Passioni diagonali

fiamma-passione

Amo il jazz perchè per suonare del buon jazz serve fondamentalmente possedere equilibrio interiore. Occorre fidarsi dei propri compagni, occorre fidarsi di se stessi e come per tutta la musica occorre utilizzare tutto quello che si è imparato per comunicare qualcosa che sappia andare al di là della tecnica appresa e delle esperienze vissute negli anni.
Ogni volte che ho provato a ripetere un qualcosa che avevo sperimentato, il risultato è stato deludente, perchè niente è più lo stesso, io ero diverso, il pubblico era diverso, i compagni di viaggio erano diversi. Ogni volta che ho dubitato di me stesso i risultati sono stati disastrosi, ogni volta che ho saputo credere in me e nelle mie capacità ed ho guardato con apertura agli altri (compagni di palco e spettatori) le cose sono state perfette.

Le serate che ricordo con più emozione di questi anni, sono serate in cui non c’erano aspettative, solo grande “amore” per quello che volevo dire, vivere e raccontare e per quella magia unica che riesce ad essere la comunione di un qualcosa con altri esseri umani. Non c’era la “mia” musica, non c’era possesso, era la nostra musica, di chi suonava e di chi ascoltava. Passioni diagonali e trasversali.

E non è forse una magnifica lezione da traslare anche nella vita di tutti i giorni?

On line una delle serate più belle con i miei amici di musica di sempre, una sera di marzo del 2010, quella sera la fiducia in me stesso e negli altri era un fatto.

Almeno tu nell’universo Pisa 19 Marzo 2010

8 thoughts on “Passioni diagonali

  1. L’ultima volta che ho ascoltato Jazz live è stato a Genova, al Jazz festival. Emozione. Ed io non sono da Jazz perché non ho equilibrio. Infatti uso ascoltare Indie Rock iper distorto e suonavo cose ben peggiori. Però ascoltare Jazz live e sentirlo dentro … e niente. Ci si lascia andare alla fiducia. Ed ora ho anche capito il perché . Chi lo suona ha equilibrio. 🙂

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    • Fabio, se è per questo anche io l’equilibrio lo perdo spesso, non ho ancora imparato ad andare in bicicletta, se mi concentro troppo lo perdo immediatamente. Si contano sulle mani le volte che sono stato in equilibrio perfetto tra fiducia, passione e ascolto. Però ho capito che per suonare bene il trucco è tutto lì fiducia in se stessi e negli altri, e niente passato. Nella vita non riesco a riportare questa lezione, troppa paura, troppo passato. Il jazz è emozione pura….

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      • Il Jazz è nervi sapienti, dosati e fidati. Anche ad ascoltarlo. A volte aritmico, a volte torrenziale. Creativo e indocile. Io in bici vado malissimo perché per me “andare dritto” è troppo mainstream. Per suonare bene ci vuole fiducia… ma anche per suonare malamente bene. E niente passato. Non suono più da anni. Ma nella vita ho imparato il “niente passato”. Non ho mai paura. Al massimo sbaglio ed imparo.

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