Richie Beirach – Sunday Songs

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Amo il pianismo di Richie Beirach, influenzato dalla musica classica europea, lirico a volte davvero straziante. Mi sono chiesto spesso se sia stato un caso che Flores affidasse il suo testamento umano ad un brano di Beirach, Leaving, bellissimo suonato da Chet Baker.

E capace di disegnare paesaggi impressionisti non è un caso che nelle sue copertine ci sia spesso un riferimento agli impressionisti e non è un caso che abbia addirittura dedicato un disco a Monet : Water Lilies Richie Beirach Plays Musical Portraits of Claude Monet (Sony Japan, 1987).

Un pianismo che quando dipinge questi ritratti impressionisti sa di buono, sa di autentico, di campagna, di famiglia, di pane fresco, di campi, di fiori.

E capace anche di raccontare paesaggi neoclassici e tragedie di stampo greco, hubris disco magnifico, eon, elm che raccontano sempre con quella delicatezza di fondo, l’ineluttabilità degli eventi, il superamento di una soglia di non ritorno

Dolcezza e dolore, nelle stesse mani, bellezza cristallina di questi ritratti impressionisti e bellezza neoclassica di queste valli intime scolpite e tratteggiate.

Lo lascio qui nella versione più pastorale, dolce, con voglia di aromi fruttati, con l’odore delle stagioni nell’aria. Poesia sublime che solo un’anima raffinata come la sua riesce a far sprigionare da quell’enigma che rappresentano quegli 88 tasti bianchi e neri.

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