad amare me stesso, sentendomi troppo fragile e non accettando tutto questo, devo ricordarmi che sono in grado di amare, e devo amare il mio dolore, per superarlo, per accettarlo, assorbirlo e lasciarlo vivere come non ho mai fatto per paura di rimanere sopraffatto. Lo lascio uscire, non me ne vergogno, lo accolgo, cerco di comprendere da dove venga, anche se cercare di comprenderlo lo rende ancora più doloroso perchè lo devi guardare, lo devi vedere per quello che è, lo devi sviscerare e vedere cose che non sono gradevoli, che sono state rimosse per dei motivi validi. Ricordarmi che le persone con il mio attuale stato mentale sono prede facili di vampiri emotivi che sanno ricorrere alle strategie più subdole possibile per soggiogare l’anima.

Questa è la genesi di tutto, la genesi di questo blog, il percorso che mi porterà a fare pace con me stesso, a riscoprirmi, a capire cosa voglio fare davvero imparando a scegliere per il mio bene. La strada è lunga, imprevedibile, insidiosa, ma voglio percorrerla perchè non c’e’ un alternativa se non quella di vivere da morto. Sono strade secondarie, strade blu.

“- brevi istanti né giorno né notte – le vecchie strade restituiscono al cielo un poco del suo colore, assumendo a loro volta un’arcana tonalità blu. È l’ora in cui le strade blu hanno un fascino intenso, e sono aperte, invitanti, enigmatiche: uno spazio dove l’uomo può perdersi.”

Strade Blu William Least Heat Moon

8 thoughts on “Genesi

  1. Scrivere qualsiasi cosa mi sembra superfluo.di sicuro se sei ‘qui’ anche se si tratta di un non luogo in senso fisico,vuol dire tanto.che hai tanto da dare e da dire.troppo forse.troppo per chi non apprezza o per chi purtroppo non può vederlo coi propri occhi.grazie perché ci hai comunicato qualcosa di immensamente importante. (Sono smielata stasera,non è il natale perché per me non rappresenta nulla ,è la malinconia )

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  2. Pingback: Genesi Parte II | Suoni Ancora?

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