Idealismo

sturmunddrang

L’idealismo è una visione del mondo che congiunge l’esistenza col pensiero. Il mondo acquisisce una sua realtà proprio nel pensiero.

In questi termini e nella ricerca della libertà e della mancanza di confini, sono sempre stato un idealista. Ho ricercato nella mia vita di dare vita al pensiero che mi animava. Ho rifuggito posizioni lavorative di prestigio, cercando nell’attività imprenditoriale non una visione individualistica del mondo, ma una visione sostenibile del mondo, una visione etica e di condivisione. Ho realizzato una piccola società in cui la collaborazione, la condivisione sono i valori fondanti tra colleghi, clienti, partner.

Questa determinazione e questa anche forma di leadership introversa è stata vincente, probabilmente perchè io sono fatto in un certo modo determinato ma anche empatico, forte ma anche fragile, non amo la competizione fine a se stessa e l’ideale era rappresentato da un insieme di individui che avessero le medesime ambizioni.

Aver capito come sono fatto nella sfera lavorativa, mi ha aiutato a trovare la mia dimensione, una dimensione che mi riflette e riflette tutte le persone che ne sono coinvolte (non è facile lavorare in una realtà fluida, con poche regole e praticamente nessuna gerarchia).

Il mio lato idealista nei rapporti sentimentali invece è sempre stato un grande ostacolo, probabilmente proprio per non aver saputo individuare il pensiero che c’e’ dietro, l’idealismo senza accettazione di se è una bomba. E la visione “Sturm Und Drang” del sentimento con la sua aspirazione all’infinito è un’altro aspetto che mi ha sempre complicato la vita.

Probabilmente se rinascessi negli anni d’oro del romanticismo tedesco, sarei proprio un rappresentante del movimento idealista e romantico, l’arte come mezzo per superare il terreno, una visione panteistica del mondo.

Bisogna però, saper ricollegare l’infinito al finito, l’ideale al reale , la maliconia, la nostalgia per un mondo percepito come imperfetto, verso un mondo ideale e puro è un utopia che non lascia scampo, non perchè l’imperfezione sia sbagliata, ma perchè l’accettazione dell’imperfezione in quanto tale , specialmente della propria imperfezione è un passaggio fondamentale verso un equilibrio di se stessi. Probabilmente l’estetica e l’etica dell’imperfezione dovrebbero essere i miei ideali da perseguire per trovare una pace interiore da questa tempesta emotiva.

(Il mondo ideale che cerco e non vedo è rappresentato in maniera eccellente da questa interpretazione di Bernstein dell’adagietto della sinfonia 5 di Mahler, esempio supremo di romanticismo tedesco nella sua fase finale…)

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